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Analisi – Di chi è la colpa dell’incidente Pérez-Sainz?

Nel penultimo giro del Gran Premio dell’Azerbaigian Sergio Pérez e Carlos Sainz hanno avuto una brutta collisione che ha messo prematuramente fine alla gara di entrambi. Di chi è stata però la colpa?

Per procedere ad una analisi dettagliata bisogna prima partire dai fatti, inequivocabili, avvenuti nelle curve precedenti all’impatto con le barriere.

Forte della scia e del DRS di Leclerc, Sergio Pérez decide di attaccare il monegasco all’alba del penultimo giro in curva 1. Il numero 16, però, conscio dell’errore commesso su Piastri qualche giro prima, copre l’interno, allunga la staccata e costringe Pérez ad allargare la traiettoria. Ecco che s’insinua Carlos Sainz che con grande furbizia posiziona la sua monoposto dove l’aveva Leclerc. Adesso, ormai all’uscita di curva 1, lo spagnolo ha una spinta notevole e non avendo lottato traziona meglio e vorrebbe superare anche Leclerc. Il numero 55 si mette dunque all’esterno di Leclerc in curva 2 ma non si affianca totalmente essendo quella una delle curve più anguste dell’intero circuito, seconda solo alle curve del castello.

Qui Sainz perde tempo e Pérez lo ripaga con la stessa moneta. Ecco che in uscita di curva 2 la posteriore sinistra di Sainz è all’altezza della pancia destra della RB20 di Pérez. Qui succede il patatrac: Sainz stringe verso sinistra, cercando di scoraggiare il messicano, Pérez non molla perché traziona meglio e entrambi finiscono nelle barriere.

Sainz stringe troppo o Pérez sa quando mollare?

Se fino ad ora ciò che abbiamo fatto è stato solamente ricostruire i fatti di un incidente che ha de facto anticipato la fine della gara di un giro e mezzo (abbondante), adesso cercheremo di analizzare cos‘è andato storto e, eventualmente, per colpa di chi.

I presupposti di qualsiasi duello in pista sono pochi e semplici: per considerarsi “in lotta” la ruota anteriore deve essere almeno all’altezza della posteriore dell’avversario e bisogna sempre lasciare spazio al contendente. In questo caso entrambi i presupposti sono rispettati da entrambi. Alla sinistra di Pérez, infatti, ci sono almeno altre due macchine di spazio mentre alla destra di Sainz ce n’entrerebbe una scarsa. Pérez era a tutti gli effetti affiancato all’iberico e dunque è impossibile dare la colpa solamente ad uno dei due piloti.

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Uno dei fotogrammi prima dell’incidente

Le responsabilità, infatti, sono di entrambi. Sia il numero 11 che il 55 non hanno notato il fatto che avessero due rotte convergenti, con Sainz che lentamente (ma neanche troppo) si sposta verso sinistra e Pérez che invece prova a portarsi a destra.

L’errore di entrambi e l’incidente, tuttavia, rimangono, soprattutto nell’ottica dei campionati. Perché il momento no Red Bull sembrava avere una luce in fondo al tunnel con l’ottima prestazione del messicano fino a quel momento, ma il penultimo giro ha significato perdere altri punti pesantissimi su McLaren e Ferrari. Per Ferrari stessa, invece, il rammarico rimane; un 1-3 in qualifica si è tramutato in un 2-DNF che pesa anch’esso sul campionato costruttori. Alla fine, però, anche i commissari hanno deciso di non penalizzare nessuno viste le colpe condivise.

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