Vettel, il cerchio si è finalmente chiuso?

Vettel, il cerchio si è finalmente chiuso?

1 Agosto 2019 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 4 Minuti

22 Luglio 2018 – 28 Luglio 2019. Il luogo è sempre Hockenheim, che mette forse la parola fine ad un anno buio per quanto riguarda Sebastian Vettel. 371 giorni in cui il pilota Ferrari ha collezionato una sola vittoria, tra le Ardenne, in Belgio. Ma analizziamo nel dettaglio l’ultimo anno del pilota tedesco, partendo proprio dal suo gp di casa. Vettel conduce ad Hockenheim, seguito da Raikkonen mentre Hamilton è in rimonta. Inizia a scendere una pioggia leggera, che non permette ai piloti in pista di passare alle gomme da bagnato. Durante il giro 51 accadde l’impensabile: Vettel esce fuori pista alla curva Sachs, fermando la sua corsa contro i cartelli della DHL. A vincere sarà poi Hamilton, che supererà il tedesco in classifica generale con 17 punti di vantaggio.

Settimana dopo si va subito in Ungheria per dimenticare la disfatta in terra tedesca. Vettel sembra il favorito dopo le prove libere, ma ancora una volta la pioggia arriva a rovinare i suoi piani. Sotto la pioggia brillano ancora Hamilton e la Mercedes. Vettel limita i danni, partirà quarto e arriverà secondo, dietro proprio al pilota inglese, che guadagna altri 8 punti portandosi a +24. Dopo la pausa estiva arriva la riscossa per Seb, che sembra dimenticare i fantasmi di Hockenheim e, nonostante la qualifica bagnata, partendo in seconda piazza riesce a vincere la gara. Ad oggi è ancora la sua ultima vittoria.

A Monza, sembra tutto apparecchiato per una bella doppietta Ferrari dopo le qualifiche con Raikkonen davanti a Vettel dopo l’annuncio che Leclerc vestirà di rosso per il 2019. Ma alla “Variante della Roggia” accade l’impensabile: la Ferrari #5 entra in contatto con Lewis Hamilton girandosi. Ripartirà dall’ultima piazza riuscendo a risalire fino alla quarta piazza, a soli due secondi da Valtteri Bottas, ma in testa c’è ancora una volta il #44 della Mercedes che consolida il primato con 30 punti di vantaggio.

http://www.sutton-images.com Sebastian Vettel, Ferrari SF71H spins after contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 on lap one at Formula One World Championship, Rd14, Italian Grand Prix, Race, Monza, Italy, Sunday 2 September 2018.

A Singapore e a Sochi Vettel si deve accontentare di due terzi posti, con una Ferrari in crisi, una Mercedes che torna ad essere la vettura più veloce del lotto e con un Hamilton in grande spolvero che le vince entrambe e chiude il mondiale portandosi a +50 sul pilota tedesco della Ferrari. A Sukuza arriva di nuovo la pioggia nelle qualifiche e il muretto rosso sbaglia la strategia con Vettel che partirà solo nono. In rimonta il tedesco passa subito le Toro Rosso e il compagno Raikkonen. Alla curva Spoon tenta il sorpasso su Verstappen e succede di nuovo l’impensabile: si gira. Concluderà la gara in sesta piazza, a più di un minuto da Lewis Hamilton, a diciannove secondi da Raikkonen, segno di una Ferrari in crisi anche sotto il punto di vista delle prestazioni.

Ad Austin, dopo la penalizzazione per non aver rallentato abbastanza sotto regime di bandiera rossa scatta dalla quinta piazza e nel tentativo di superare Daniel Ricciardo si gira per la terza volta in stagione, la seconda consecutiva concludendo la gara quarto mentre Kimi Raikkonen vince. Ad oggi, la vittoria del finlandese è ancora l’ultima vittoria targata Ferrari. La stagione termina senza più errori da parte del tedesco che a fine anno accusa un ritardo di ben 88 punti. Il 2019 inizia con una Ferrari poco competitiva in Australia. Il primo errore, anomalo, arriva in Bahrain con una Rossa ai livelli della Mercedes quando Seb si gira in lotta in modo strano, senza un vero e proprio contatto e che, visti i problemi di Leclerc, poteva regalargli la vittoria.

Dopo il Bahrain non ci sono particolari errori per Seb, che sembra scacciare i fantasmi del passato. Tuttavia la Ferrari è competitiva solo su determinati circuiti e non gli permette fin da subito di lottare per il titolo. La grande chance per la vittoria torna in Canada, con Vettel che raccoglie una spettacolare Pole Position. In gara la Mercedes sembra averne di più, Seb sotto pressione commette un piccolissimo errore che gli costa cinque secondi di penalità e la seconda piazza all’arrivo.

L’errore forse più grave dell’ultimo anno è il tamponamento ai danni di Verstappen. Non per come è arrivato, ma per il fatto che sia stato un quattro volte campione del mondo a farlo. Credo che a Silverstone Vettel abbia toccato il punto più basso della sua parabola discendente.

Ora la rimonta di Hockenheim, dalla P20 alla P2, una prova breve di forza, una prova di vecchio Vettel, una prova per dimostrare a tutti che Vettel, la macchina da guerra che distruggeva tutti tra il 2010 e il 2013 esiste ancora. Una rimonta che arriva proprio in terra tedesca, in casa, davanti al pubblico. Un podio che arriva in una gara dove tutti i suoi rivali hanno commesso un errore dietro l’altro, quasi come un segno del destino, proprio dove tutto iniziò un anno fa, con le speranze di un titolo mondiale frantumate alla Sachs. Il nostro augurio è quello che il cerchio si sia finalmente chiuso, che Vettel possa finalmente rinascere, perchè ogni momento è quello giusto per tornare. Avessimo la certezza che le nostre vite fossero già scritte metterei la mano sul fuoco sul fatto che il cerchio sia completato.

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