Il pilota giapponese, estremamente soddisfatto, ha evidenziato la differenza tra Red Bull e Racing Bulls
Dopo aver concluso la stagione con il dodicesimo posto di Yas Marina, Yuki Tsunoda ha effettuato i test del martedì alla guida della Red Bull. Una “simulazione” non valida per chissà quale risultato, è vero – si trattava dei test Pirelli – ma sicuramente utile a dare ulteriore motivazione al giovane pilota, specialmente in questo periodo. Sono mesi, infatti, che si parla del licenziamento di Sergio Pérez, con Liam Lawson e lo stesso Yuki Tsunoda dati come i principali candidati alla sua sostituzione.

Il giapponese, ormai prossimo alla sua quarta stagione in Formula 1, crede fortemente di avere la stoffa per affiancare Max Verstappen, come ha testimoniato in diverse interviste. Tsunoda vuole la Red Bull ma, quest’ultima, avrebbe qualche dubbio, almeno così parrebbe. Intanto, in attesa di sviluppi sulla questione (non è detto che Pérez perda il sedile) il nativo di Sagamihara ha usufruito al massimo della possibilità di guidare la monoposto, seppur per una sola giornata.
Intervistato ai microfoni della Formula 1, Yuki si è detto divertito e completamente a suo agio a bordo della RB20.
Tsunoda e Red Bull: dopo il test Pirelli, per il giapponese tante impressioni positive
Tanti spunti interessanti per Tsunoda, tra cui la differenza tra la Red Bull e la Racing Bulls: “Mi sono subito accorto di quanto la macchina sia competitiva, infatti ha lottato per il mondiale praticamente in quasi tutte le gare. Onestamente, in questa RB 20 senti molto il G-Force, specialmente quello longitudinale. Ottime sensazioni anche nelle simulazioni e nel gestire gli pneumatici, tutti fattori molto diversi dalla Racing Bulls, che è molto più ‘sensitive’ rispetto alla Red Bull“.
Il ventiquattrenne ha poi concluso: “Anche se in una giornata, ho continuato a imparare in modo costante e anche la squadra ha fatto veramente un ottimo lavoro. Ovviamente è stato veramente divertente stare a bordo della Red Bull. Ho guidato in modo costante e giro dopo giro ho sentito il limite della monoposto, trovandomi completamente a mio agio, cosa molto importante, perché vuol dire che non ho faticato nell’adattamento“.

A “sponsorizzare” l’approdo di Tsunoda in Red Bull c’è, su tutti, il presidente HRC Koji Watanabe. Quest’ultimo, da poco espressosi sulla questione, ha rivelato di aver parlato con Christian Horner, spingendo affinché il connazionale salisse a bordo della RB 20 nei test di martedì. Se mai l’approdo in “casa madre” non dovesse concretizzarsi, Yuki avrà comunque una nuova stagione in Racing Bulls, pronto sicuramente a confermarsi sul livello mostrato nell’ultimo periodo.
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