F1 | Ross Brawn: “Ferrari non deve sprecare l’occasione del 2022.”

F1 | Ross Brawn: “Ferrari non deve sprecare l’occasione del 2022.”

25 Novembre 2020 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 6 Minuti

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Ross Brawn ha risposto a numerose domande toccando vari temi. Dal buco del 25 aprile da riempire, passando per Lewis Hamilton e del 2022, definita come un occasione da non sprecare per la Ferrari.

Molti GP sono stati disputati senza pubblico: quanto ci avete perso in termini economici?

“Non posso dirlo, ma è corretto dire che la F.1 stava attraversando una fase di forte crescita e noi eravamo molto contenti di come stavano andando le cose a fine 2019. Poi ci è capitata questa crisi che nessuno poteva prevedere e che ha ridotto fortemente gli incassi nostri e dei team. Noi come Formula One Group abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per fare in modo che i team potessero sopravvivere. Non ne abbiamo perso alcuno e questo è ciò che conta. Ora sono convinto che ci attenda un bel futuro”.

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Avete già pubblicato un calendario provvisorio per la prossima stagione e c’è un buco il 25 aprile, data originariamente destinata al Vietnam. Quante chance ha Imola di prenderne il posto?

“Abbiamo visto belle gare a Imola come in Portogallo e Turchia, è tutto aperto, vediamo come si sviluppa la questione. Ovviamente siamo dispiaciuti di non poter andare ancora in Vietnam, ma troveremo un candidato forte”.

Quale sarà il criterio che vi guiderà? Sarà legato all’aspetto economico?

“Sì non c’è dubbio che l’anno prossimo vogliamo tornare a una situazione normale e dunque con una forte considerazione dal punto di vista commerciale. Alcuni Paesi saranno in una posizione migliore rispetto ad altri, perché potranno fare delle migliori offerte commerciali, e di questo dobbiamo tenere conto. Perché noi dobbiamo tornare al normale livello finanziario il più in fretta possibile. Quindi l’aspetto commerciale avrà un peso maggiore rispetto a quest’anno”.

Ritiene davvero che tutte le corse che avete messo in calendario si possano disputare?

“L’Australia al momento gode di una buona posizione dal punto di vista del Covid. Per ora non ha ancora deciso come gestire gli Open di tennis, ma le cose stanno cambiando rapidamente e sono ottimista. Credo che l’Australia sappia che la comunità della F.1 sa come comportarsi responsabilmente nel visitare un Paese. E poi arriverà il vaccino. Ecco, mi ricordo che quando ho iniziato a lavorare in F.1, eravamo abituati a vaccinarci per andare in alcuni Paesi. Rifarlo adesso sarebbe un compromesso ragionevole”.

Capitolo test invernali: si faranno a Barcellona o in Bahrain?

“Stiamo discutendo coi team, decideremo in un paio di settimane».

Dal primo gennaio tornerà a lavorare con Stefano Domenicali, che sostituirà Chase Carey come capo della F.1: secondo lei quale contributo ritiene possa portare?

“Si apre una nuova fase. Chase è stato perfetto in quel ruolo alla fine dell’era Ecclestone: perché è un uomo d’affari molto esperto e intelligente. Ha preso il controllo della situazione, ha dato la direzione che serviva; Stefano è perfetto per la prossima tappa di evoluzione della F.1, ha ovviamente una più approfondita conoscenza del mondo dei GP e ciò è buono. Chase ha creato le fondamenta commerciali di cui avevamo bisogno, con un Patto della Concordia più trasparente e chiaro di quello attuale. Ora Stefano può portare la sua identità. Sarà differente da Chase, sarà un altro periodo eccitante”.

Ross Brawn, Stefano Domenicali, Ferrari, 2005 · RaceFans

E il ruolo di Brawn, quale sarà?

“Resterà molto simile, in F.1 quando raggiungi un obiettivo, ti accorgi di quanti altri ne devi ancora ottenere. Stanno arrivando nuove regole. La prossima sfida riguarda la sostenibilità ambientale. Insomma risolto un problema, te ne si presenta subito un altro. Credo che con Stefano identificheremo quali saranno le mie priorità per il futuro”.

State inseguendo l’obiettivo zero carbonio, spingete sull’acceleratore del bio carburante, ma non è in contrasto con il contenimento dei costi?

“I team adotteranno nel giro di un paio di anni quel tipo di carburante; il passo più impegnativo sotto questo profilo arriverà quando introdurremo una nuova powertrain (dal 2026; n.d.r.). Dobbiamo stare attenti a non sovrapporre le due fasi, quella del passaggio a un carburante più ecologico con quello dei nuovi motore. Dobbiamo ovviamente rendere efficiente il processo, ma ci sono ancora delle discussioni in corso”.

A Imola avete sperimentato un format di gran premio solo su due giorni: lo prendere in considerazione per il futuro?

“Quell’esperimento era legato a ragioni logistiche, al fatto che le macchine arrivavano dal Portogallo, ha mostrato cose positive e altre meno. Ma è una possibilità che ci teniamo in tasca, anche se non sarà la normalità. Diciamo che, in caso di necessità, possiamo contare su una buona soluzione. Ma nel 2022, come sapete, il venerdì sarà differente: ci saranno solo due turni di prove al pomeriggio e meno aree su cui si potrà lavorare. Questo permetterà ai team, a fronte di un calendario più ricco (25 GP?; n.d.r.), di venire ai circuiti un giorno più tardi”.

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Con più gare i team saranno costretti alla rotazione e questo dovrebbe risolvere il problema degli esuberi.

“Questo dovrebbe essere l’approccio dei team. Una volta avevamo 18-19 gare ma un sacco di test tra una corsa e l’altra, prima della fine della stagione e al termine. E i team ruotavano il personale”.

Abbiamo appena celebrato il settimo mondiale di Lewis Hamilton che ha così raggiunto Michael Schumacher, dopo averlo superato per numero di vittorie. Lei ha lavorato con entrambi, può fare un confronto?

“Prima di tutto parliamo di due piloti davvero eccezionali, punti di riferimento per intere generazioni. Quello che ha fatto Lewis in Turchia, vincendo la corsa partendo da una posizione difficile, mi ha ricordato certe imprese di Michael nelle stesse condizioni. Qualcuno può obiettare che queste imprese sono agevolate dal fatto che hanno a disposizione le migliori macchine del momento, ma spesso le due cose vanno insieme, ovvero le vetture molto buone vengono affidate a loro perché sono molto bravi! Ovviamente hanno personalità differenti. Michael era molto focalizzato sulla famiglia, lontano dalle piste era molto tranquillo, Lewis ha un profilo più alto, ha una vita sociale intensa tra musica, moda e cose così. Tutti e due, però, sono stati coscienti delle problematiche del pianeta: ovviamente conosciamo le ambizioni di Lewis, Michael ne aveva pure lui di differenti, probabilmente più nascoste all’occhio del pubblico. Diversi in tante cose ma ovviamente accumunati da un talento incredibile. Si possono vincere uno o due Mondiali, ma quando arrivi a sette è qualcosa di incredibile”

Crede che Hamilton possa arrivare addirittura a dieci Mondiali?

“E’ possibile: fa parte di un team eccezionale e ha davanti a sé almeno 3 o 4 anni ancora al top. Al momento è difficile capire chi possa contrastarlo”

Lei ha contribuito a creare l’era Ferrari e poi quella Mercedes: ne va orgoglioso?

“Sono stato molto fortunato nella mia carriera per le opportunità che mi sono state date e che io ho cercato di non buttar via. Ho tanti buoni amici in F.1, sono felice ad esempio di ritrovarmi a lavorare adesso con Domenicali. Abbiamo lasciato la Ferrari in tempi differenti ma siamo rimasti in eccellente rapporto. Di amici ne ho tanti alla Mercedes e un giorno sarei felice di fare lo stesso con loro. Non è una cosa che succede a molte persone”.

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Attendiamo a giorni l’annuncio dell’ingresso in F.1 di Mick Schumacher con la Haas: lei lo conosce sin da quando era un bambino.

“Sì e ovviamente anche la sorella Gina Maria, potevi notare in entrambi uno spirito competitivo: lei lo ha espresso con i cavalli, lui con i kart. E’ stato affascinante vederlo crescere, nelle ultime due stagioni è stato molto promettente. Non sappiamo come si comporterà con la F.1 ma è incredibilmente maturo e ben equilibrato. Sono ottimista, ha qualità e abilità. Ovviamente ha tanta pressione addosso, non ci sono dubbi, ma sinora l’ha gestita bene. Nico Rosberg (figlio di Keke, iridato pure lui; n.d.r.) ce l’ha fatta. Avendo un padre campione del mondo come Michael, l’eredità è ancora più pesante, ma io incrocio le dita”.

Quanto tempo dovremo attendere per avere una Ferrari competitiva?

“Credo che il 2022 costituisca una bella opportunità, con una nuova filosofia di macchina. Non ho dubbi che a Maranello lavoreranno sodo sulla vettura del prossimo anno, ma la loro priorità deve essere il 2022, non possono sprecare una simile occasione”.

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