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Ferrari, bloody hell!

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Da una vettura dominante, ad una che a malapena riesce a tenere dietro l’Alpine è sicuramente un segnale preoccupante. Ma come si è arrivati a tutto ciò?

Football, bloody hell” sono le parole che escono dalla bocca di Sir Alex Ferguson subito dopo la finale di Champions League del 1999. Lo United, allenato dallo scozzese, ha appena vinto in rimonta nei minuti di recupero contro il Bayern e le dichiarazioni di Sir Alex sono un’ottima descrizione non solo della partita in sé, ma di tutto il calcio in tutte le sue sfaccettature positive e non.

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Ferrari, bloody hell!” è una variazione sul tema, creata da me medesimo, vincitore di 2 Champions in meno rispetto a Ferguson. In questo caso, però, la frase rappresenta sì la Ferrari in tutte le sue sfaccettature, ma solo quelle negative, che negli ultimi anni sono emerse in modo assai prepotente.

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Il Gran Premio di Spagna appena conclusosi altro non è che l’ennesima dimostrazione che in Ferrari qualcosa non sta funzionando. Cerchiamo di capire cosa non sta andando dalle parti di Maranello, se si può ed evitando di scadere nel populismo, nel luogo comune, nel “Signora mia, dove andremo a finire…”, et cetera…

Crollo verticale

Spagna 2022 – Spagna 2023, distanza sul calendario un anno e qualche manciata di giorni, distanza tra la F1-75 e la SF-23 4 posizioni su un’ideale griglia dei valori delle scuderie. Sì perché Ferrari è passata da prima forza, in coabitazione con Red Bull, a quinta forza, in coabitazione con Alpine. Un crollo verticale, inesorabile, a cui il team di Maranello è sembrato a larghi tratti impotente, inerme, incapace di reagire.

Ferrari

Si può dare la colpa alla TD-39, per la carità, nessun dubbio, ma se si è certi che sia stata fatta su misura per affossare la rossa allora che ci si lamenti. Non dico iniziare una guerra aperta con la federazione, sarebbe inutile e ancora più controproducente, ma almeno alzare leggermente i toni per far comprendere che si è vivi e si lotti. Ma forse si sarebbe dovuto farlo immediatamente.

Ma quale dirigenza?

Chi in questo momento in Ferrari potrebbe andare in federazione a sbattere i pugni? Con tutto il rispetto per Vasseur, non credo che in questo momento abbia ancora il carisma per farlo. Gli Horner, i Wolff prima di alzare la voce hanno dovuto dimostrare di essere anche vincenti e Fred deve ancora farlo (e avrà tutto il tempo per farlo). Servirebbe una forte presa posizione della dirigenza, già, ma quale dirigenza? Quella che si presenta solo per fare le sfilate a Monaco? Che dichiara “però abbiamo fatto il giro veloce!”? Che millanta prestazioni della vettura ancora tutte da verificare?

Ferrari

Se potessi entrare in un paddock di un qualsiasi GP, la prima cosa che chiederei agli addetti ai lavori sarebbe “Ma voi sapete chi è che in Ferrari comanda e prende le decisioni? Perché io ancora non lo ho capito“. Ma questa curiosità me la dovrò tenere, d’altronde mica sono un influencer, i pass vip non me li regalano.

E Fred?

Vasseur è arrivato in Ferrari convinto di entrare a far parte di un top team, ma ha capito ben presto che a Maranello c’erano più macerie che muri in piedi. L’impegno del francese è encomiabile, le colpe che gli si possono attribuire sono vicine allo zero: la macchina non è sua, e gli aggiornamenti che si possono portare su una macchina fatta male sono limitati. Proprio la situazione disastrosa del team lo ha portato giustamente a prendere la decisione di fare piazza pulita delle figure di cui non si fidava, portando ad un vero e propriorebuilding” come gli americani amano definirlo.

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La scelta è più che corretta, stride però con le dichiarazioni dell’AD Vigna, che ha detto che “la monoposto non avrà precedenti in termini di velocità”. Ripartire da capo ha più che senso nelle situazioni difficili, ma bisogna essere chiari con la stampa, gli addetti ai lavori e i tifosi, altrimenti ogni non vittoria è vista come un fallimento.

Ed ora?

Se si è convinti al 100% che la strada corretta sia quella della ricostruzione, serve ammetterlo, a sé stessi ed agli altri. Serve far capire ai tifosi e, soprattutto, ai piloti che i tempi che verranno saranno tempi di vacche magre, ma tutti volti ad inseguire periodi di grandezza in un futuro a tinte rosse.

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Ma, se questa dichiarazione è insostenibile poiché si vuole pensare principalmente al guadagno, e una Ferrari che non lotta per nulla in modo dichiarato farebbe crollare le borse, beh allora perché si è scelto Vasseur e la sua filosofia? Ricostruire e mascherare il tutto nascondendo la polvere sotto il tappeto facendo finta di essere competitivissimi e fighissimi è peggio che ricostruire e basta, quantomeno per i tifosi.

Bisogna essere sinceri nella vita, altrimenti le magagne a lungo andare vengono fuori, ed è peggio che vengano fuori piuttosto che siano fatte venire fuori spontaneamente.

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