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F1 | Ferrari, il paradosso di Austin: Leclerc perde sei decimi sul dritto

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La SF-26 si dimostra competitiva nelle curve del Circuit of The Americas, ma la telemetria evidenzia un importante deficit di velocità sui rettilinei. Gli aggiornamenti aerodinamici sembrano promettenti, ma resta da capire l’origine della perdita.

La Ferrari ha iniziato con segnali incoraggianti il weekend del Gran Premio degli Stati Uniti 2026, ma dietro la competitività mostrata da Charles Leclerc nelle prove libere emerge un aspetto da approfondire: la velocità sul dritto. La telemetria della FP1 evidenzia una perdita di circa sei decimi nel tratto compreso tra curva 8 e curva 12 rispetto a Max Verstappen, nonostante la SF-26 abbia mostrato un buon comportamento nelle sezioni più tecniche.

Ferrari convincente nelle curve

Il primo riscontro positivo arriva dal rendimento della monoposto nei cambi di direzione. La Ferrari appare stabile e precisa nella sequenza delle esses, dove Leclerc riesce a sfruttare efficacemente il carico aerodinamico e l’aderenza della vettura. Una caratteristica importante su un circuito impegnativo come quello di Austin, che alterna curve veloci, frenate intense e lunghi rettilinei.

La differenza emerge però quando si passa ai tratti in piena accelerazione. Secondo l’analisi telemetrica pubblicata da ScuderiaFans, Leclerc ha registrato velocità inferiori a quelle di Verstappen in diversi punti del circuito, con un divario che arriva a 18 km/h sul lungo rettilineo posteriore. Nel tratto tra curva 8 e curva 12, la perdita cronometrica indicata è di 0,558 secondi.

Aggiornamenti e gestione dell’energia

La Scuderia è arrivata in Texas con un pacchetto di aggiornamenti che comprende modifiche al fondo, alle pance laterali e al diffusore. Le prime indicazioni suggeriscono un miglioramento del comportamento aerodinamico, ma il vantaggio nelle curve potrebbe accompagnarsi a un compromesso sui rettilinei.

Tra le possibili spiegazioni rientrano una maggiore resistenza aerodinamica e una diversa distribuzione dell’energia disponibile durante il giro. L’ipotesi è che la Ferrari privilegi l’accelerazione in uscita dalle curve, sacrificando parte della velocità nelle fasi successive. Si tratta, tuttavia, di interpretazioni della telemetria: non ci sono elementi sufficienti per individuare una causa definitiva.

Un venerdì positivo, ma non basta

I risultati confermano comunque la competitività della SF-26: Leclerc ha chiuso davanti a tutti sia la FP1, in 1:36.052, sia la FP2, in 1:35.291, precedendo Kimi Antonelli e Verstappen nella seconda sessione.

Il quadro resta quindi interessante: Ferrari sembra avere una buona base nelle curve, ma dovrà capire come limitare il deficit sul dritto. Le qualifiche saranno un primo banco di prova per valutare se gli aggiornamenti potranno garantire un equilibrio più efficace sull’intero giro.

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