Ieri uno straordinario Max Verstappen ha vinto il GP del Giappone che, sebbene dominato più dalla noia che dall’olandese, ha regalato qualche spunto da analizzare più a fondo.
1 – A Suzuka vince la noia
L’unica cosa per la quale possiamo essere grati agli organizzatori è il fatto di non aver messo Australia, Cina e Giappone attaccate. La settimana di pausa intercorsa tra il GP di Shanghai e quello di Suzuka è stata fondamentale per recuperare il sonno sacrificato invece questo weekend. Sonno che, ad esser franchi, avremmo potuto investire meglio. In Giappone, infatti, assistiamo ad una gara estremamente soporifera (visto anche l’orario) dove sono apparsi per l’ennesima volta i limiti del regolamento attualmente in vigore.
Una statistica emblematica di questo inizio di stagione è la seguente: tutte e tre le vittorie sono maturate dopo la conquista della pole position. Inoltre, i sorpassi chiusi in tutta la gara sono stati solamente 15. Come riporta Formula Passion, Andrea Stella, team principal McLaren, ha fatto presente come il problema dell’aria sporca in scia ad una macchina continui a peggiorare sempre più.

Anche l’unico momento della gara che a primo impatto avrebbe potuto risvegliare la fetta di pubblico semi-sonnolente è risultato banale e scialbo per non dire patetico. Una mossa da “pick-me” da parte di Norris (che ha cercato di far penalizzare Verstappen essendo conscio di non avere il passo per superarlo) ha solamente creato rabbia nei sonnolenti che invece riposavano.
2 – Verstappen-San
A Suzuka, nonostante non abbia regalato spettacolo in pista, Max Verstappen ha scritto un altro piccolo pezzo di storia della Formula 1. Con la quarta vittoria sul circuito di proprietà Honda, per giunta consecutiva, quello che ormai potremmo definire Verstappen-San aggancia di prepotenza il pilota in attività con più vittorie (4) sul tracciato giapponese: Lewis Hamilton. Non siamo ancora ai livelli di Schumacher che a Suzuka ne ha conquistate 6 – escludendo gare del calibro del 1998, dove, nonostante la mancata vittoria, la storia ancora oggi viene narrata – ma direi che siamo quantomeno sulla buona strada.

Un’altra cosa che va sottolineata e riconosciuta a Verstappen è che dopo l’episodio con Norris, il pluricampione del mondo abbia seduta stante riconosciuto la trappola tesa dal #4 e lo abbia fatto presente a chi di competenza. Insomma, un altro weekend da Verstappen. Un altro weekend di storia. Giù il cappello per Verstappen-San.
3 – Anche la gallina giovane fa buon brodo
Che il famoso proverbio “Gallina vecchia fa buon brodo” sia più che veritiero è ormai assodato. Ciò che però spesso si omette è che anche le galline giovani sanno il fatto loro. Applicando questo esempio alla Formula 1, spesso si dimentica che oltre all’esperto zoccolo duro della griglia ci sono almeno un’altra dozzina di piloti da tenere in considerazione. Tra questi, nella gara di Suzuka, sono emersi in particolare i tre rookie.
Partendo in ordine d’arrivo, Andrea Kimi Antonelli ha corso una gara che ha rasentato il paranormale per l’età che ha. È vero che Lewis Hamilton non ne aveva ieri, è vero che la Mercedes sembrava cavarsela bene e possono essere veri tutti gli argomenti, ma ci sono due dati di fatto, due dati inconfutabile. Antonelli ha registrato il giro veloce e ha chiuso a neanche due secondi dal compagno Russell. Il nostro connazionale in Giappone ha dato prova del suo gran talento alternando un’ottima gestione della gara a dimostrazioni di pura velocità delle quali noi italiani, francamente, dovremmo solamente andare fieri.

Rispetto all’italiano sono passati un po’ più in sordina ma Suzuka ha visto anche i primi punti del francese Hadjar e la decima posizione di un solidissimo Ollie Bearman. Entrambi passati in Q3 durante le qualifiche hanno saputo mantenere un ritmo veramente discreto per essere rispettivamente alla terza e sesta presenza in Formula 1. Benedetta gioventù.
Per la fortuna degli appassionati la Formula 1 non si ferma mai: tra qualche giorno si riparte dal Bahrain e noi saremo qui; vi aspettiamo qui, sempre su FuoriPista.net.
Ambizioso, perfezionista ed in cerca di miglioramento.

