F1 | 500° Gran Premio per la Sauber: dalla costruzione dei semafori alla Formula 1.

F1 | 500° Gran Premio per la Sauber: dalla costruzione dei semafori alla Formula 1.

12 Novembre 2020 0 Di Nicola Cobucci
Tempo di lettura: 5 Minuti

Il Gran Premio di Turchia sarà la 500° gara di Formula 1 del team Sauber, un’altra pagina importante della storia della scuderia di Hinwill. Dal Gran Premio del Sud Africa del 1993, gara d’esordio, alla gara di questo fine settimana a Istanbul, in cui gareggerà sotto l’attuale denominazione di Alfa Romeo Racing ORLEN, il team svizzero ha sempre rappresentato impegno, passione ed eccellenza tecnologica.

Nell’esclusivo club delle 500 gare sono iscritti alcuni dei nomi più storici di questo sport – solo Ferrari, McLaren e Williams hanno superato la 500 gare in Formula Uno. 500 gare rappresentano quasi la metà delle 1032 gare totali di F1. Come ricorda la stessa scuderia nella nota diffusa ai media, queste 500 gare sono il risultato del lavoro, dell’impegno e della dedizione di centinaia di dipendenti che, dal 1993, hanno costruito la squadra portandola dove è oggi. Fatto curioso è che uno di questi dipendenti è stato proprio il direttore sportivo, Beat Zehnder, che si è distinto per aver partecipato a ciascuno di questi 500 eventi, da quel giorno a Kyalami ha perso una sola sessione, un FP1, a testimonianza della sua dedizione alla causa Sauber.

Ma facciamo velocemente un passo indietro, a quello che è stata la Sauber prima di quel 1993. Tutto parte dagli anni ’70 e dalle cronoscalate. Già, perché il giovane Peter, residente in Svizzera, è fortemente limitato dal luogo in cui vive. Nel continente elvetico, infatti, le gare sono vietate a seguito della gravissima tragedia avvenuta alla 24 ore di Le Mans nel 1955 in cui persero la vita 84 persone. Pertanto le unite gare consentite erano le cronoscalate. Così Peter decise di costruire la sua prima vettura, la Sauber C1 – dove la C sta per il nome di sua moglie Christiane – e di competere, pur continuando a portare avanti il suo business familiare di semafori e illuminazioni stradali. Nel 1982, con la nascita nel mondiale marche del “Gruppo C”, la Sauber iniziò a gareggiare nelle categorie prototipi, dapprima spinta dal motore Ford, poi costruendo un connubio storico con Mercedes che porterà la Sauber C9 alla vittoria della 24 Ore di Le Mans nel 1989.

Così, Peter Sauber decise di sbarcare con il suo team in Formula 1, sempre spinti dall’ala protettiva della Mercedes, nel 1993. La casa tedesca restò con il team elvetico per soli due anni, decidendo di spostarsi in McLaren a partite dal 1995. Nei primi anni, il team situato a Hinwil non raccolse grandi risultati, pur annoverando tra le sue file piloti del calibro di Heinz-Heireld Frentzen e Andrea De Cesaris. Il primo podio arrivò a Monza, nel 1995. A conquistarlo fu proprio il pilota tedesco, che riuscì a sfruttare i numerosi ritiri che condizionarono il Gran Premio d’Italia.

Il 95-96 fu un periodo di transizione in cui la Sauber montò motori Ford. Le cose cambiarono nel 1997, quando Peter riuscì a strappare un ottimo accordo con la Ferrari. Il team di Maranello avrebbe fornito u motori dell’anno precedenti, che venivano ribattezzati sotto lo sponsor malese della Petronas. Nonostante quest’accordo, le cose non migliorarono. La squadra continuava ad arrancare tra l’8° e il 6° posto in classifica alla fine dell’anno.

Il 2001 fu l’anno della svolta. L’ingaggio di due giovani promettenti come Nick Heidfeld e Kimi Raikkonen lanciò definitivamente la squadra in lotta per il quarto posto, alle spalle di Ferrari, McLaren e Williams. QuickNick riuscì a portare anche la C2 sul podio. 21 punti conquistati per il team, tanti quanti quelli delle tre stagione precedenti sommate. A fine stagione Raikkonen va via, si susseguono negli anni vari scambi e tra le file del team passano piloti del calibro di Jacques Villeneuve, Giancarlo Fisichella e il ritorno di Frentzen.

Nel 2006 il team – in grave crisi economica – venne ceduto al gruppo BMW, che continuò ad operare in Svizzera. Nasce così la BMW Sauber. I piloti, in un primo momento sono ancora Jacques Villeneuve e Nick Heidfeld. Ma il campione del mondo 1997 viene licenziato a metà stagione, dando via libera a Robert Kubica, che diventa il primo pilota polacco nella storia della Formula 1. Nel 2007 ci fu un’apparizione anche per Sebastian Vettel, che prese il posto di Robert a seguito dello spaventoso incidente di quest’ultimo a Montreal.

epa01373811 Polish Formula One driver Robert Kubica of BMW Sauber celebrates on the podium after the Grand Prix of Canada, in Montreal, Canada, 08 June 2008. ASNA-EPA / JENS BUETTNER / PAL

Montreal che rappresenta gioia e dolore, perché un anno più tardi (2008) , in quella che è probabilmente la miglior annata di sempre per il team di Peter Sauber arriva la prima – e ad oggi unica – vittoria in Formula 1. E il caso voglia che a vincere fosse proprio Robert Kubica. Alla fine del 2009 il team tornò in mano a Peter Sauber, che riallacciò i contatti con la Ferrari e ottenne nuovamente i motori dalla scuderia di Maranello. È sicuramente un passo indietro rispetto al periodo 2007-2009, perché ora la Sauber non è più capace di lottare per la vittoria. Ma spinta dalla velocità del giovane Perez e dell’aggressività di Kamui Kobayashi, nel 2012 si riesce nell’impresa di portare a casa quattro podi, tra cui una vittoria sfiorata in Malesia e una prestazione da urlo a Monza.

Dopo un discreto 2013, con il nuovo regolamento la Sauber precipita in fondo alla classifica, diventando costantemente la vettura più lenta della griglia, escluso il 2015. Anche la qualità dei piloti non è delle migliori. La svolta – ancora una volta – arriva dalla Ferrari, che offre alla Sauber un’importante sponsorizzazione da parte di Alfa Romeo, con una maggiore collaborazione e la promessa di un sedile riservato ad un pilota della Ferrari Driver Academy. Arriva così in “Alfa Sauber” il campione della Formula 2 2017 Charles Leclerc. Nel 2019, con l’approdo del pilota monegasco in Ferrari, in Alfa Sauber c’è il ritorno di Kimi Raikkonen, affiancato ad Antonio Giovinazzi. Anche nel 2021 la coppia sarà composta dal finlandese e dall’italiano, che sui social mostrano spesso il loro ottimo rapporto.

Dopo aver raccontato la storia di un team che, partito dalle abilità imprenditoriali della persona di Peter Sauber, è riuscita a restare per anni in Formula 1, andiamo a vedere qualche numero che ha contraddistinto la scuderia elvetica, considerando anche gli anni con BMW. Quando pensi alla Sauber, oppure alla BMW Sauber, non si può non pensare a Nick Heidfeld. Il pilota tedesco ha disputato praticamente un quarto di tutti i Gran Premi in cui la Sauber ha partecipato. 125 Gran Premi conditi da 9 podi. Il più vincente, anzi l’unico vincente, è Robert Kubica. Il polacco ha conquistato la sua unica vittoria proprio con il team di Peter Sauber, nel periodo in cui la scuderia si chiamava BMW Sauber. 3 podi per Sergio Perez in due stagioni lo classificano sicuramente tra i migliori del team, tra le “icone”. Il messicano, alla fine del 2012 decise di approdare in McLaren, uscendo dalla Ferrari Driver Academy. Chissà cosa gli avrebbe riservato il futuro se fosse rimasto in Sauber anche nel 2013. Il pilota ad aver corso il maggior numero di Gran Premi sotto la denominazione ufficiale di Sauber è però Marcus Ericsson, 81 GP senza aver mai lasciato il segno. Menzione d’onore per Nico Hulkenberg e Jean Alesi, che a modo loro hanno lasciato il segno. Auguri Sauber per il tuo 500° Gran Premio e, come si dice in questi casi, altri 500!

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