MotoGp | Le pagelle di Phillip Island

MotoGp | Le pagelle di Phillip Island

28 Ottobre 2019 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 2 Minuti

Tempo di voti per i protagonisti del gp di Australia, vinto dal solito Marc Marquez davanti ad un ritrovato Cal Crutchlow e a Jack Miller. Deludono le Ducati Ufficiali, ancora una volta male Jorge Lorenzo.

Marc Marquez 9,5: Gioca con Vinales parzializzando l’accelerazione sul rettilineo. Lo amministra per tutta la gara e all’ultimo giro vince con una facilità imbarazzante. Mezzo punto in meno per le solite pagliacciate da fenomeno da baraccone: che senso ha umiliare Lorenzo in quel modo?

Cal Crutchlow 8: Finalmente il buon Cal sembra essersi svegliato. Ottima gara per il pilota britannico che dimostra come la Honda sia comunque la migliore moto della griglia, indipendentemente da Marquez.

Jack Miller 8: Un’altra grande prestazione del padrone di casa, podio fortunato ma la costanza nella seconda parte di stagione sta diventando il suo cavallo di battaglia. Meriterebbe il posto di Petrucci in Ducati ufficiale, anche se probabilmente in Pramac sta da Dio.

Pecco Bagnaia 9: Finalmente Pecco! Grande prestazione dell’attuale campione in carica della Moto2 che, su una pista che esalta il talento, porta a casa una bella rimonta e arriva al traguardo a pochi millesimi da un podio inaspettato. Il prossimo passo è la costanza, cosa che da sempre l’ha contraddistinto.

Joan Mir 8,5: Ecco un altro rookie, quinto posto con la Suzuki, solo 3 decimi lo separano dalla terza piazza. Sta crescendo in modo impressionante in questo finale di stagione, spesso vicino a Rins, in Australia gli arriva addirittura davanti.

Andrea Iannone 9: Capolavoro del pilota di Vasto. Riesce a raccogliere il miglior risultato in assoluto dell’Aprilia da quando è ritornata nel motomondiale regalandogli addirittura la gioia di assaporare per qualche istante la prima piazza. Ha fatto la differenza, dimostrando per davvero di che pasta sia fatto. La rinascita dell’Aprilia passa dalle sue mani.

Andrea Dovizioso 5,5: Prestazione abbastanza anonima del buon Dovi che arriva addirittura dietro al suo ex compagno di squadra del 2015/2016. Vanifica un ipotetico podio con un errore non da lui all’inizio dell’ultimo giro. Arriva anche dietro alle due Pramac.

Valentino Rossi 5,5: Segnali di ripresa. La partenza fa sperare in una gara da podio, salvo poi arretrare lentamente verso le retrovie. I problemi sono i soliti, evidenziati anche da Vinales. Serve un buon motore.

Alex Rins 4: Bastonato dal compagno, ovvero un rookie. In difficoltà nelle ultime uscite.

Franco Morbidelli 4: Cade nel baratro del dimenticatoio per tutta la gara. Inspiegabile dopo l’ottimo weekend giapponese.

Johann Zarco 6: Buona la prima considerando il contesto, con pochi giri sull’asciutto porta a casa qualche punticino e un po’ di confidenza.

Maverick Vinales 8: Ci ha provato, la sorte gli ha voltato le spalle. L’errore più grande lo commette in partenza, escludendo un’eventuale fuga che probabilmente l’avrebbe portato alla vittoria.

Danilo Petrucci 3: Sempre peggio.

Jorge Lorenzo 0: Sto finendo le parole per descrivere questa situazione. Un 5 volte campione del mondo a bordo della Honda ufficiale non può arrivare ultimo ad un minuto e sei secondi di ritardo dal suo compagno di squadra. Non può prendere 55 secondi da Cal Crutchlow. Non può prendere 40 secondi da Zarco, che ha visto per la prima volta la Honda venerdì. Sta facendo una figura imbarazzante, davvero indifendibile.

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