Noriyuki Haga: il Re senza corona della SBK

Noriyuki Haga: il Re senza corona della SBK

28 Gennaio 2021 0 Di Stefano Ferrari
Tempo di lettura: 3 Minuti

Tra i tanti piloti giapponesi transitati nel mondiale SBK, Noriyuki Haga è sicuramente tra i più forti ma nonostante questo non è mai riuscito a conquistare il titolo mondiale

La prima apparizione di Haga sul palcoscenico mondiale risale al 1994: “Nitronori” si presentò come wild-card al Gran Premio del Giappone a Sugo in sella ad una Ducati 888 terminando in dodicesima posizione la seconda manche. Nelle stagioni seguenti gareggiò in piante stabile in Giappone – vincendo il campionato SBK giapponese nel 1997 – e nel 1996 vinse la 8 ore di Suzuka in coppia con Colin Edwards. Tornò nel mondiale nel ’97 disputando le ultime due gare della SBK dove ottenne anche la sua prima vittoria.

Nel 1998 disputò l’intera stagione nel mondiale SBK vincendo 3 delle prime 4 gare per poi concludere sesto nella classifica generale. Queste buone prestazioni gli valsero una wild-card nel motomondiale in classe 500 al Gran Premio del Giappone. L’anno seguente la Yamaha gli affidò la nuova Yamaha R7 e la stagione si rivelò deludente, anche a causa della moto ancora acerba, infatti nel 2000 le prestazioni migliorarono tanto da permettere al giapponese di concludere secondo nella classifica generale. Quell’anno avrebbe potuto concludersi in modo diverso se solo Haga non avesse fatto uso di efedrina, sostanza trovatagli in corpo durante un test anti-doping e che gli costò la squalifica dal Gran Premio sudafricano a Kyalami, gara che aveva vinto. Con quei 25 punti sarebbe arrivato a giocarsi il mondiale con Colin Edwards e chissà come sarebbe andata. Giusto ricordare che il pilota nipponico corse con una Yamaha R7 750cc mentre numerosi avversari ebbero a disposizione le Honda e le Ducati, bicilindriche da 1000cc.

Noriyuki Haga in sella alla Yamaha R7

Dopo quell’episodio la Yamaha si ritirò per protesta dal mondiale SBK e Haga venne trasferito nel team WCM in classe 500, senza però ottenere grandi risultati e infatti terminò la stagione al quattordicesimo posto. Nel 2002 fece ritorno nelle derivate di serie in sella ad una Aprilia RSV1000 terminando al quarto posto, viste le buone prestazioni l’Aprilia decise di riportare Haga nel motomondiale nella classe MotoGP per farlo salire sulla RS Cube. Il prototipo di Noale si rivelò tutt’altro che competitivo e “Nori” cercò una sistemazione nella “sua” SBK: trovò una sella su una Ducati 999 RS conquistando sei successi e chiudendo la stagione al terzo posto nonostante alcuni ritiri. Nel 2005 tornò in Yamaha e replicò il podio mondiale del 2004 e di nuovo lo centrò nel 2006, anno in cui tornò alla 8 ore di Suzuka senza però terminarla a causa di problemi tecnici. Nel 2007 restò in Yamaha e concluse secondo a soli due punti dal campione del mondo James Toseland mentre nel 2008 portò la sua R1 al terzo posto della classifica.

Nel 2009 passò al team Ducati Xerox e fin dalle prime gare mostrò un altissimo livello vincendo diverse gare e conquistando molti podi. Nonostante questo perse nuovamente il campionato per 6 punti dietro Ben Spies. Il 2010 fu sottotono e finì con Haga al sesto posto staccato di 193 punti dalla vetta e nel 2011 – passato al team Aprilia-Pata – non fece meglio dell’ottavo posto finale. A causa di queste due stagioni non al top nel 2012 abbandonò il mondiale SBK e si trasferì in Inghilterra per disputare il BSB. Corse un’ultima manche del mondiale SBK nel 2013 ad Imola.

Qui Haga sulla Ducati 1098 R del team Xerox

Negli anni successivi ha disputato diverse gare nazionali e una stagione intera al CIV nella classe Supersport 600, oltre a questo ha seguito i suoi figli impegnati nella Supersport 300 italiana.

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