L’amministratore delegato del team di Woking non esclude uno scenario simile a quello del 2007. Zak Brown conferma la lotta a due punte in McLaren…
Max Verstappen torna prepotentemente in corsa per il Mondiale. Dopo un weekend perfetto ad Austin, in cui ha conquistato il massimo bottino di punti tra Sprint e gara domenicale, l’olandese si è rilanciato in ottica titolo, riducendo a 40 punti il distacco dalla vetta quando mancano solo 5 Gran Premi e due Sprint al termine della stagione. Zak Brown ha però specificato le intenzioni della McLaren in ottica mondiale.
Una rimonta che, complice anche il momento di tensione interno alla McLaren tra Lando Norris e Oscar Piastri, riaccende i fantasmi del passato. Già a Singapore i due piloti erano entrati in contatto nelle prime fasi di gara e ad Austin la situazione è degenerata con la collisione nella Sprint che ha eliminato entrambi dalla corsa del sabato.
Nel post-gara, lo stesso Verstappen ha ammesso di credere ancora al mondiale: “Sì, c’è la possibilità di vincere il mondiale”, ha dichiarato senza troppi giri di parole.

A parlarne è stato anche l’amministratore delegato della McLaren, Zak Brown, che ha tracciato un parallelo con la stagione 2007, una delle più drammatiche nella storia recente del team di Woking. Brown ha spiegato in un’intervista al Daily Mail: “Nel 2007 avevamo due piloti a pari punti e Kimi Raikkonen li ha battuti per pochissimo. Ma è così che la McLaren vuole correre. Vogliamo avere due piloti in grado di vincere il campionato”.
Zak Brown ha poi aggiunto: “D’altro canto, quando corri con un primo e un secondo pilota, capita che il mondiale costruttori venga compromesso. Nella nostra situazione attuale daremo ad entrambi i piloti la possibilità di provare a vincere il mondiale piloti, anche se questo comporta dei rischi come nel 2007. Ma ne siamo tutti consapevoli e preparati”.

Il riferimento di Zak Brown è chiaro, in quell’annata la rivalità interna tra Lewis Hamilton e Fernando Alonso aprì la strada all’incredibile rimonta di Kimi Raikkonen, che riuscì a conquistare il titolo mondiale con la Ferrari nonostante un distacco di 16 punti a cinque gare dal termine.
La McLaren, oggi come allora, si trova di fronte a un bivio: favorire un solo pilota per ottimizzare le chance iridate o lasciare libertà totale ai propri piloti, rischiando però che la competizione interna finisca per avvantaggiare un rivale esterno.

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