Tutti i più chiacchierati casi di ritiro della recente Formula1: dall’incidente di Grosjean fino al licenziamento di Daniel Ricciardo.
Per i piloti di F1, il ritiro è sempre molto difficile. Chi lo fa per mancanza di motivazioni, chi perchè è appagato e vuole godersi la “pensione”, chi invece è costretto a causa delle scarse performance. Ma, ahimè, anche per chi è reduce da violenti incidenti. Questi sono solo alcuni dei motivi dietro il ritiro piloti Formula 1.
Il caso Romain Grosjean, infatti, ce lo ricordiamo tutti. Romain Grosjean ha concluso la sua carriera in Formula 1 in modo drammatico durante il Gran Premio del Bahrein 2020, a seguito di un terribile incidente in cui la sua Haas si è spezzata in due e ha preso fuoco. Dopo il tremendo spavento, Grosjean ha abbandonato la F1 e si è trasferito negli Stati Uniti, dove nel 2021 ha iniziato una nuova carriera come pilota nella IndyCar. Soprannominato “The Phoenix” per la sua straordinaria fuga dalle fiamme, ha deciso di esporre il telaio distrutto della sua Haas alla F1 Exhibition.

Diametralmente opposto è il caso di Sebastian Vettel. Il tedesco, amato in tutto il globo, ha deciso che il suo tempo fosse arrivato. Mancanza di stimoli? Obiettivi prefissati raggiunti? Non si sa. Ma il suo video-messaggio su Instagram riguardo il suo addio lasciò tutti senza fiato. Nonostante Vettel non abbia escluso del tutto un eventuale ritorno alle corse, come dimostrato dalla sua partecipazione alla Race of Champions nel gennaio 2023, gran parte del suo impegno attuale è dedicato alla sostenibilità e a iniziative volte a combattere il cambiamento climatico. Il quattro volte campione del mondo ha infatti concentrato i suoi sforzi su progetti ecologici, diventando una voce attiva nella promozione di pratiche più responsabili all’interno e all’esterno del mondo automobilistico.

Quando le prestazioni non arrivano, il ritiro è imposto.
Per un pilota, non c’è cosa peggiore di essere silurati dalla propria scuderia. I casi di Daniel Kvyat e quelli più recenti di Logan Sargeant e Daniel Ricciardo fanno ancora tanto discutere. La travagliata carriera di Daniil Kvyat in Formula 1 si è conclusa alla fine del 2020, con la promozione di Yuki Tsunoda al suo posto. Kvyat aveva iniziato con il team junior della Red Bull, era stato poi promosso al team principale, per essere successivamente retrocesso. Dopo un periodo fuori dalla griglia, era riuscito a rientrare, passando complessivamente attraverso tre diversi periodi con Toro Rosso/AlphaTauri. Oggi è pilota ufficiale Lamborghini ed ha partecipato a un’intera stagione nella categoria Hypercar nel WEC (World Endurance Championship). Ha anche fatto un’altra apparizione nella NASCAR.

Logan Sargeant viene promosso come pilota titolare della Williams nel 2023, correndo al fianco di Alex Albon e sostituendo Nicholas Latifi. Tuttavia, ha incontrato una difficoltà simile a quella del suo predecessore, faticando a battere il compagno di squadra in qualifica. In 36 partenze, nonostante un paio di sessioni di qualifica Sprint davanti ad Alex Albon, il pilota thailandese-britannico ha comunque prevalso sull’americano in tutte le gare a cui hanno partecipato insieme. Gli ultimi incidenti e gli eccessivi costi di manutenzione sostenuti da parte della Williams, hanno portato alla drastica decisione di sostituirlo con Franco Colapinto. Uno dei più recenti casi di ritiro piloti Formula 1 dovuti a scarse performance.

Il triste annuncio su Daniel Ricciardo.
Lasciato il sedile Red Bull nel 2018, quello Renault nel 2020 e dopo aver perso il suo posto con la McLaren alla fine del 2022, Daniel Ricciardo è tornato in griglia a metà del 2023 con l’AlphaTauri. Il 2024 di Daniel doveva essere l’anno in cui avrebbe riaperto le porte verso la Red Bull. Il posto di Sergio Perez vacillava, ma le prestazioni al di sotto delle aspettative e l’ingombrante presenza di Liam Lawson alle sue spalle, hanno portato la casa austriaca ad accompagnarlo alla porta a stagione in corso. Milioni di fan di Daniel hanno dimostrato il loro disappunto. Forse Ricciardo meritava un saluto diverso. Una figura unica all’interno del paddock che lascia il segno in molti. Ma a quanto ci risulta “The Honey Badger” ha diverse offerte per il suo futuro, sia nel campo dei media che come pilota in altre serie automobilistiche.


