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Roland Ratzenberger: un ricordo da mantenere sempre nella mente

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Un uomo spinto da un sogno e volato via come un soffio di vento: Roland Ratzenberger e il dramma di Imola ’94

Sabato 30 aprile 1994, Circuito di Imola. In prossimità della curva Tosa, un uomo giace inerme all’interno della propria vettura, in mezzo a detriti e del fumo che esce dal retrotreno. Il pubblico ha improvvisamente cessato ogni dialogo. Niente urla o schiamazzi, nemmeno una bandiera sventolante. Il silenzio è quasi assordante. In tanti hanno intuito la gravità della situazione. Nella coltre dell’incredulità ci si guarda a vicenda, senza proferire alcuna parola.

Quasi nessuno, però, riconosce subito il pilota. La monoposto è una di quelle poco performanti, sempre attanagliata dall’incertezza economica e costretta a contrattualizzare piloti paganti per poter sopravvivere. Quel ragazzo, di cui in pochi sanno il nome, si chiama Roland Ratzenberger. Lui è uno di quelli che paga per correre, per poter alimentare un sogno chiamato Formula 1. Quel desiderio, però, si è appena spezzato contro le barriere della variante Villeneuve, fermandosi bruscamente in prossimità della Tosa.

Il sogno, la gavetta e quell’opportunità che vale una carriera

Torniamo indietro. A Salisburgo, il 4 luglio del 1960, nasce Roland Ratzenberger. Un bambino vivace, con in mente un solo obiettivo: arrivare in Formula 1. Ovviamente non è facile. Oltre al talento ci vogliono i soldi e, il budget in questione, non è chiaramente di poco conto. Lui questo lo sa, ma la speranza è sempre l’ultima a morire. La gavetta è tosta. Campionati in Germania, F3 e Formula Ford in Gran Bretagna: insomma, il buon Roland ce la mette tutta pur di farsi notare, e in realtà, qualcuno lo vede.

No, non si tratta di Formula 1 ma, almeno per adesso, il suo nome circola in vista di Le Mans. Alcuni team hanno osservato le sue prestazioni nelle categorie minori. Non sarà un campionissimo, però ha dimostrato di saper correre e di poter vincere qualche gara. In questo contesto, Ratzenberger prende parte a ben cinque edizioni della prestigiosa corsa (1987, 1990, 1991, 1992, 1993) ben figurando e artigliando come miglior risultato un quinto posto assoluto e il primo nella categoria C2.

Roland Ratzenberger impegnato a Le Mans
Roland Ratzenberger impegnato a Le Mans

Sono stagioni in cui il pilota austriaco si divide tra Super Formula giapponese e Formula 3 britannica, togliendosi alcune soddisfazioni (soprattutto nella terra del Sol Levante). Quel sogno chiamato Formula 1 resta sempre nella mente di Roland e, quando ormai le porte sembrano essersi chiuse definitivamente, ecco palesarsi l’opportunità della vita intera. Il team Simtek – che ha appena accolto Jack Brabham tra i propri soci – offre un contratto annuale al trentatreenne, dandogli la possibilità di debuttare per il ’94.

Un debutto complicato: Imola è dietro l’angolo

La squadra è inesperta. La vettura, che monta un propulsore Cosworth V8, è difficile da guidare e dal posteriore instabile. Però, se ti chiami Roland Ratzenberger, che di monoposto scorbutiche ne ha guidate parecchie, niente è impossibile. Per questo, il nativo di Salisburgo si mette subito al lavoro, nel tentativo di cercare un setup ideale. Ovviamente, essere un rookie della categoria non è facile, per di più se paghi per correre e senza alcuna garanzia tecnica.

Il primo appuntamento si rivela infruttuoso. A Interlagos, infatti, Roland non riesce a superare le pre-qualifiche, saltando dunque la prima partenza della carriera in Formula 1. In Giappone riesce a strappare l’ultimo tempo, classificandosi undicesimo (ultimo) nella gara della domenica. A questo punto arriva il weekend di Imola. L’austriaco ha buone sensazioni. Nonostante ciò, sente che potrebbe andare più forte, cosa che gli consentirebbe di estrarre qualche decimo e piazzarsi in modo migliore.

Il venerdì, durante le libere, Rubens Barrichello sbatte violentemente contro le barriere della variante bassa, scampando miracolosamente alla morte. Forse è un segno: questo weekend non s’ha da fare. L’aria, a Imola, è strana, quasi pesante. Al sabato è tempo di qualifiche. Nessuno, o quasi, ricorda del botto di Barrichello: tutto passato, si guarda al presente. Anche per Roland vale lo stesso. Lui è troppo impegnato a cavare il ragno dal buco. Vuole a tutti i costi una qualifica migliore rispetto a quella della gara di Aida.

Roland è per sempre: un ricordo da tenere bene a mente

Ormai manca poco al semaforo verde. Stanno per scattare le qualifiche, e Roland ha una voglia matta di scendere in pista. Sa che per guadagnare un paio di posizioni in più dovrà sudare il doppio. Scambiato un cenno con i propri meccanici, Ratzenberger esce dai box. I primi tentativi non sono male, anche se esige un ulteriore passo in avanti (sigla un 1:27.584 che gli vale la provvisoria ultima piazzola). L’austriaco non smette di spingere, forse troppo per una vettura complicata da tenere in pista.

Probabilmente appena prima della variante Villeneuve, l’ala anteriore tocca eccessivamente sull’asfalto, perdendo un pezzo dalla parte superiore sinistra. Il pilota è ormai un passeggero, senza nessuna possibilità di manovra. La monoposto prosegue la propria strada verso le barriere, impattandole a una velocità di circa 314,9 km/h, generando una terribile decelerazione. In quel preciso momento, il sogno di Roland Ratzenberger non c’è più. Un epilogo drammatico, per un ragazzo solare e desideroso di spendere la propria esistenza in pista.

Roland Ratzenberger alla guida della Simtek a Imola
Roland Ratzenberger al volante della Simtek

Al suo arrivo, il medico della FIA, Sid Watkins, trova dinnanzi a se uno scenario disperato. Il capo del pilota è appoggiato alla scocca della vettura, con il casco zuppo di sangue. Le vie respiratorie sono bloccate da un copioso sanguinamento. Il britannico tenta una rianimazione, fermandosi dopo alcuni minuti: tutto inutile. Per Roland non c’è più niente da fare, è volato via sul colpo. Un preludio all’immane tragedia di Imola ’94, dietro l’angolo e pronta a gettare nello sconforto il mondo della Formula 1: la scomparsa di Ayrton Senna.

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