Last Lap-Gara 3: un pisolino sulle montagne russe del Portogallo

Last Lap-Gara 3: un pisolino sulle montagne russe del Portogallo

3 Maggio 2021 0 Di

Tirato come un sasso da una fionda. Sbattuto in una direzione, poi d’improvviso in quella opposta. Catapultato indietro sul sedile e poi di colpo in avanti. Con il vento ad accarezzare dolcemente la testa, avvolto dentro di esso in quel viaggio breve e lungo attraverso l’adrenalina. Quel vento che da compagno si trasforma in nemico, schiaffeggiandoti, capovolgendoti, liberandoti.

E all’improvviso ti senti felicemente perso. All’improvviso sei meravigliosamente perso.

In Portogallo sulla pista di Portimao sono gli organi a parlare.

Gli organi dei venti piloti che però oggi non sono riusciti a portarci tra quelle curve insieme a loro. A provare il brivido delle montagne russe portoghesi.

Una gara di passaggio quella del Portogallo, la classica gara tipo del 2020 appena passato, con il trio ormai datato sul podio: Hamilton, Verstappen, Bottas.

Una gara che prometteva di dare spettacolo con quella pagliuzza nell’occhio di Lewis Hamilton che porta il nome di Valtteri Bottas, ladro della pole numero 100 per l’inglese, un Carlos Sainz al suo miglior piazzamento sulla monoposto rossa e due piloti di punta come Daniel Ricciardo e Fernando Alonso, che nelle retrovie non si sono mai trovati bene.

Gli ingredienti c’erano tutti soprattutto su una pista dove la gara viene vinta da chi è in grado di parlare alle gomme.

Ma dopo il guizzo iniziale della rossa di Sainz autore di una super partenza, una battaglia troppo breve dei due in lizza per il mondiale – Hamilton e Verstappen e un infuocato Lando Norris, protagonista di uno dei sorpassi più belli della giornata, la gara portoghese si spegne regalando poca elettricità.

I tre lì davanti giocano al gioco delle sedie, prendendo l’uno la posizione dell’altro fino a quando Sir Lewis, dopo aver volato come un condor sulla sua preda sanguinante, aspettando il momento giusto per attaccarla, non prende di forza-anche un pò aiutato-la guida della gara sul compagno di squadra.

Complice il talento di Hamilton, la sua superiorità o forse un tasto spinto al muretto ma Bottas non riesce a frenare l’avanzata del campione del mondo.

Giro dopo giro la gara prosegue senza particolari emozioni.

Perez fa ciò che la Red Bull si aspetta dal secondo pilota, ciò che si aspetta dal compagno di squadra di Max Verstappen, proteggere il fianco dell’olandese e prendere punti per il campionato costruttori. E il messicano il suo compito sa svolgerlo bene.

Ma questo non è il weekend della Red Bull, non è il weekend della Mercedes perchè a Portimao la stella dell’Alpine sembra cominciare a brillare. E’ Esteban Ocon il protagonista di Portimao, lanciando un messaggio preciso in casa Mercedes: “Non esiste solo George Russell”.

Piazza la sua monoposto davanti al compagno di squadra, l’inarrestabile campione Fernando Alonso, autore di una super rimonta da quattordicesimo ad ottavo.

Curva dopo curva, il re di Spagna torna a guidare come ha sempre saputo fare, riempiendo gli occhi di orgoglio dei tifosi a casa perchè vederlo all’opera è sempre uno spettacolo.

Ma quella di Alonso non è l’unica rimonta della giornata.

Dopo una qualifica disastrosa in cui si è ritrovato a partire dalla sedicesima casella senza neanche capire come, il tasso del miele, Daniel Ricciardo, torna all’attacco. Una sintonia non ancora completa con la macchina, una guida della McLaren molto lontana da quella del compagno Lando Norris ma una fiducia conquistata che per il pilota di Perth è fondamentale per arrivare al limite.

Chiude la gara in nona posizione dopo un facile sorpasso su Sainz pilota di una Ferrari rimasta offuscata per l’intera gara.

Finisce così il gran premio del Portogallo.

In silenzio.

Con Lando Norris felice della sua gara nella terra di nessuno, lì in quello spazio dove non serve farsi vedere per mostrare che esisti, basta aspettare, osservare e combattere.

Con Mick Schumacher che finalmente rompe il legame con la coppia chiudi fila delle Haas tagliando il traguardo davanti alla Williams di Latifi e le Aston Martin a brancolare (ancora) nel buio.

Non è un campionato già scritto quello del 2021. E’ un mondiale all’ultimo respiro dove ogni punto conta. L’errore non è ammesso.

Il viaggio continua.

Prossima tappa: Barcellona.

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