Le livree più strane della storia della Formula 1

Le livree più strane della storia della Formula 1

15 Febbraio 2021 1 Di Ivan Mancini

Le più discusse, le più brutte, quelle mai utilizzate o quelle usate in particolari occasioni: ecco le 10 livree più memorabili della Formula 1

Sul finire degli anni ’60, con l’introduzione degli sponsor, le monoposto abbandonarono definitivamente le livree monocromatiche con i colori nazionali. A partire da tale data fu un continuo fiorire di livree che continua tutt’oggi: ciascuna scuderia mira a sfruttare la superficie disponibile per attirare il maggior numero di sponsor possibili. Analizziamo insieme le 10 livree più strane della storia della Formula 1.

 

Honda RA107 – 2007

Quando la Formula 1 incontra l’ecologismo – mai ossimoro fu più evidente – il risultato è la Honda RA107. L’auto vantava una “earth livery“, ovvero una livrea rappresentante la Terra vista dallo spazio, che gli valse il soprannome di “auto ecologica“.

Honda RA107 (2007), l’auto “ecologica”

In realtà l’ecologismo c’entra ben poco: in seguito all’uscita di Lucky Strike, infatti, la scuderia nipponica decise di correre senza sponsor (primo caso dal 1968) e di adottare una livrea significativa. Se dal punto di vista estetico l’auto fu una delle migliori dell’anno, non si può dire lo stesso per i risultati in pista: con un bottino di 6 punti, la RA107 si confermò una lontana parente della precedente RA106.

 

Hesketh 308D – 1976

Facciamo un balzo indietro nel tempo. È il 1976 e la scuderia Hesketh è lacerata da una profonda crisi economica, dovuta all’abbandono di Lord Hesketh e alla successiva partenza di James Hunt, in forza alla McLaren. Nel tentativo di ammortizzare le spese per la 308D, la scuderia accettò la sponsorizzazione di Rizla+ e della rivista Penthouse, partorendo una livrea decisamente eccentrica ed appariscente, ben diversa dalle precedenti più sobrie.

Hesketh 30D, l’auto osé

 

Shadow DN9 – 1979

In occasione del campionato 1979, la scuderia statunitense schierò in pista la Shadow DN9. La livrea classica con la quale gareggiò era molto sobria: prevalentemente bianca, con pochi dettagli rossi sul muso (ad evidenziare le prese d’aria dei radiatori), sul corpo centrale della vettura, lungo le fiancate e sugli endplate degli alettoni.

Shadow DN9 (1979) in livrea biancorossa

Ben diversa era la livrea realizzata in occasione dello sponsor Samson, che possiamo vedere in figura. Il blu sostituisce completamente la livrea biancorossa, mentre sul muso sfoggia l’immagine di un drago (simbolo, appunto, dello sponsor).

Shadow DN9 (1976) in livrea Samson

 

BAR 01 – 1999

La storia della BAR 01 è degna di essere menzionata in questa compilation. Anzittutto la BAR (ancronimo di “British American Racing“) nacque su iniziativa della BAT, la “British American Tobacco“, che intendeva utilizzare la Formula 1 come una vetrina per mettere in mostra i propri prodotti (i marchi Lucy Strike e State Express 555). In tal senso, per il campionato 1999, la BAR aveva preparato due livree differenti per le proprie vetture, ciascuna dedicata ad un marchio: una biancorossa per il marchio Lucky Strike, una gialloblu per il marchio State Express 555.

La doppia livrea della BAR 01, mostrata durante la presentazione ufficiale (1999)

Com’è facilmente intuibile, questa soluzione era vietata dal regolamento, in base al quale “le due macchine della stessa squadra devono avere identici colori“, eccezion fatta per poche differenze come il numero di gara e la bandiera nazionale del pilota. La BAR risolse questo inconveniente elaborando una nuova livrea in cui figuravano entrambi i marchi.

La livrea con la quale la BAR 01 disputò il mondiale 1999

In particolare, una fiancata era gialloblu per via del marchio State Express 555, l’altro lato era biancorosso in virtù di Lucky Strike. Le due fiancate erano unite da una cerniera gialla che si apriva sul muso, rivelando una porzione argentata di livrea in cui figurava il numero di gara del pilota e alcuni sponsor.

 

Williams FW21 – 1999

Nella stessa stagione, un’altra scuderia presentò una livrea totalmente rivoluzionaria. Si tratta proprio della Williams che, in virtù dello sponsor Winfield, abbandonò i propri colori storici ed adottò una livrea biancorossa, arricchita da alcune fasce colorate in corrispondenza delle pance.

Williams FW21 (1999)

Si tratta di un’evoluzione della precedente livrea, la quale invece era totalmente rossa e con dettagli bianchi ed oro. La somiglianza con la Ferrari era molta, ma non si può dire lo stesso delle prestazioni.

Williams FW20 (1998)

 

Le tre livree Redbull

Le livree celebrative elaborate dalla Red Bull nei primi anni di attività meritano una parentesi a parte in questa classifica.

Red Bull “lattina”

Una livrea che farebbe drizzare i capelli ad un pelato. Il nome è autoesplicativo: le fiancate argentate, unite al main sponsor del famoso energy drink e all’assenza di altri sponsor, facevano sembrare la RB1 una vera e propria lattina su ruote. Forunatamente si trattò solo di una livrea di prova, ben presto sostiuita dalla livrea di gara.

Red Bull con livrea “lattina” usata per i test prestagionali del 2004
Red Bull RB1 livrea Star Wars

Quando il mondo dei motori incontra quello dei film, il risultato è “stellare”. In occasione del Gran Premio di Monaco del 2005, la Red Bull decise di omaggiare l’uscita del film “Star Wars: la vendetta dei Sith” con una livrea mozzafiato.

La livrea celebrativa della Red Bull RB1 (2005)

Non solo: anche i meccanici avevano un aspetto differente dal solito.

Meccanici Red Bull in occasione del Gran Premio di Monaco 2005

I risultato finale, però, non premiò l’impegno poiché entrambe le vetture si ritirarono: Coulthard fu tamponato da Schumacher, l’italiano Liuzzi invece dovette ritirarsi per problemi meccanici.

Red Bull RB2 livrea Superman

Sempre la scuderia austriaca con sede a Milton Keynes si rese partecipe di un’altra splendida livrea celebrativa, in occasione del Gran Premio di Monaco del 2006. Questa volta, il film cui la livrea rendeva omaggio era “Superman Returns”, come si può evincere dalle foto che seguono.

 

HRT F111 – 2011

Quella del team spagnolo è una storia piuttosto singolare. Non disponendo di sponsor importanti, i designer della HRT progettarono una livrea bianca che sul posteriore andava a sfumare con una bandiera a scacchi. Ma la vaera novità introdotta erano due spazi pubblicitari, collocati in corrispondenza della prese d’aria sulla pancia, che la scuderia contava di vendere una volta aumentata la propria visibilità. I risultati in pista, però, ebbero effetto opposto.

“Questo potressi essere tu”

 

Ferrari 158 – Gran Premio di USA e Messico 1964

Chiedete a un bambino di disegnare un’automobile, sicuramente la farà rossa.

Enzo Ferrari

La storia insegna che il colore della Ferrari è il rosso, colore precedentemente utilizzato dall’Italia nelle competizioni automobilistiche internazionali. In realtà, in due occasioni, la Ferrari sfoggiò una livrea blu e bianca: un evento unico nel suo genere, degno di essere ricordato.

Ferrari 158 (1964)

 

Ligier JS39 – 1993

Terminiamo questa compilation con la Ligier JS39 del 1993, che in occasione degli ultimi due appuntamenti stagionali presentò una livrea speciale, disegnata dalla mano del fumettista Hugo Pratt, in virtù dello sponsor Gitanes Blonde.

Ligier JS39 (1993)

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