Dalla Formula 2 alla Formula 1: un percorso tortuoso

Dalla Formula 2 alla Formula 1: un percorso tortuoso

12 Gennaio 2021 0 Di Anna Botton

Non sempre dalla Formula 2 i piloti sono ascesi nella categoria maggiore. Vediamo insieme perchè.

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una grande ascesa dei giovani piloti dalla Formula 2 alla categoria madre Formula 1. Abbiamo visto approdare nel 2018 Charles Leclerc, nel 2019 c’è stato il boom con l’arrivo di Alexander Albon, Lando Norris, George Russell. Anche nel 2021 vedremo 3 nuovi piloti arrivare dalla categoria cadetta: Mick Schumacher e Nikita Mazepin in Haas e Yuki Tsunoda in Alpha Tauri.

Una domanda, però, sorge spontanea: il passaggio dalla Formula 2 alla Formula 1 è automatico oppure intercorrono diversi fattori? E soprattutto… è facile arrivare nella categoria maggiore?

Prima di tutto, però, conosciamo meglio la categoria Formula 2.

Storia della Formula 2: una categoria altalenante

Premessa: è una categoria che ha subito numerosissime variazioni, sia a livello denominativo che regolamentare.

La Formula 2 attuale nasce nel 2017 grazie alla rinominazione della GP2 da parte della FIA. Un campionato con questo nome, però, fu disputato anche in precedenza: fino al 1984, prima di essere sostituito dalla International Formula 3000, e poi dalla stessa GP2 Series, e dal 2009 al 2012, come serie concorrente alla GP2 e con vetture disegnate dalla Williams Grand Prix Engineering Ltd e preparate dalla MotorSport Vision (MSV).

Introdotta ufficialmente nel 1948, questa categoria è il passaggio obbligatorio per poter debuttare in Formula 1. I protagonisti del campionato hanno un livello di esposizione unico, sia dal punto di vista mediatico che nei confronti dei team manager della categoria superiore, che hanno la possibilità di conoscerli da vicino e valutarli, selezionando i più meritevoli.

Nel 2018 il campionato si dispone con una nuova monoposto con caratteristiche, a partire dal motore turbo, che la rendono ancora più vicina dal punto di vista tecnico alla Formula 1.

Cosa rende la Formula 2 un trampolino di lancio?

Ai piloti per poter accedere alla categoria maggiore non basta essere notati dai team, ma servono una serie di elementi che possono al tempo stesso bloccare la scalata. Innanzitutto, occorre ottenere la Superlicenza sommando almeno 40 punti nei tre anni precedenti la richiesta. Questo meccanismo ha provato a rendere sempre più stringenti i requisiti di risultati da ottenere, obbligando di fatto i piloti a fare risultati in Formula 2, per rendere il tutto più “meritocratico”. Si va, così, in conflitto con un grande problema presente nel motorsport: i soldi.

Eh sì, perchè tra i difetti della serie minore il più importante è l’ammontare dei costi. Negli ultimi anni i costi sono decisamente aumentati, rendendo difficile la permanenza nelle categorie cadette a meno di grandi risorse economiche.

Un ulteriore fattore che potrebbe costituire il trampolino di lancio per la Formula 1 è presente nel regolamento in quanto è previsto che il campione della categoria non può proseguire in essa la stagione successiva. Ciò da un lato può agevolare i piloti all’ascesa, dall’altro, però, potrebbe essere un ostacolo poichè il mercato piloti della categoria maggiore non sempre è in grande movimento; di conseguenza il campione di Formula 2 sarebbe costretto ad una categoria o ruolo alternativo. Alcuni esempi lampanti sono Valsecchi e Leimer (campioni GP2 mai approdati in Formula 1), Palmer e Vandoorne, invece, con un anno di ritardo.

Valsecchi campione F2
Davide Valsecchi in F2

Le caratteristiche sopra elencate hanno fatto sì che la Formula 2 diventasse gradualmente una piccola bolla, in cui era arduo entrare e da cui era difficile uscire.

Qualcuno ce l’ha fatta!

La natura propedeutica della categoria ha permesso a ben 35 piloti di passare nella massima serie. Gli unici che oltre ad aver vinto la categoria cadetta si sono aggiudicati il mondiale di Formula 1 sono Nico Rosberg e Lewis Hamilton. Altri cinque piloti sono riusciti a vincere almeno una gara di Formula 1; alcuni sono stati comunque capaci di vincere titoli in altre categorie.

Solo 7 piloti hanno disputato solo 1 stagione in Formula 2: Antonio Giovinazzi, Lewis Hamilton, Nico Hülkenberg, Heikki Kovalainen, Charles Leclerc, Kazuki Nakajima, Nico Rosberg, George Russell, Scott Speed. Kovalainen risulta anche tra i 7 piloti che hanno atteso almeno 1 anno tra la fine della carriera in Formula 2 e l’ascesa in Formula 1; tra questi ricordiamo Brendon Hartley, il quale ha atteso ben 5 anni.

Giovinazzi F1
Antonio Giovinazzi in F1

La difficoltà resta comunque rimanere nella categoria maggiore.

C’è un balzo enorme tra Formula 2 e Formula 1, con tanti particolari e dettagli su cui i team devono lavorare. E’ differente anche l’organizzazione del weekend: in Formula 1 è molto più impegnativo con i media e tutto nel complesso; in Formula 2 si parla solo con l’ingegnere, mentre nella categoria superiore ci sono così tante persone che si prendono cura di aree più piccole e più specifiche. La gestione degli pneumatici è allo stesso livello, questo perchè sono gli stessi per entrambe le categorie, ma, oltre a questo, bisogna tener sotto controllo l’energia utilizzata dalla parte ibrida della PU. È necessario considerare quando usare l’energia, mentre si sta combattendo con altri piloti che hanno molta più esperienza.

Differenza sostanziale delle macchine, pressione, stress sono tutti fattori determinanti la carriera di un pilota in Formula 1. Ecco perchè in diversi restano per poco tempo nella categoria regina.

Ultimo in fattore di tempo è Alexander Albon, pilota nelle scuderie Red Bull per 2 anni. Tra gli altri piloti che non sono rimasti a lungo nella categoria ci sono Jules Bianchi (vittima di un incidente in gara), Lucas Di Grassi, Rio Haryanto, Alexander Rossi, Sergej Sirotkin, Giedo van der Garde.

Conclusione

Il quadro che emerge è quello di uno sport che blocca l’ascensore sociale: nel motorsport senza un’adeguata copertura economica non si può neanche avviare una prima stagione nei kart. Avviene, così, già dal principio una selezione su base economica e qualcuno per forza di cose è costretto ad abbandonare un affascinante ma difficile sogno. Chi, grazie alla famiglia o agli sponsor, riesce a realizzarlo, dovrà dare il massimo… perchè la Formula 1 è solo per i migliori.

Website | + posts