Domenicali: Il GP di Spa non è stato questione di business

Domenicali: Il GP di Spa non è stato questione di business

31 Agosto 2021 0 Di priscamanzoni

Il Gran Premio del Belgio verrà sicuramente ricordato come una “corsa” senza precedenti: quattro ore ad aspettare, fortunatamente a casa, per una gara di un’ora che è durata alla fine solo tre minuti, con un totale di due giri (Forse). Ma il motivo di questa farsa è solo l’assegnazione di punti per la lotta mondiale?

La risposta è, ovviamente, no. Perché, come è già successo in passato, dietro ci starebbe anche un grande interesse economico. La Formula Uno è notoriamente uno sport che muove milioni ovunque si trovi, tra biglietti, alberghi e mezzi di trasporto (Per darvi un’idea, nel 2019 il Gp di Monza ha portato a un incasso di 15 milioni di Euro). Un giro economico impressionante, che talvolta però diventa il pretesto per lucrare un po’ troppo, come potrebbe essere successo per il Gran Premio di Spa.

I termini di contratto, infatti, affermano che i biglietti non sono rimborsabili se la gara si svolge. Oltre al danno anche la beffa: Infatti, i poveri spettatori, che sono stati al freddo e sotto l’acqua per ore per vedere solo due giri dietro la Safety Car, non potranno riavere indietro i loro soldi, dato che la gara si è ufficialmente disputata.

Il CEO della Formula Uno, Stefano Domenicali, ha presto smentito queste voci. “Non è così. Abbiamo sentito che c’erano discussioni commerciali dietro, ma è tutto falso perché quando parliamo di corse c’è responsabilità e c’è un procedimento chiaro e queste cose non sono per nulla connesse. La Formula Uno avrebbe ottenuto la piena sanzione da parte degli organizzatori se non si fosse disputata la gara, ecco perché pensare che siano solo implicazioni commerciali è sbagliato.”

“Sfortunatamente non possiamo controllare il meteo. Due giri o zero la spesa ci sarebbe stata ugualmente. Dunque, non è un problema il numero di giri. Lo scopo era far partire la corsa e penso che la direzione gara abbia fatto il massimo. Come ho detto, non è un problema del numero di giri, ma sono state condizioni sfortunate.”

Domenicali ha continuato poi con: “Bisogna mettere al primo posto la sicurezza e io sono il primo a essere deluso, perché amo le corse, ma ci sono delle condizioni per cui non si possono fare.”

La questione del rimborso è un tema caldo, toccato più volte anche da Lewis Hamilton. Il pilota, nelle interviste in una storia su Instagram, ha definito la gara una “Farsa” perché “Era chiaro che il meteo non sarebbe migliorato. Siamo stati mandati fuori per una ragione sola. Due giri dietro la Safety Car dove non si può sorpassare non è correre […] Spero che i fan siano rimborsati.”

Domenicali ha aggiunto in merito:” E’ qualcosa che dobbiamo discutere con gli organizzatori, perché non siamo noi che emaniamo i biglietti. Si potrebbe prestare attenzione su quale sia la giusta ricompensa ora. Sfortunatamente, la gara non è certa. Puoi pagare il biglietto e non farci nulla. Certamente, io e gli organizzatori faremo la massima attenzione ai fan. Penso che ci stiano già pensando, visto quello che è successo.”

“Non avremmo potuto neanche fare la gara di Lunedì, non solo per questioni logistiche, ma anche per la disponibilità dei commissari e di altro; persino gli organizzatori hanno sostenuto questa decisione.”

Quanta verità c’è in queste parole? Non lo sapremo. Il fattore business non si può escludere, ma di sicuro Domenicali non può dire di fronte alle telecamere se c’è stato questo affare sporco. Che la “Gara” si sia tenuta per il mondiale, per la sicurezza o per i soldi, di sicuro i tifosi fradici e stanchi si ricorderanno di questa Domenica surreale.

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