Il vero Ayrton Senna.

Il vero Ayrton Senna.

12 Gennaio 2021 9 Di Nicola Sotgia

Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.

Ayrton Senna

La vettura di Ayrton dopo il tragico incidente di Imola 94′

A volte capita che ti svegli e ripensi ad un sacco di cose, come è successo a me quest’oggi. Molto spesso sono pensieri volanti che non si ripresentano più durante l’arco della giornata, altre volte invece ci ragioni sopra. Ebbene, questa mattina ripensavo a come sarebbe potuta essere la Formula 1 se Ayrton non ci avesse mai lasciato. Ognuno di noi ha chiaramente una sua idea, come è normale che sia. Dal mio punto di vista, sono arrivato alla conclusione che Senna, forse, quel mondiale del 94′ lo avrebbe portato a casa. Certo, l’allora giovane Schumacher era in forma strabiliante e questo bisogna ammetterlo, ma probabilmente l’esperienza di Ayrton avrebbe fatto la differenza.

Analizzando con calma le cose, è si vero che il Brasiliano faticava nel gestire la sua Williams, ma si può comunque affermare che gli sviluppi lo avrebbero aiutato. Se Damon Hill fu capace di lottare con Schumacher fino all’ultima gara, questo lo si deve anche ai vari aggiornamenti che la scuderia di Sir Frank apportò alla vettura. Con una Williams così competitiva, Senna avrebbe sicuramente conquistato il quarto titolo. Purtroppo, quel terribile weekend di Imola ci ha tolto la possibilità di sapere come sarebbe andata a finire, lasciandoci in preda a dubbi e supposizioni. Il dolore e lo sconforto ha preso il sopravvento e, ancora oggi, la malinconia ci attanaglia.

E’ paradossale quando pensi a Michael e poi ad Ayrton. Due Leggende, così diverse eppure così simili. Tutti e due accomunati da quel talento speciale, dalla voglia di vincere. Uno, il Brasiliano, che aveva iniziato a correre disponendo di grandi risorse, l’altro che di infiniti capitali non ne aveva. Ognuno di noi appassionati deve tanto a queste due Icone del Motorsport. Essi, con le grandi vittorie Mondiali, ci hanno regalato momenti indimenticabili, attimi che fotografi con la mente e non li cancelli più. Io, che di Ayrton Senna sono un fan e ho solo 24 anni, posso chiaramente parlarvi di una speciale magia.

Senna e Schumacher festeggiano sul podio

La magia di Ayrton è unica. A distanza di anni non c’è un singolo tifoso che non lo ricordi. Che sia un poster nella propria cameretta, o una maglietta, oppure un cappellino, tutti hanno dei cimeli per celebrarlo. Dai ragazzini che non lo hanno mai visto correre fino ad arrivare agli appassionati della “Prima ora”, tutti sanno il significato del nome Ayrton Senna. Vittoria, bontà, passione, duro lavoro, lui significa tutto questo. Ricordo dei pomeriggi interi passati davanti allo schermo del Computer, a guardare video su video. La passione per la Formula 1 la devo anche a lui, anzi soprattutto a lui. E non importa se ci abbia lasciato due anni prima della mia nascita, per me è come se lo avessi visto correre dal vivo.

Molto spesso fatico anche a trovare i termini giusti, perchè a volte non puoi spiegare la passione, il tifo, l’ammirazione. Ecco, forse quest’ultima parola racchiude al meglio ciò che vorrei spiegarvi. Tutta la beneficenza nei confronti dei bisognosi, senza rendere nulla pubblico. Ayrton lo ammiro fortemente soprattutto per questo. Aveva un lato umano che pochi nel mondo hanno, sapeva di essere più fortunato rispetto ad altri e voleva dare loro maggiori possibilità per affrontare al meglio i problemi della vita. La sua Fondazione aiuta ancora oggi moltissime persone, soprattutto bambini, donando loro il bene più importante, quello dell’istruzione.

Fondazione Ayrton Senna

Vorrei rendervi partecipi di un bellissimo e significativo aneddoto, che forse non tutti conoscono. Una bellissima storia che racchiude tutta l’umanità di Senna. Per due volte, dopo le prove di Imola, Ayrton sparisce. Senza parlarne con nessuno, si dirige all’Ospedale Maggiore di Bologna. Gli hanno detto che un ragazzo ha bisogno di lui. Quel ragazzo si chiama Massimo. Il 4 Marzo 1990 ha un terribile incidente in moto, episodio che lo lascia paralizzato. Perde la facoltà della parola e deve fare uso della ventilazione assistita. Ha solamente 18 anni ed ama la Formula 1. Senna va in reparto e si siede di fianco a lui. Gli racconta tutto, la sua Carriera, gli inizi, le vittorie.

Quando va via registra delle cassette in cui parla, racconta le sue cose. Massimo, in coma vigile, ascolta tutto. Quelle parole gli tengono compagnia, lo rasserenano. Quando Senna ebbe l’incidente, il suo nuovo “amico” lo guardava alla Tv. Vide ogni cosa e quando sentì il rumore dell’elisoccorso con dentro il pilota Brasiliano, gli dedicò una preghiera. La mia speranza è che questo articolo vi abbia trasmesso le mie emozioni, la voglia di farvi conoscere Ayrton sotto un altro punto di vista, quello umano. Vi saluto con una frase, che rappresenta tutta l’essenza della vita di Senna.” I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità”.

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Appassionato della Formula 1 dei bei tempi.
Sempre al passo del Mondo d'oggi.