Shoya Tomizawa, un sogno spezzato troppo presto

Shoya Tomizawa, un sogno spezzato troppo presto

2 Febbraio 2021 0 Di Stefano Ferrari
Tempo di lettura: 1 Minuto

Il racconto di una carriera che avrebbe potuto essere rosea ma che è durata troppo poco, e di una vita spazzata via a nemmeno 20 anni

Shoya Tomizawa nasce ad Asahi il 10 dicembre 1990 e come la maggior parte dei piloti nati in Giappone, mentre disputa i campionati nazionali, esordisce nel motomondiale in occasione del Gran Premio del Giappone. Il giovane Tomizawa appare per la prima volta nel mondiale al Gran Premio del Giappone del 2006 e ripete l’esperienza nel 2007 e nel 2008, questa volta in classe 250 ottenendo i primi 2 punti iridati. Nel 2009 diventa pilota ufficiale per il team CIP Moto in classe 250 e ottiene 32 punti che gli valgono il diciassettesimo posto finale.

Nel 2010 Tomizawa viene confermato dal team CIP Moto e si presenta sulla griglia della neonata classe Moto2 – che sostituisce la 250 – in sella ad una Suter MMX e subito alla prima gara ottiene la sua prima vittoria iridata, entrando nella storia come primo vincitore della casse Moto2.

Shoya Tomizawa durante il GP del Qatar 2010, la sua prima affermazione mondiale

Nelle gare successive continua ad ottenere risultati incoraggianti fino al Gran Premio di Misano del 5 settembre 2010: al dodicesimo giro Tomizawa cade al “curvone” a circa 230 km/h e viene travolto da Scott Redding e Alex de Angelis. Viene trasferito all’ospedale di Riccione ma alle 14.19 ne viene dichiarata la morte a soli 19 anni, lasciando impietrito l’intero circus della MotoGP e tutti gli appassionati, profondamente toccati da una simile tragedia.

Numerosi sono stati gli omaggi dei suoi connazionali, specialmente Takaaki Nakagami e Tetsuta Nagashima hanno spesso rivolto un ricordo al compianto Tomizawa in occasione dei loro successi. La Dorna ha inoltre deciso di ritirare il numero 48 dal motomondiale in ricordo del pilota giapponese.

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