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Kimi Antonelli e l’incredibile capacità di non sembrare un ragazzo

Nella prima metà di stagione, Kimi Antonelli ha mostrato una maturità impressionante che non lo fa quasi sembrare un adolescente.

Da quando è arrivato in Formula 1 all’inizio della stagione 2025, riempiendo uno dei posti più difficili da occupare, Kimi Antonelli ha dimostrato una consapevolezza dei (e nei) propri mezzi incredibile, che gli ha permesso di rimanere così maturo e lucido da non sembrare nemmeno un (quasi) ventenne.

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BUDAPEST, HUNGARY – JULY 25: Andrea Kimi Antonelli of Italy driving the (12) Mercedes AMG Petronas F1 Team W17 on track during final practice ahead of the F1 Grand Prix of Hungary at Hungaroring on July 25, 2026 in Budapest, Hungary. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Predestinazione o carattere?

Subentrare a Lewis Hamilton nella scuderia con la quale ha vinto una moltitudine di titoli e si è affermato come uno dei piloti più abili della storia di questo sport è un compito che avrebbe intimorito molti, ma non Andrea Kimi Antonelli. E non perché bisogna necessariamente seguire una narrazione (portata avanti da numerose e rumorose voci) di predestinazione simil-calvinista – visto e considerato che giova più a chi l’afferma piuttosto che a chi la “riceve”. Quanto più, invece, perché quanto dimostrato sin qui è solamente un naturale proseguimento di quanto già esposto al pubblico negli anni passati nelle formule minori.

Kimi Antonelli impegnato in F4 Italia nel 2022
Kimi Antonelli impegnato in F4 Italia nel 2022

Basta, infatti, fare una ricerca su internet per scoprire che nella sua prima stagione a tempo pieno a bordo di una monoposto a ruote scoperte il giovane bolognese è stato in grado non solo di vincere il campionato di F4 Italia – che ha già saputo mostrare di essere un ottimo palcoscenico per giovani talenti – ma anche di segnare il record di vittorie in una singola stagione (13, successivamente infranto da un certo Freddie Slater).

Impagabile genuinità

Fast forward ad oggi quando, dopo 11 gare corse, Antonelli si trova in testa alla classifica piloti con più della metà delle gare vinte (6, per la precisione) e con 5 di queste conquistate di fila. Dalle sinuose curve di Shanghai – dove ha vinto la sua prima gara in Formula 1 – e Suzuka, passando per i rettilinei nordamericani di Miami e Montréal per arrivare, infine, alla storia emanata da Montecarlo e Spa-Francorchamps, l’italiano ha mostrato una versatilità (ad onor del vero, complice anche una W17 a tratti imprendibile) ed una tranquillità che normalmente non troviamo in un adolescente.

E forse, ciò che strega di Kimi Antonelli, non è (solo) l’abilita in pista: è proprio la facilità con la quale compie e contorna tutto ciò che fa, quasi mascherando un talento di una limpidezza rara che raramente si vedono in giro. Occupare la vetta del campionato con la disinvoltura (e non arroganza, pur essendo la linea sottile) che ha sin qui caratterizzato l’italiano, riuscendo a non risultare spocchioso ma anzi genuino, è un pregio che in pochi possono vantare.

AKA2

Ciò che ci auguriamo, quindi, è che – oltre a tutti i riconoscimenti sportivi – Andrea Kimi Antonelli (noto ai più, ahinoi, come ‘AKA’) possa proseguire il percorso di maturazione caratteriale già ampiamente in corso per riuscire a schivare un’ipocrisia e affettazione sempre più dilagante tra i piloti stessi.


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