Tarzan e quel giro su tre ruote

2 Settembre 2021 0 Di Gabriele HIVannucchi

Questo fine settimana si torna a correre sul circuito di Zandvoort in Olanda e il mio ricordo non può che andare all’ edizione del 1979.

Tutti noi il ’79 lo associamo al mitico duello Gilles/Arnoux a Digione.

Però anche nella terra dei tulipani l’ aviatore canadese si distinse per un paio di acrobazie.

Ma andiamo per ordine. La pole la fa registrare Arnoux con la Renault, seguito da Jones sulla Williams, mentre Villeneuve è sesto con un distacco di 1″4.

Parte bene Jones che conquista la prima posizione. Fa altrettanto bene Villeneuve che si erge in seconda posizione. I due vanno avanti così per diversi giri, anche perchè sorpassare l’ australiano della Williams non è per niente facile.

Ci vuole una magia.

Inizia l’ undicesimo giro, la prima curva, denominata Tarzan Bocht, gira verso destra ed è una curva veloce quindi Jones si sposta verso l’ interno per non permettere a Gilles di passare. Ma Gilles si sposta è affianca la Williams all’ esterno. A metà curva, per un attimo, scivola il posteriore della macchina di Jones, e questo lo fa uscire dalla curva leggermente fuori traiettoria. Le due macchine si sfiorano per un secondo, forse meno. Gilles, mettendo quasi le ruote sulla linea bianca che delimita la pista , riesce a concludere il sorpasso.

Gilles sembra in giornata, fa pure il giro veloce al trentanovesimo passaggio in 1’19″438.

Ma Jones non molla e al quarantasettesimo giro prova e riesce a sorpassare il ferrarista, che nel tentativo di resistere al sorpasso fa un testacoda e finisce fuori pista.

Gara finita.

Non per Gilles.

Ingrana la retromarcia, la posteriore sinistra è distrutta ma il telaio è intatto quindi, inizia un disperato tentativo di rientrare ai box per montare gomme nuove.

Ma Gilles lo fa a una velocità folle per le condizioni della macchina, sale sui cordoli guidando come se fosse in qualifica. Nel giro di qualche curva la ruota si stacca definitivamente e Gilles si ritrova a guidare con due ruote e mezza, visto che l’ anteriore destro è letteralmente sollevato da terra. Raggiunge i box, mentre Mario Poltronieri definiva questa azione ” l’ esuberanze giovanili di Villeneuve alle quali siamo, purtroppo, abituati “

«Lo chiamano Circo della Formula 1 e proprio come un circo si sposta di città in città, issa la sua tenda e fa spettacolo. Tra giochi di magie, belve e domatori il divertimento è sempre assicurato, così come il brivido che offrono gli artisti più spericolati quando tocca a loro salire sul filo teso nel vuoto, e danzare. Nell’estate del 1977 tra le tende della Formula 1 si affacciò un pilota dallo sguardo dolce e dal cuore impavido, salì sul filo con la sua Ferrari e per cinque anni lo percorse fra capriole e piroette. Poi un giorno scese ed entrò nella leggenda…»

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Mi chiamo Gabriele e la passione per i motori mi accompagna da sempre. HIV+ dal 2015, ma questa è un' altra storia....