F1 | A volte anche chi domina sbaglia.

F1 | A volte anche chi domina sbaglia.

11 Marzo 2020 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 2 Minuti

Spesso si parla degli errori che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, hanno penalizzato la Ferrari. Ma cosa succede quando a sbagliare sono proprio i rivali della Mercedes?

Che la musica fosse cambiata lo si era già capito nei test invernali: il 2016 è già un lontano ricordo, una stagione dimenticata dalla migliore prestazione delle sessioni di prove di Barcellona. La SF70H è una buona vettura, presenta un grande carico aerodinamico e le premesse di un’ottima prestazione in quel di Melbourne ci sono tutte, non dimenticando però lo strapotere argentato che regna sul circuito australiano. Si arriva ad Albert Park per inaugurare la stagione 2017 a seguito di un inverno molto movimentato, che ha portato la Formula 1 nelle mani di Liberty Media, il ritiro del campione del mondo in carica – Nico Rosberg – e quindi, una serie di cambiamenti sulla griglia di partenza, che portano Valtteri Bottas in Mercedes e Felipe Massa, che aveva annunciato il suo ritiro dalle corse, a tornare nel circus gareggiando per una stagione ancora con la Williams.

Nelle tre sessioni di libere si presenta un sostanziale equilibrio tra Hamilton, Bottas e Vettel. Nel frattempo Pascal Wehrlein, pilota Sauber, a causa di alcuni problemi alla schiena, è costretto a dichiarare forfait: al suo posto scende in pista Antonio Giovinazzi, che debutta così in Formula 1. In qualifica la Pole Position va al solito Lewis Hamilton, voglioso di rivalsa dopo un 2016 deludente. Ma tra le due Mercedes si inserisce la Ferrari di Sebastian Vettel, con soli 25 millesimi di vantaggio su Valtteri Bottas, praticamente nulla. Nelle ultime 41 gare ben 39 volte la prima posizione in qualifica è stata conquistata da una vettura motorizzata Mercedes.

Al via il 44 scatta bene, sfruttando la parte più gommata della pista. Ad Albert Park è molto difficile superare, trattandosi di un circuito cittadino e soprattutto dei problemi che le nuove vetture danno quando si trovano in scia. La vittoria sembra una formalità per la casa dominatrice del 2016, ma l’errore è dietro l’angolo. I primi tre sembrano fare una gara a parte, Vettel riesce a tenere il ritmo di Hamilton e prova, nella prima parte, a mettergli pressione. Il colpo di scena arriva al giro 17: l’inglese della Mercedes viene chiamato ai box per effettuare l’unica sosta di giornata. La sorpresa arriva all’uscita della pit-lane, perché Hamilton si trova alle spalle di Max Verstappen, che non si è ancora fermato. L’olandese ha un ritmo decisamente più lento, Vettel davanti continua a girare e quando si ferma, al giro 23, rientra in pista davanti ai due, ancora in lotta tra loro. Il tedesco della Rossa si trova al comando, e lo mantiene con facilità fino al termine della gara. La Ferrari torna alla vittoria dopo il Gran Premio di Singapore del 2015, mette la parola fine su un digiuno durato 553 giorni. L’errore della Mercedes è dovuto sicuramente alla paura di un undercut da parte di Vettel, ma clamorosamente le ipotesi della mancata vittoria sono due: la mancata previsione dell’uscita dai box alle spalle oppure l’aver sottovalutato Verstappen, pensando di poterlo superare agevolmente in pista. Sebastian Vettel ottiene invece una vittoria tra le più emozionanti da quando veste di rosso, all’alba di una stagione fenomenale, rovinata da un trittico asiatico molto più che sfortunato.

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