“Mexicanos, al grito de guerra!” – Le 3 vittorie messicane in F1

“Mexicanos, al grito de guerra!” – Le 3 vittorie messicane in F1

29 Gennaio 2021 0 Di Giacomo Gagliarducci
Tempo di lettura: 4 Minuti

“Mexicanos, al grito de guerra”, “messicani, al grido di guerra”, è il primo verso dell’inno messicano, un po’ il corrispettivo del nostro “Fratelli d’Italia”, ed è un primo verso che ci lascia ovviamente intendere la determinazione del popolo messicano, determinazione provata non solo in guerra ma anche negli sport.

In Formula 1 quell’inno, nella sua versione strumentale, è stato suonato tre volte per due diversi piloti. Uno ovviamente lo conosciamo bene: si tratta di Checo Perez che proprio lo scorso anno, al termine del Gran Premio di Sahkir e dopo una straordinaria rimonta dall’ultimo posto, ha conquistato la sua prima vittoria in carriera. L’altro è un nome che probabilmente in pochissimi conosceranno perché apparteneva al mondo delle corse di un tempo, stiamo parlando di Pedro Rodríguez, attivo in F1 dal 1963 al 1971.

Rodriguez era fratello maggiore di Ricardo Rodríguez, anche lui pilota di Formula 1, il primo pilota messicano a prendere parte ad un GP. Ricardo morì tragicamente durante le prove libere del Gran Premio del Messico del 1962, il suo Gran Premio di casa, alla guida di una Lotus. Quel Gran Premio si svolgeva in quello che all’epoca era il Magdalena Mixiuhca Circuit ma che oggi conosciamo con il nome di Autódromo Hermanos Rodríguez (autodromo fratelli Rodriguez), proprio quei Rodriguez.

Ma dei due Rodriguez quello più famoso è sicuramente Pedro, che fece il suo debutto in F1 dopo la morte del fratello, nel 1963 appunto. I due avevano anche corso insieme la 24h di Le Mans in tre diverse occasioni senza però mai riuscire a concludere la gara. Nel 1962, alla guida di una Ferrari Testarossa, furono costretti al ritiro dopo il cedimento del motore quando mancava circa un’ora alla fine dell’evento. Nel 1963 Pedro Rodriguez intraprese la sua carriera in Formula 1 correndo gare sporadiche fino al 1966 alla guida di Lotus e Ferrari. Nel 1967 entra stabilmente a far parte del circus come pilota Cooper vincendo il Gran Premio di apertura del campionato, quello del Sudafrica. Rodriguez scatta quinto in griglia ma riesce a vincere con un distacco di oltre 26 secondi sul secondo, mentre tutti gli altri piloti furono doppiati. L’inno Messicano suonò dunque per la prima volta…

La stagione continuò senza altre particolari gioie; nel 1968 corse quindi per la BRM conquistando tre podi. Bisognerà attendere il Gran Premio del Belgio del 1970, quarto round del mondiale, per poter ascoltare nuovamente le note dell’inno del Messico quando Rodriguez tagliererà per primo il traguardo su una BRM che non era assolutamente considerata come una possibile vincitrice: la vettura della scuderia inglese, infatti, montava un potente motore che consentiva un’accelerazione molto aggressiva che spesso il telaio non era in grado di gestire. Per far capire la potenza del motore montato dalla BRM P153 basta dire che quel giorno Rodriguez fece registrare la massima velocità media in gara mai segnata fino ad allora: 241 km/h.

Rodriguez fu un pilota a tutto tondo: corse anche in Can-Am, NASCAR e prese parte anche ad alcuni rally laureandosi campione nordamericano di corse su ghiaccio nel 1970. Ma il destino spesso è beffardo: in Germania, l’11 luglio 1971, durante una gara del Campionato Interserie, Pedro Rodriguez morì tragicamente al volante di una Ferrari 512M.

In 70 anni di F1 hanno corso solamente 6 piloti di nazionalità messicana. Un numero esiguo, che suona come una beffa per la popolazione che oggi conta ben 126 milioni di abitanti. Tuttavia nel 2020, come ben sappiamo, Sergio Perez, idolo di casa, ha riportato al Messico una vittoria nella massima serie del motorsport a ruote scoperte nel Gran Premio di Sakhir. Con quella vittoria, la terza in mano a messicani, Checo è diventato il primo pilota della storia della F1 a vincere un GP trovandosi ultimo al termine del primo giro…

Nel 2021 il pilota messicano siederà su una delle migliori monoposto del campionato: la Red Bull ha la potenzialità per vincere gare e Perez ha l’abilità per farlo. Non solo i numerosissimi tifosi messicani fanno il tifo per lui ma anche una grandissima fetta dei fans della F1. Inutile dire che stiamo aspettando che, ancora una volta, l’inno messicano suoni su quel podio…

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