Wolff elogia il talento del giovane pilota italiano, ma ricorda che la strada verso il titolo mondiale è ancora lunga. Il TP della Mercedes vuole far restare Kimi con i piedi per terra.
La prima vittoria di Kimi Antonelli ha sicuramente aperto le porte a una grandissima ondata di entusiasmo da parte dei fan italiani della Formula 1 nei confronti del pilota bolognese. Nonostante tutto Toto Wolff, nonché grande sostenitore di Kimi fin dalla tenera età, non vuole far montare la testa al pilota. il TP della Mercedes ha infatti parlato di avere molta cautela in questa fase, per far rimanere Antonelli con i piedi per terra.
“L’Italia sta vivendo un momento di grande euforia, ma dobbiamo ricordarci che Kimi è ancora molto giovane. L’hype non fa bene, piedi per terra”. Parole che sottolineano quanto si voglia proteggere questo talento che piano piano sta sbocciando in casa Mercedes. Con Toto Wolff consapevole di quanto la pressione mediatica possa influire su un rookie di appena diciotto anni.

Nonostante il trionfo, Toto Wolff preferisce smorzare l’entusiasmo dei tifosi e dei media: “La chiave per un giovane pilota è unire la guida al non commettere errori ed è qualcosa che richiede una certa calibrazione, come abbiamo visto con i grandi alti e bassi della scorsa stagione. Ci saranno altri momenti quest’anno nei quali sbaglierà, perché è ancora un ragazzo molto giovane”.
Il timore principale riguarda l’effetto dell’attenzione mediatica sul giovane Antonelli, e in particolare il possibile effetto boomerang nel momento in cui il pilota dovesse commettere un errore.
“Si può vedere che si sta diffondendo una grande euforia, soprattutto in Italia. Già mi immagino i titoli: ‘Campione del mondo’, ‘Grande Kimi’, cose così, e questo non fa bene, perché gli errori arriveranno, è solo un ragazzo. È troppo presto anche solo per pensare al campionato”.
Toto Wolff ha aggiunto poi: “Lo sport che viviamo è maniaco-depressivo. Oggi va tutto alla grande, ma tra due settimane, in Giappone, magari la mette nel muro e la gente gli va contro. Penso che dobbiamo tenere i piedi per terra. Vi ricordate l’anno scorso? Era tutto un ‘Grande Kimi’, poi è arrivata Imola e c’era una valanga di pressione, ma al momento non dovrebbe essercene affatto”.

Wolff ha anche sottolineato come Antonelli stia dimostrando una maturità importante nella gestione degli errori e delle emozioni:
“Da un punto di vista della personalità, si può già vedere che elabora il fallimento molto meglio. Quando in Australia è uscito di pista il sabato mattina, non si è portato dietro tutto il carico emotivo nel briefing. È arrivato e ha riconosciuto che quello che aveva sbagliato, ma poi lo ha messo da parte e ha detto: ‘Ok, andiamo avanti’. Commettere un errore, analizzarlo, guardare i dati, trovare le risposte e mettere tutto in una scatola è una caratteristica che ho visto nei grandi atleti ed è quello che sta facendo”.

Nonostante l’esplosione di talento di Antonelli, Wolff ricorda che il percorso verso il vertice è ancora lungo:
“Un pilota può imparare tanto. Se guidi per tanti giri in qualsiasi categoria, nei go-kart o nelle formule, arriverai a un certo livello. Quello che non puoi apprendere, però, è la velocità pura e quella la vedi immediatamente in ogni categoria. Puoi vincere un Gran Premio pur non avendola e magari persino lottare per un titolo mondiale, se hai una buona macchina e la sorte a favore. Tuttavia, per diventare un grande campione, quella è necessaria, anche se non è sufficiente. Occorrono maturità, personalità, umiltà, intelligenza ed empatia verso il team. Ci sono circa 20 cose che contano per diventare campione del mondo, ma una, il talento, non la si può apprendere”.

Inoltre il TP della Mercedes ci tiene a sottolineare la situazione attuale in ottica campionato, specialmente con il suo compagno di squadra. Toto ha aggiunto: “Per adesso, George è ancora leggermente avanti. Non abbiamo realmente visto il suo giro in qualifica, mentre in gara non era al meglio. Non si è mai arrivati al testa a testa e dobbiamo tenerlo a mente. George ha sempre rispettato Kimi, riconoscendone l’abilità e la velocità. Quelli davvero forti sanno riconoscersi a vicenda”.
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