La WADA:”Sì all’uso di sostanze stupefacenti fino a 20 ore prima della competizione”. Ma i tifosi meritano di più.

La WADA:”Sì all’uso di sostanze stupefacenti fino a 20 ore prima della competizione”. Ma i tifosi meritano di più.

21 Gennaio 2021 0 Di Arianna Rossi
Tempo di lettura: 3 Minuti

“Ogni numero di magia è composto da tre parti . La prima parte è chiamata la promessa. L’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario ma ovviamente è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato la svolta. L’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di STRAORDINARIO. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente…bisogna anche farla riapparire, ecco perchè c’è bisogno di un terzo atto: il PRESTIGIO.

 “Ritrovarmi sul podio, avendo finalmente finito la gara e vedere la marea rossa sotto il podio è stato qualcosa di veramente straordinario.” C.Leclerc

“Proprio quando penso di essere andato il più lontano possibile, scopro che posso spingermi ancora oltre” A.Senna

Il cuore aumenta il battito a pochi secondi dalla partenza.

Piede sulla frizione…nelle vene il sangue inizia a scorrere velocemente.

La gola si secca ad ogni curva.

Tremano le mani prima di un sorpasso.

Bandiera a scacchi…i polmoni smettono di respirare.

Ecco. L’impercettibile, danzante scambio di emozioni tra pilota e tifoso.

Emozioni che vanno a tessere il filo sottile, visibile solo a pochi, pronto a sigillare quel legame infrangibile tra lo sport e la passione, tra il pilota e il tifoso, tra il mondo motore e il mondo normale.

Un legame nato per caso dopo che gli occhi sono stati rapiti da qualche video di un pilota passato, un legame improvviso sbocciato dopo che le orecchie hanno ascoltato il suono di un motore per la prima volta. La promessa.

Poi il piacere della scoperta, l’esplorazione di un nuovo mondo, un mondo che sembra anch’esso popolato da persone ordinarie. Mese dopo mese, domenica dopo domenica l’ordinario entra nel tuo cuore, abita la tua vita trasformandosi in straordinario. Vedi compiere imprese impossibili, andare oltre qualsiasi limite umano e in un continuo testa a testa con la sorte, in equilibrio sul filo della morte, quelle persone diventano EROI, diventano LEGGENDE. La svolta.

Accomunate da un unico potere: l’insorgere spontaneo del loro talento. Il prestigio.

Ma oggi la magia costruita con il sangue e il sudore dello sport rischia di essere dissacrata dall’ultima decisione della WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) la quale ha deciso di permettere agli sportivi di assumere qualsiasi sostanza stupefacente fino a venti ore prima di ogni competizione perchè: “Non migliorano le prestazioni degli atleti”.

Cocaina, ecstasy, cannabis, eroina e narcotici non sono considerati doping, le sanzioni da 2-4 anni si riducono a 1-3 mesi.

Il motivo?

“Perchè queste sostanze vengono spesso abusate nella società al di fuori del contesto dello sport e quindi questi individui sono stati determinati a non avere capacità giuridica ai sensi della legislazione nazionale”

Banalizzare il talento di un campione.

Ridicolizzare la passione di un tifoso.

Contaminare il prestigio con sostanze stupefacenti equivale a mancare di rispetto a chi quel prestigio lo ricerca sulla pista in ogni frenata sull’asfalto, nelle vene sulle mani strette attorno alla manopola dell’acceleratore, scrutando sguardi nascosti dietro la visiera del casco.

Mancare di rispetto a chi ha sempre considerato lo sport come l’isola in cui approdare per salvare se stesso, conoscere i propri limiti, oltrepassarli e diventare immortale perchè un vero campione raggiunge obiettivi che una persona normale rivela impossibili.

Il danno? La trasformazione dello sport da qualcosa di spettacolare in qualcosa di artificiale.

La beffa? Una fra tutte, la più grande, la condanna (ingiusta) ad Andrea Iannone avvenuta solo due mesi fa. Dopo aver riconosciuto nero su bianco la presenza di sostanza dopante nell’organismo del pilota di Vasto come contaminazione alimentare, la WADA ha richiesto e purtroppo ottenuto, una punizione severa, 4 anni di squalifica dal mondo delle corse.

Una punizione già ingiusta sporcata ora dall’ultima decisione dell’agenzia antidoping.

Ma quel legame speciale tra pilota e tifoso non ha bisogno di essere sporcato né dall’uso di certe sostanze né da scelte prive di fondamento accompagnate da una motivazione che zoppica parecchio e il battito del cuore scandito da talento e passione, è l’unico stupefacente che decidiamo di ammettere.

Website | + posts