Solo una settimana è passata e siamo al secondo round di questa lunga stagione di Formula 1, in cui diversi team porteranno i primissimi aggiornamenti in vista del GP dell’Arabia Saudita. Abbiamo ricominciato la stagione proprio da dove ci eravamo lasciati, un Super Max Verstappen che vince il Gran Premio del Bahrain. Ma attenzione perché la concorrenza ha compiuto grandi passi avanti nel corso di questo inverno.
Che la Red Bull fosse la macchina da battere e Max Verstappen l’uomo da battere ne eravamo tutti convinti, ma ciò che ha stupito è che gli altri team non sono estremamente distanti. Ovviamente il gap da colmare è ancora grande ma molti team sono sulla buona strada per fare bene. E proprio la Ferrari è pronta a dimostrare tutto il potenziale della vettura e ad attaccare il dominio della Red Bull. Come lo faranno? Proprio attraverso i primi aggiornamenti apportati sulle proprie vetture.
Ferrari e la rinnovata speranza
La Ferrari si presenta alla seconda prova del mondiale con una rinnovata speranza. Dal team di Maranello arrivano solo sensazioni positive sul lavoro compiuto nel corso dell’inverno. Non dimentichiamo però il problema avuto da Leclerc in Bahrain all’impianto frenante, tutti dati che gli ingegneri stanno studiando ed analizzando. Ma Jeddah si presenta come un ottimo banco di prova per la SF-24. Per il velocissimo circuito cittadino, con curve medio-veloci, il team ha optato per soluzioni utili a debellare il sovrasterzo. A Jeddah ci si aspetta un’ala posteriore nuova, da medio-basso carico, destinata ad aumentare l’efficienza in rettilineo e anche l’effetto DRS. Jeddah sulla carta è un tracciato che può permettere alla Ferrari di esaltare il concetto della SF-24. Non ci resta che attendere giovedì per scoprirlo.
Racing Bulls e il deludente bottino del Bahrain
La Racing Bulls rappresenta sicuramente una delle delusioni più grandi del GP del Bahrain. Dopo i test infatti tutti hanno pensato ad un potenziale altissimo, ad una Red Bull numero 2. Ma la strada per il successo è ancora lunga. Ricciardo chiude in P13 e Tsunoda P14, un risultato sicuramente poco incoraggiante, specialmente per l’hype che si era creato, ma il team non si lascia abbattere. Un team tutto nuovo che sta ancora gettando le fondamenta per poter fare bene. Si punta a migliorare la vettura attraverso diversi aggiornamenti che non saranno però visibili agli occhi altrui, ma saranno sottopelle. L’area di interesse è la veste aerodinamica, con lo scopo di migliorare l’impianto di raffreddamento. La squadra di Faenza conta quindi di massimizzare il pacchetto della VCARB01 proprio a Jeddah.
Aston Martin vede da lontano i propri rivali
Alla prima gara della stagione l’Aston Martin è sembrata più in difficoltà rispetto ai suoi diretti rivali, colpa di un set–up non completamente adatto alla vettura. Sin dalla presentazione l’ AMR24 è sembrata la vettura più estrema come linee e progetto. Sicuramente quello che è mancato è stato un passo all’altezza. Ma le aree di miglioramento visibili sono diverse, come l’aumento dei punti di downforce generati. Ma resta comunque da ottimizzare la capacità di generare carico aerodinamico dal corpo vettura. Quindi Jeddah si presenta come un importante test per capire il vero potenziale della vettura, apportando anche piccoli aggiornamenti. Una configurazione al posteriore più scarica permette infatti di massimizzare il grip meccanico generato dalle sospensioni. Ma questi primissimi aggiornamenti saranno l’apri pista per aggiornamenti più solidi nel corso della stagione. Riuscirà il team a svelare il vero potenziale e ad impensierire i rivali?
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