Un giro di pista: l’Autodromo di Sochi (Gran Premio di Russia)

Un giro di pista: l’Autodromo di Sochi (Gran Premio di Russia)

23 Settembre 2021 0 Di Sebastiano Vanzetta

Finito il giro turistico a zonzo per l’Europa, la Formula 1 sbarca, per il GP di Russia, a Sochi sulle sponde del Mar Nero. Curioso di conoscere meglio il circuito costruito attorno al villaggio olimpico? Allora salta a bordo e goditi un giro di pista!

Dopo il funambolico GP di Monza, il circus della Formula 1 si sposta sulle rive del Mar Nero, a Sochi, per disputare il Gran Premio di Russia. In calendario dal 2014, la tappa russa si corre sul circuito costruito attorno al villaggio olimpico di Sochi, cittadina del territorio di Krasnodar, sul confine con la Georgia.

Come detto, il circuito è stato ricavato attorno al Sochi Olympic Park, il complesso di impianti costruiti per ospitare i Giochi Olimpici Invernali del 2014. Il tracciato, disegnato dal famoso progettista tedesco Hermann Tilke è il quarto più lungo del calendario, con i suoi 5,848 km. Il layout presenta 18 curve, 12 a destra e 6 a sinistra, delle quali la più famosa è curva 3, spesso paragonata a curva 8 del circuito di Istambul.

Dalla sua introduzione, l’Autodromo di Sochi è sempre stato una roccaforte Mercedes. La corazzata tedesca guidata da Toto Wolff ha infatti vinto tutti i GP di Russia dal 2014 ad oggi. Il pilota che qui ha vinto di più è Lewis Hamilton, con 4 vittorie (2014, 2015, 2018 e 2019), mentre le altre edizioni sono state vinte da Nico Rosberg (nel 2016) e Valtteri Bottas (2017 e 2020). Mercedes è in testa anche come numero di pole position ottenute (5), mentre l’unico team ad aver conquistato la partenza dal palo oltre alle frecce d’argento è la Ferrari, nel 2017 con Sebastian Vettel e nel 2019 con Charles Leclerc.

Il giro record della pista in gara appartiene a Lewis Hamilton, che durante l’edizione del 2019 ha girato in 1.35.761.

Analisi e disclaimer

Fatte le premesse di rito, saliamo a bordo della Mercedes W11 di Lewis Hamilton per seguirlo nel giro che gli è valso la pole dell’edizione 2020 del GP. Come al solito l’analisi è da considerarsi puramente amatoriale e non professionale. I crediti del video vanno al canale YouTube ufficiale della Formula 1

Primo settore

Il primo settore va da curva 1 a poco prima di curva 5. Poco dopo il rettilineo del traguardo c’è curva 1 che immette in un secondo rettilineo (prima zona DRS) che permette di raggiungere velocità elevatissime, sull’ordine dei 330-340 km/h. La prima vera staccata è quindi quella di curva 2, nella quale si frena forte e si scala fino in 3a marcia per poi buttarsi verso il lunghissimo curvone a sinistra di curva 3. Qui è importante tenere la linea e sfruttare bene tutta l’aerodinamica della monoposto. Arrivati in curva 4 si frena scalando tre rapporti e ci si butta in curva toccando il cordolo interno.

Secondo settore

Il secondo settore va da curva 5 a prima di curva 12. Curva 5 è molto simile, se non uguale, a curva 4, curva 6 è un’accenno di curva a destra che porta a curva 7, anch’essa simile a curva 4 e a curva 5. La 8 è un’altra svolta secca, questa volta a sinistra. Curva 9, anch’essa a sinistra, porta verso curva 10, un’altra svolta di 90° a destra che immette nel secondo tratto “rettilineo” e seconda zona DRS. L’accenno verso destra è considerato curva 11 , mentre l’accenno a sinistra che porta verso la staccata è curva 12, dove inizia il terzo settore.

Terzo settore

Il terzo settore va da curva 12 al rettilineo principale. Si arriva a gran velocità dalla seconda zona DRS e dopo aver affrontato l’accenno a sinistra (curva 12) si stacca forte scalando fino in 3a marcia. Ci si butta a destra e si passa sul cordolo interno. Si entra poi nella parte più tortuosa del tracciato (curve 14, 15 e 16) dove è indispensabile non sbagliare per rovinare il settore e l’intero giro ed essere sempre aggressivi, ma non troppo, sui cordoli. Curve 17 e 18 sono due curve a destra ad angolo retto che riportano al rettilineo principale.

Password: trazione

Il set-up per il circuito di Sochi si può paragonare a quello per il circuito del Bahrein. Un assetto, quindi, da medioalto carico per avere miglior trazione in uscita dalle tante curve secche del tracciato, anche se qualche team potrebbe prediligere un carico più basso per raggiungere velocità di punta più elevate. Per via dell’alto drag, la power unit sarà molto sollecitata. Ogni tornata il gas rimarrà aperto per circa il 70% del tempo, quindi è fondamentale che MGU-H e MGU-K funzionino al meglio, per aiutare la vettura in termini di velocità assoluta, assieme al DRS che porta un guadagno di 20 km/h.

Anche gli pneumatici saranno molto sollecitati, soprattutto l’anteriore sinistro e il posteriore sinistro. Anche quest’anno, come per l’anno scorso, Pirelli ha scelto di portare le tre mescole più morbide della gamma.

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