F1 | Romain Grosjean si racconta: “Avevo accettato il mio destino, la mia forza sono stati i miei figli.”

F1 | Romain Grosjean si racconta: “Avevo accettato il mio destino, la mia forza sono stati i miei figli.”

3 Dicembre 2020 2 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 4 Minuti

Romain Grosjean ha raccontato in dettaglio come è stato il terribile incidente che ha subito lo scorso fine settimana in Bahrain. Da come è passato a pensare che all’inizio non fosse nulla di serio a quando ha smesso di lottare per uscire perché immaginava che sarebbe morto.

Romain Grosjean ha subito un grave incidente a Sakhir. Un incidente dove a causa del forte impatto la vettura si è divisa in due, avvolta dalle fiamme con la parte anteriore incastrata nel mezzo dei guardrail. Per quanto complicato possa sembrare ora, il pilota francese non si era reso conto della gravità dell’incidente in un primo momento.

“Ricordo tutto. Ricordo l’impatto e nonostante i numeri scioccanti, 53G, non mi sembrava così violento. Ricordo che mi slacciavo la cintura di sicurezza, cercavo di scendere dalla macchina e non potevo farlo perché ero bloccato. Pensavo di essere a testa in giù e che mi avrebbero raggiunto senza problemi, così mi sono seduto di nuovo”, ha confessato Romain Grosjean in un’intervista alla televisione francese Canal +.

Una volta che il pilota della Haas si è reso conto di essere circondato dal fuoco, ha provato di nuovo senza successo. Si è così riseduto in quello che era rimasto della vettura.

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“Ho aspettato un po’, ho guardato alla mia destra e ho visto un colore arancione molto forte, ma all’inizio non ho capito cosa stesse succedendo. Poi ho capito che era fuoco, ho provato a uscire a destra ma non ci sono riuscito; ho provato a uscire a sinistra con lo stesso risultato, così mi sono seduto di nuovo”, ha spiegato Grosjean.

In quel momento ha iniziato a rendersi conto della gravità della situazione. Il pilota francese ha iniziato ad arrendersi e ad accettare che il suo momento era già arrivato.

“Ho pensato a Niki Lauda, ​​ho giurato che non sarebbe finita così, era impossibile, la mia ultima gara non poteva finire così. Mi sono seduto di nuovo, ho visto la morte e ho pensato che stavo per morire. Il mio corpo si è rilassato in quel momento, ha accettato il suo destinomi chiedevo da che parte avrebbe cominciato a bruciarmi e se sarebbe stato doloroso”, ha ammesso il pilota della Haas.

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Grosjean ha poi avuto un pensiero che gli avrebbe dato la forza di lottare per uscirne: i suoi figli. È riuscito a tirare fuori il piede sinistro, che era bloccato, e a poco a poco si è tirato fuori dall’auto.

“Ho pensato ai miei figli e ho provato a tirare il mio piede sinistro fuori. Ed è per questo che mi è caduto lo stivale e sono riuscito a liberarmi. Ho girato la testa e ho messo le mani sul fuoco, ho guardato i miei guanti, che sono rossi, ed erano diventati neri per il fuoco. Ho sentito dolore alle mani. Una volta tolto il corpo, sapevo che sarei sopravvissuto; sì, le mie mani erano ustionate, ma ero già fuori”, ha rivelato.

Una volta fuori, ha notato come Ian Roberts, delegato medico di Formula 1, era tra le fiamme aiutandolo a saltare il guardrail. “Poi ho sentito la mano di Ian Roberts tirare la mia tuta per portarmi dall’altra parte del guardrail. Non avevo idea se fossi in fiamme o no, Ian mi ha toccato la schiena e non sapevo se fossi una palla di fuoco ambulante”, ha spiegato.

In quel momento si è reso conto di essersi bruciato sia le mani che il piede sinistro. “Ho toccato le mie mani, ho sentito che si erano bruciate e mi sono tolto velocemente i guanti in modo che non si attaccassero alla mia pelle. Ho anche sentito dolore al piede, era quello che faceva più male in quel momento”, ha detto.

Quando è salito sull’auto medica gli hanno spiegato che era arrivata l’ambulanza e che lo avrebbero messo su una barella per portarlo lì. Grosjean ha rifiutato, perché voleva che gli spettatori lo vedessero in modo da rassicurare tutti. “Sono arrivato alla Medical Car e il dottore mi ha detto ‘l’ambulanza è qui, ti metteremo sulla barella’. Gli ho detto che volevo camminare in modo che l’elicottero mostrasse quelle immagini e che tutti sapessero che stavo bene. Certo, avevo ferite, ma potevo camminare”, ha confessato il pilota francese.

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Una volta entrato nel centro medico del circuito, Jean Todt lo stava aspettando e insieme hanno cercato di contattare la moglie. Dopo diversi tentativi ci sono riusciti e Grosjean è riuscito a parlare con lei, i suoi figli e suo padre.

“Quando sono arrivato al centro medico ho visto Jean Todt e mi ha chiesto il numero di telefono di mia moglie. Abbiamo provato a chiamare Marion con l’unico numero che conoscevo a memoria, ma non ha risposto. Jean ha continuato a provare senza sosta finché non l’ho sentita dire “Marion, sono Jean Todt, sto con Romain” e mi ha messo in vivavoce. Gli ho detto ‘sono io, sono qui’. Ho sentito Marion ridere e piangere allo stesso tempo, ho sentito mio padre e i miei figli in sottofondo. Sapevano che ero qui, cosciente e vivo”, ha aggiunto per chiudere.

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