Russell: Imola, circuito con un’anima che non perdona

Russell: Imola, circuito con un’anima che non perdona

14 Aprile 2021 0 Di

Impieghiamo tutta la vita a rincorrere ciò che noi stessi ci imponiamo come il primo fra tanti traguardi da tagliare. È sufficiente un tempo che a noi sembra essere un’eternità, per mostrarci, ciò che prima sembrava un sogno, come il peggior incubo. Non si vive più; ogni giorno non è più un pezzo di vita, ma un tassello in meno per arrivare a quell’obiettivo che pian piano ci sta divorando. Chissà come dev’essere quando questo desiderio, nel mentre che sembriamo poterlo sfiorare, ci viene strappato dalle mani dal nostro peggior nemico: noi stessi.

Pochi mesi sono passati da quando George Russell ha visto sfumare davanti a sé ciò che, qualche settimana dopo, gli verrà restituito in veste di un misero premio di consolazione. Nel Gran Premio di Imola il pilota inglese ancora non aveva assaporato cosa volesse dire entrare nella storia. In Formula Uno i piloti vanno e vengono, per occupare un posto nell’eternità di questo folle mondo devi diventare qualcuno.

Alla guida di una, oramai persa nella sua stessa storia, Williams, Russell sapeva che conquistare dei punti era un miracolo che, agli occhi di tutti, sarebbe apparso come tale, potendo così sentirsi, forse per la prima volta, degno di quegli sguardi che rare volte si soffermano su chi occupa l’ultima fila. Non necessitava di tanti, ne bastava uno.

Nel weekend italiano Russell vedeva quel punto più vicino che mai, lo sentiva e, per la prima volta, lo poteva sfiorare fino ad assaporarlo. Per la prima volta stava per diventare qualcuno, se non che, nel momento in cui tutti i rivali in pista erano resi inermi per volontà superiori, si era scordato di quel nemico che da sempre è al suo fianco: lui stesso. C’era la Safety Car e Russell occupava fin troppo tranquillamente la decima posizione. Un istante è bastato per far terminare quel sogno che portava dentro di sé a ridosso della curva Acque Minerali. Inutile provare a ripartire: Imola non perdona. Facile è incolpare altri per una tragedia, più difficile è quando, agli occhi di tutti, l’unico responsabile di ciò che, per i profani di questo sport, è “una cosa da fare ad occhi chiusi” sei solo tu.

“La vita è come un treno: va sempre avanti”, disse una famosa scrittrice, e tu le devi stare al passo. Mai davanti poiché potresti illuderti di una grandezza che non ti appartiene, mai dietro perché vivere dei ricordi, da saggezza, può trasformarsi in masochismo. Così, ad oggi, Russell riguarda lo scorso Gran Premio d’Imola, come “il più grande errore della mia carriera”, ma niente di più, perché sa che questa domenica è il giorno giusto per riscattarsi davanti agli occhi di tutti, dei suoi in primis.

“Mi piace molto correre a Imola, è un circuito che ha un’anima che avverti chiaramente ogni volta che sali sui cordoli. Sono molto contento che sia stata confermata all’interno del calendario anche in questa stagione. Questa pista non perdona, lo so bene perché l’anno scorso ho avuto in incidente in regime di Safety Car. Se sbagli sei fuori, ma è quello che in fin dei conti dovrebbero essere le corse. Voglio riscattare l’errore del 2020 conquistando un buon risultato in questo fine settimana”.

Nell’altro box Williams anche Latifi sembra contento di poter mettersi alla prova in un circuito che non concede margine di errore, affrontando la ara con maggior convinzione rispetto all’anno scorso, vedendo nella sessione in più una possibilità di riscatto per la scuderia.

“Sono entusiasta di scendere in pista a Imola, è un circuito che è sembrato adattarsi abbastanza bene alla nostra auto l’anno scorso e dove ho ottenuto uno dei miei migliori risultati della stagione in gara. Sono curioso di vedere come la macchina si comporterà. Avere tutte e tre le sessioni di prove sarà utile, visto che l’anno scorso ne abbiamo avuta solo una, quindi saremo in grado di costruire il weekend con molto tempo a disposizione e speriamo di poter essere competitivi e fare una buona gara”.

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