La Formula 1 è pronta a disputare tre Sprint Race. Giovedì la decisione.

La Formula 1 è pronta a disputare tre Sprint Race. Giovedì la decisione.

9 Febbraio 2021 3 Di Alberto Ghioni
Tempo di lettura: 1 Minuto

Poco dopo le dichiarazioni del nuovo CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, arriva l’indiscrezione che la FIA sarebbe pronta a testare questo format in alcune gare.

Tanto tuonò che piovve dunque: dopo anni di idee, proposte e piani questo giovedì si arriverà al punto di svolta per quanto riguarda le sprint race in Formula 1. Dopo le dichiarazioni di Stefano Domenicali riportate nella giornata di ieri, oggi si apprende da varie testate giornalistiche, su tutte Racefans.net, che giovedì ci sarà un incontro dove si discuteranno le regole di questo format e se ne voterà l’eventuale approvazione.

La federazione punta in alto e vorrebbe già introdurre il nuovo format in alcune gare, che verrebbero usate come sorta di test per il prossimo anno. Queste tre gare sarebbero: il Gran premio del Canada, il Gran premio di Italia e il Gran Premio del Brasile. Nel caso questo esperimento andasse a buon fine, darebbe il via all’introduzione a tempo pieno delle gare sprint nel pinnacolo del motorsport.

Ancora sono ignoti i dettagli più specifici, soprattutto per quanto riguarda le gomme a disposizione e i punti assegnati. Una cosa certa è che nelle gare che adotteranno questo format le qualifiche si terranno il venerdì pomeriggio (riducendo quindi il tempo destinato alle prove libere), con la sprint race che si terrà il sabato nella finestra di un’ora, precedentemente destinata alle qualifiche.

Non sembra però esser destinato a vedere la luce uno dei progetti più controversi, il cosiddetto “reverse-grid”, secondo il quale lo schieramento della sprint race sarebbe deciso dall’ordine di campionato invertito. Gli stessi team, infatti, non sarebbero a favore riguardo quest’aspetto.

Negli ultimi periodi sui social e tra gli addetti ai lavori si è notato un certo scetticismo verso questo progetto e questi test potrebbero essere un’arma a doppio taglio per il nuovo CEO: se i test risulteranno validi, inizierebbe il mandato con il piede giusto, se ciò non accadrà, molti storceranno il naso nei confronti dell’italiano.

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