Bruno Famin nel paddock del Bahrain 2024

Alpine, la rivoluzione a tre teste è stata ispirata dalla McLaren

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Famin spiega che la loro nuova organizzazione a tre pilastri è in parte ispirata dalla rivoluzione della McLaren, compiuta la scorsa stagione.

Un inizio di stagione pieno di cambiamenti è quello del 2024, ora si aggiunge anche l’Alpine che, dopo aver cominciato l’anno sotto le aspettative, si rivoluziona tramite un’organizzazione a tre pilastri ispirata alla McLaren. Se già ai test si preannunciavano risultati tutt’altro che positivi per la scuderia francese, dopo il primo Gran Premio le previsioni di una necessità di cambiamento sono state confermate, ora il cambiamento è arrivato. Da ieri, lunedì 4 marzo, alla vigilia del Gran Premio dell’Arabia Saudita che si terrà questo weekend, l’Alpine ha annunciato una trasformazione importante: d’ora in poi avrà tre direttori tecnici.

I nomi di coloro che fanno parte di questa nuova organizzazione a tre pilastri sono: Ciaron Pilbeam come direttore tecnico delle prestazioni della vettura, al suo fianco Joe Burnell per ingegneria, l’ultimo nome è invece David Wheater che si occuperà dell’aerodinamica.

Questa rivoluzione ha preso spunto, come ha spiegato anche il Team Principal dell’Alpine, Bruno Famin, da quella apportata dalla McLaren la scorsa stagione. La scuderia inglese di Woking lo scorso hanno ha infatti creato una struttura orizzontale con tre direttori tecnici: Peter Prodromou, David Sanchez e Neil Houldey, i quali si occupano rispettivamente di aerodinamica, prestazioni della monoposto e ingegneria.

Famin riguardo a questo cambiamenti ispirato alla McLaren ha pronunciato le seguenti parole a Motorsport, “Sicuramente lo abbiamo visto, ci ha dato la risposta alla domanda se può funzionare, e sembra che stia funzionando. Non sto dicendo che funzionerà tutto, naturalmente, ma abbiamo visto con la McLaren che questo tipo di organizzazione può dare una spinta. E questo è ciò che stiamo cercando”.

Esteban Ocon in Bahrain 2024

Bruno Famin spiega il perché di questo cambiamento

Il Team Principal dell’Alpine dichiara che questo importante e radicale mutamento non è dovuto solamente ai risultati dei test e del passato GP. Infatti si spiega meglio dicendo che erano dei cambiamenti che stavano valutando da tempo, “La tempistica dei cambiamenti non ha nulla a che fare con le prestazioni del fine settimana”.

Famin inoltre spiega che secondo lui una struttura rigidamente verticale sia poco adatta per il mondo della Formula 1 e meno reattiva, questo è solo uno dei motivi per cui è stato apportato questo cambiamento con un’organizzazione a tre pilastri, tre direttori tecnici e una struttura orizzontale.

“La cosa vera è che abbiamo pensato a come passare alla fase successiva del progetto Alpine. Da tempo, anche quando si trattava di Renault, facciamo un passo avanti, uno indietro, due passi avanti, uno indietro, eccetera. Non stiamo generando la dinamica di progresso che vorremmo. Sto parlando di una dinamica pluriennale, nella quale possiamo essere sempre più vicini al vertice, che è il nostro obiettivo per essere in grado, nel medio termine, di lottare per le vittorie“.

Famin conclude l’intervista con, Non fare sempre le stesse cose con le stesse persone cambierà il nostro risultato finale, per dirla in questo modo”.

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