Vinales, ultima chiamata nel 2021

Vinales, ultima chiamata nel 2021

12 Gennaio 2021 0 Di Stefano Ferrari
Tempo di lettura: 3 Minuti

Nel giorno del suo compleanno, cerchiamo di capire cosa è mancato fino ad ora al pilota spagnolo per affermarsi tra i grandi della classe regina e come arriva al 2021 che probabilmente sarà decisivo.

Compie 26 anni Maverick Vinales, il campione del mondo Moto3 nel 2013 e finora vincitore di 24 Gran Premi, 8 dei quali in MotoGP. Fa strano pensare che il pilota che, nelle prime gare del 2017 era stato definito “anti-Marquez”, 4 anni dopo abbia vinto solo 8 gare in classe regina. Il 2021 rischia di essere la sua ultima opportunità, ma dopo 6 stagioni in MotoGP è il momento di fare il salto di qualità definitivo e dimostrare di essere un top rider.

Maverick Vinales ha esordito nel motomondiale nel 2011, due anni dopo ha vinto il titolo della classe Moto3. Solo una stagione in Moto2 per passare in MotoGP nel 2015 in sella alla Suzuki, moto con cui vince la sua prima gara in classe regina nel 2016. Nel 2017 passa alla Yamaha e vince 3 delle prime 5 gare. Tutti pensavano che fosse arrivato il pilota capace di contrastare il fenomeno Marc Marquez. Dopo quell’inizio di stagione scoppiettante Maverick si è come smarrito, la situazione tecnica precaria della Yamaha non ha sicuramente aiutato, sta di fatto che da li fino alla fine della stagione non è più riuscito a vincere. La storia si ripete molto nelle stagioni successive in cui Vinales è uno dei piloti più veloci durante le prove, in qualifica compie spesso dei giri spettacolari, ma quando si parla di gara entra in un vortice dal quale fa fatica ad uscire: parte male, a volte malissimo, e non riesce in nessun modo a recuperare tutte le posizioni perse terminando ai margini della top-10 gare in cui, guardando i tempi, avrebbe potuto giocarsi la vittoria. Mettendo assieme le stagioni 2018, 2019 e 2020, Vinales ha ottenuto 4 successi, troppo poco per chi vuole – e ha il talento per farlo – giocarsi titoli mondiali.

Le cause di questo fenomeno possono essere diverse: è risaputo che Vinales sia un pilota che dà il meglio di sé quando davanti a lui la pista è libera e può mettere la moto dove vuole, questo spiegherebbe la sua difficoltà a recuperare quando è in mezzo al gruppo, ma non spiega episodi come quello in Austria dell’anno passato, dove solo alla partenza – la seconda dopo la bandiera rossa – ha perso oltre dieci posizioni (si è ritrovato ultimo dopo le prime due curve) per poi finire la gara decimo. A causa di eventi difficili da interpretare come questo, Vinales è visto come “l’oggetto misterioso” della MotoGP, quel pilota che se parte bene non ce n’è per nessuno, se parte male e resta nel gruppo si è giocato la gara. Sicuramente Maverick non è tra i piloti psicologicamente più forti, diverse volte ha dimostrato di patire la pressione e forse è per questo che spesso ha un rendimento così strano e inspiegabile. Dovrà lavorare duramente per porre rimedio a questa situazione che rischia di pregiudicargli la carriera, anche perché come velocità pura Vinales non ha nulla da invidiare a nessuno ed è un peccato che questa velocità non si concretizzi mai – o quasi mai – nel risultato in gara.

Siamo sicuri che Maverick abbia voglia di dimostrare di essere un top rider, speriamo tutti che riesca a risolvere questo problema e ottenere risultati all’altezza del suo talento. Gli auguriamo un sereno compleanno e un grande in bocca al lupo per il 2021 che, avendo come compagno di squadra un pilota come Fabio Quartararo, si preannuncia tutt’altro che semplice.

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