F1 | La Red Bull fa 300: da un dollaro a 4 titoli mondiali.

F1 | La Red Bull fa 300: da un dollaro a 4 titoli mondiali.

11 Novembre 2020 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 4 Minuti

La Red Bull si prepara un fine settimana speciale in Turchia. Il team austriaco di prepara a celebrare le sue 300 gare in Formula 1. Dal loro debutto nel 2005 sono passati già 15 anni, ma hanno già ottenuto numerosi successi, alcuni dei quali sono stati raccolti proprio a Istanbul Park.

Una storia che parte dalla cifra simbolica di un dollaro: è la fine del 2004 quando Dietrich Mateschitz rileva la Jaguar direttamente dalla Ford, non più capace ed interessata ad avere una scuderia in Formula Uno. Per un solo dollaro la Red Bull sbarca così nella massima categoria delle monoposto. La dirigenza viene sostituita, entrano a far parte del team Christian Horner e Gunther Steiner. Nei primi anni, la line-up viene rappresentata da un mix di esperienza e spensieratezza: David Coulthard si lascia abbindolare dall’ambizioso progetto dei bibitari, affianco nel corso degli anni Liuzzi e Klien prima, Mark Webber poi. Tutto questo fino al 2008, anno in cui, il pilota scozzese, decide di ritirarsi definitivamente.

Il vicecampione del mondo 2001 è una delle icone del mondo Red Bull, con 71 Gran Premi all’attivo e due podi conquistati. Inoltre è il primo ad aver portato una vettura del team austriaco sul podio, precisamente a Monaco 2006, dopo soli 26 Gran Premi.

Andando avanti con gli anni si arriva al 2009, stagione in cui la Red Bull si dimostra unica vera antagonista della Brawn GP, in un’annata tra le più anomale della storia. Si scopre il talento di Sebastian Vettel, che fa coppia con Mark Webber. Arrivano le prime vittorie e le prime Pole Position. Sei le vittorie e cinque le Pole Position, con Vettel che termina la stagione da Vicecampione del mondo. Stessa sorte tocca al team. Prima di passare alla figura del pilota più vincente di sempre con la Red Bull, qualche riga la merita sicuramente un pilota speciale.

Mark Webber è un altro pilota che ha costruito la sua carriera in Red Bull. Per lui si può parlare di una sorta di ritorno, visto che si era già messo in luce con la Jaguar tra il 2003 e il 2004. Il pilota australiano, a distanza di anni, è ancora il pilota ad aver disputato il maggior numero di gare con il team di Milton Keynes, 129. Dal 2007 al 2013 ha conquistato 9 vittorie e 41 podi. È inevitabile: quando si parla di Red Bull, non si può non parlare del pilota di Queanbeyan.

Ma ancor di più la Red Bull non può che essere collegata a Sebastian Vettel. L’unico pilota ad aver portato il team sul tetto del mondo. Per ben quattro volte. È uno dei binomi più vincenti di sempre. E pensare che, per vincere un titolo mondiale ci sono voluti solo cinque anni, fa capire la grandezza di un’impresa del genere. Il nativo di Heppenheim è il fiore all’occhiello di quel programma che è stato per anni il cavallo di battaglia della Red Bull: calcisticamente parlando, “il settore giovanile.” Già, perché Sebastian Vettel ha fatto la cosiddetta “gavetta” prima di vincere tutto. Ed è stato anche capace di “uccidere” – per dirla alla Enzo Ferrari – la sua casa madre, riuscendo a portare alla vittoria la ToroRosso nel 2008 prima della Red Bull. Il 2010-2013 è uno di quei periodi in cui tutto è funzionato alla perfezione. Pilota – vettura, vettura – pilota. Fatti uno per l’altro.

Ma diamo qualche numero di questa storia d’amore durata sei anni: 113 Gran Premi, 38 vittorie, 65 podi, 44 Pole Positions e una serie di record difficilmente abbattibili, tra cui essere “il campione del mondo più giovane di sempre”. La fine di una storia mette alla luce una nuova stella a Milton Keynes. Perché se a fine 2013 un australiano va via, dalla ToroRosso ne arriva un altro. È Daniel Ricciardo, che al termine del 2014 diventa la punta di diamante della Red Bull.

100 Gran Premi, 7 vittorie e 29 podi sono un bottino di tutto rispetto, per un pilota che ha fatto spesso divertire e che nelle difficoltà di una Red Bull non sempre competitiva è riuscito comunque ad emergere. Il presente non può che non essere collegato a lui, perché alla fine la Red Bull ha deciso – seppur indirettamente – di scegliere ancora. Ricciardo lascia la Red Bull a fine 2018, in malo modo. Il presente ora ha nome e cognome: Max Verstappen.

Il pilota olandese, figlio di Jos, è considerato uno dei giovani più talentuosi del panorama mondiale. A Milton Keynes è diventato il faro del villaggio, le possibilità di vittorie sono riposte tutte su Max. Il n° 33 ha tutte le carte in regola per diventare la nuova leggenda in casa Red Bull, nonostante le prospettive non sembrino delle migliori, soprattutto dopo l’annuncio da parte di Honda di lasciare la Formula 1 al termine del 2021. Il pilota olandese, nelle sue 92 apparizioni, ha conquistato 9 vittorie, 40 podi e 2 Pole Positions. Quest’ultimo dato la dice lunga: Mercedes che, da anni, è imbattibile sul giro secco. In conclusione, la Red Bull si accinge ad entrare nel club delle scuderie che hanno percorso 300 Gran Premi. È solo l’undicesima a raggiungere questo bel traguardo: farà compagnia a Ferrari, McLaren, Williams, Lotus, Tyrrell, Renault, Brabham, Sauber, Minardi e Ligier. In questi 15 anni, sono 8 i titoli conquistati (4 Piloti, 4 Costruttori) conditi da 63 vittorie, 180 podi, 62 Pole Positions e 67 Giri Veloci. Numeri di tutto rispetto, per un team costato un solo dollaro

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