Quando la bolla rischia di esplodere

Quando la bolla rischia di esplodere

9 Gennaio 2021 0 Di Alberto Ghioni
Tempo di lettura: 3 Minuti

Le dichiarazioni rilasciate da Beat Zehnder, direttore sportivo dell’Alfa Romeo, riguardo la gestione della bolla a Sochi hanno creato scalpore tra i fan della Formula 1, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di Daniel Ricciardo.

Voltandosi indietro alla fine dell’anno, tutte le squadre si sono accorte ancora di più dell’impressionante lavoro svolto da tutti i propri dipendenti. Così ha anche fatto il direttore sportivo dell’ex Sauber: lo svizzero ha dichiarato in un’intervista al quotidiano elvetico Blick che completare un programma simile è stata una follia, ma che ciò è avvenuto grazie alla responsabilità personale di ogni membro del team, aggiungendo poi di essere molto orgoglioso di tutta la squadra.

Successivamente si è poi anche speso in elogi verso tutta la FIA, descrivendo il protocollo anti-covid ideato dalla federazione come costantemente aggiornato ed adattato e paragonandolo ad un capolavoro.

Ma se le dichiarazioni fossero state solo queste molto probabilmente questo articolo non sarebbe mai esistito; Zehnder ha infatti aggiunto come il weekend del Gran Premio di Sochi sia stato una vera nota dolente da questo punto di vista, poiché i russi non osservavano alcuna norma di prevenzione del contagio da Covid-19, constatando non solo come alcuni fan abbiano scattato delle foto con lui senza indossare correttamente la mascherina, ma anche come dei 7 test risultati positivi nell’arco della stagione, 4 siano stati riscontrati proprio in Russia, più precisamente nell’ambito del catering.

Una notizia che certamente non fa piacere, soprattutto alla luce dei molteplici sforzi che si sono fatti per portare avanti in uno dei campionati mondiali più complicati di sempre, ma che fa ulteriormente preoccupare a seguito delle dichiarazioni del pilota australiano. Il pilota originario di Perth, ma con origini italiane, durante un incontro congiunto con molti dei più importanti media del circus della Formula 1, ha raccontato di quella volta in cui uno dei tanti test fatti durante l’anno era ritornato con esito “inconcludente, descrivendolo come un momento di panico, nient’affatto divertente. Questo sarebbe accaduto proprio nella settimana tra il Gp di Toscana e proprio il Gp di Russia, che, nella prevenzione anti-covid, non si sarebbe proprio ricoperto di gloria.

Fortunatamente il secondo test è risultato negativo, permettendo all’honey badger di gareggiare per il team Renault durante il weekend successivo ed evitando quindi un rischioso cluster di casi all’interno del paddock, anche se, per ammissione dello stesso australiano, il panico causato dal test inconcludente lo ha portato a sentire sintomi che non erano che nella sua immaginazione, ma da parte di tutti, dagli organizzatori fino ai tifosi, dovrebbe esserci una maggiore attenzione nel regolare ciò che avviene fuori dal tracciato, quando molti piloti sono riconosciuti e avvicinati per scattarsi selfie, ottenere video ricordo e farsi firmare autografi, spesso senza rispettare le regole socio-sanitarie.

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