Il GP di Monaco tra caos in pista e fuori: incidenti, penalità, ricorsi e risultati stravolti che cambiano completamente la classifica finale anche dopo la gara
Il GP di Monaco 2026 è stato, probabilmente, il più avvincente degli ultimi anni. Tra penalità decisive, podi sfumati, ricorsi, incidenti e colpi di scena fino all’ultimo giro, il Principato ha regalato una delle domeniche più caotiche e imprevedibili della stagione.
Uno degli episodi controversi ha riguardato Pierre Gasly. Il pilota Alpine aveva concluso la gara convinto di aver conquistato un preziosissimo podio, festeggiando quello che sarebbe stato il miglior risultato stagionale per la scuderia.
La gioia, però, è durata pochissimo: una penalità di cinque secondi gli è costata il terzo posto, consegnando il podio a Isack Hadjar. Una beffa enorme che ha immediatamente acceso le polemiche: la squadra non ha infatti accettato la decisione dei commissari e ha presentato ricorso.
Se Gasly ha perso un podio, Fernando Alonso ha invece conquistato un punto quasi per miracolo. Lo spagnolo ha concluso la gara fuori dalla zona punti, ma le penalità inflitte ad altri piloti hanno permesso al due volte campione del mondo di salire fino alla decima posizione e conquistare il suo primo punto della stagione.
La situazione opposta ha coinvolto Sergio Perez. Il messicano ha chiuso la gara in decima posizione, tuttavia una penalità di dieci secondi inflitta dopo la gara ha completamente cambiato il suo risultato, facendolo precipitare fino alla quindicesima posizione.
La gara, inoltre, è stata segnata anche da diversi ritiri che hanno contribuito a rendere la situazione ancora più caotica. Charles Leclerc ha visto sfumare il podio davanti al pubblico di casa, causando la bandiera rossa, esposta dopo che una parte dell’asfalto del circuito si è deteriorata.

Le penalità per eccesso di velocità in pit lane
Il GP di Monaco ha fatto registrare anche una serie di penalità legate all’eccesso di velocità in pit lane, ma i documenti FIA pubblicati dopo la gara hanno chiarito un dettaglio inaspettato: in tutti i casi l’infrazione è stata inferiore a 1 km/h. Per Oscar Piastri, George Russell, Franco Colapinto e Pierre Gasly, lo scarto rilevato è stato addirittura di appena 0,1 km/h.
Secondo la federazione, la spiegazione va cercata nella traiettoria adottata dai piloti in ingresso nella pit lane. A Monaco, infatti, la corsia dei box permette di “tagliare” leggermente all’ingresso, dove per il layout della pit lane si prosegue quasi dritti per un breve tratto, guadagnando qualche metro.

La FIA ha precisato che la misurazione della velocità inizia nel momento in cui la prima ruota della vettura entra nella fast lane, nel caso specifico la anteriore sinistra quando si percorre la traiettoria interna. Questo significa che anche una minima variazione può influenzare il dato rilevato.
Poiché il sistema calcola la velocità media tramite sensori e transponder FIA lungo tutta la pit lane, le differenze risultano comunque estremamente ridotte e vengono “spalmate” su più settori, generando scarti complessivi inferiori al chilometro orario.

