Asfalto da rivivere

Asfalto da rivivere

14 Gennaio 2021 0 Di Daniele Cancelli
Tempo di lettura: 1 Minuto

Profumo di benzina e gomma bruciata, bandiere sventolanti, boati, trombette che suonano all’impazzata, coreografie mozzafiato. Da un anno, negli autodromi italiani e di ogni angolo del mondo, dobbiamo rinunciare a tutto questo, e molto altro ancora. Il Covid ci ha privato di impareggiabili emozioni, che sul divano di casa non saremmo mai capaci di assaporare.

Possiamo avere i migliori televisori sul mercato, con le più straordinarie tecnologie possibili, risoluzioni 4K, interattività, on board, replay, ma tutto ciò non si avvicina neppure lontanamente all’emozione di vivere un Gran Premio in pista. Ci manca l’adrenalina di alzarci presto alla mattina, disposti a prendere tonnellate di pioggia  pur di assistere a un sorpasso che ci farà battere il cuore; ci mancano gli abbracci con la gente sugli spalti, di cui non conosciamo nulla, tranne la cocente passione che ci accomuna; ci mancano i nostri pugni, chiusi, agitati al vento per inneggiare gli idoli che amiamo; ci mancano le lacrime sotto al podio, avvolte dalle note dell’Inno che rende le nostre vite speciali; ci manca l’appartenere a una marea Rossa, di centomila persone, che ci inorgoglisce più di qualsiasi altra cosa al mondo. 

Le immagini della vittoria di Leclerc a Monza ci appaiono tanto leggendarie quanto distanti, appartenenti a un mondo dannatamente diverso da quello a cui siamo ormai abituati. È da Abu Dhabi 2019 che non assistiamo a un Gran Premio con tribune stracolme… sembrano trascorsi decenni.

Ci troviamo ad “ammirare”, sugli schermi, autodromi malinconicamente deserti, privi di quel cuore pulsante che li rende vivi, magici: la passione dei tifosi. Vedere nuovamente sia Imola che Monza, anche nel calendario 2021, ci lascia tanto ottimismo.

Stiamo vivendo un periodo storico drammatico, in ogni sua sfumatura, ma dobbiamo aggrapparci alla speranza per credere in un domani migliore. Chiamatelo desiderio, sogno o ingenua illusione, ma la data del 12 settembre 2021 è già tatuata nei nostri pensieri, perché “Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere”.

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