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F1 | Missile a 164 km da Lusail: il GP del Qatar è a rischio?

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L’escalation in Medio Oriente riaccende i dubbi sulla sicurezza delle ultime gare stagionali. Il circuito di Lusail si trova a circa 164 chilometri dal complesso colpito in Arabia Saudita, mentre cresce l’attesa per una decisione sul futuro degli appuntamenti mediorientali.

La situazione in Medio Oriente continua a preoccupare il mondo del motorsport. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, un missile balistico ha colpito il complesso che ospita la sede di Aramco a Dhahran, in Arabia Saudita. Un episodio che riporta l’attenzione sulla sicurezza del Gran Premio del Qatar di Formula 1, in programma a fine novembre sul circuito di Lusail, distante circa 164 chilometri dal luogo dell’impatto.

Secondo quanto riportato dalle autorità saudite e dalle ricostruzioni della stampa internazionale, l’attacco ha provocato un incendio nell’edificio amministrativo del gruppo petrolifero. Il Ministero dell’Energia saudita ha confermato l’impatto, mentre le prime informazioni diffuse indicavano un incendio limitato. Gli Houthi, gruppo armato yemenita sostenuto dall’Iran, hanno rivendicato attacchi contro diverse infrastrutture saudite, tra cui obiettivi legati al settore energetico.

F1, il Qatar resta sotto osservazione

La vicinanza geografica tra Dhahran e Lusail non significa che il circuito sia stato direttamente colpito o preso di mira. Tuttavia, l’episodio si inserisce in un quadro regionale sempre più delicato, nel quale la sicurezza degli spostamenti e lo svolgimento dei grandi eventi internazionali assumono un peso fondamentale.

Il Gran Premio del Qatar è attualmente previsto dal 27 al 29 novembre, mentre il campionato dovrebbe concludersi ad Abu Dhabi dal 4 al 6 dicembre. Due appuntamenti che, già nelle scorse settimane, erano finiti al centro delle discussioni per le tensioni nell’area.

Imola resta un’alternativa?

Tra le ipotesi circolate nelle ultime settimane c’è quella di un finale di stagione in Europa, con Imola indicata dalla stampa come possibile alternativa agli appuntamenti mediorientali. Il circuito italiano sarebbe quindi una soluzione da tenere in considerazione qualora le condizioni non consentissero di disputare regolarmente le gare previste.

Al momento, però, non bisogna confondere le indiscrezioni con una decisione ufficiale. L’attacco alla sede Aramco aumenta le preoccupazioni, ma non costituisce da solo una conferma della cancellazione del Gran Premio del Qatar.

Le prossime valutazioni della Formula 1 e della FIA saranno decisive per capire se il calendario resterà invariato. Con novembre sempre più vicino, la priorità resta garantire la sicurezza di tutte le persone coinvolte.

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