Max Verstappen, secondo al termine della sprint race

I commissari hanno scelto di non indagare Verstappen senza consultare la telecamera di bordo

Posted by

Uno degli episodi più controversi dello scorso GP del Brasile è stato la decisione di non indagare Verstappen per la sua manovra difensiva su Hamilton. Decisione che, di fatto, è stata presa senza rivedere la sua telecamera di bordo.
 

Ancora una volta il Brasile ci ha regalato una gara emozionante, ciliegina sulla torta di un mondiale al cardiopalma. Ma il Brasile ci ha anche regalato una serie di penalità, multe e investigazioni che, in un modo o in un altro, hanno fatto storcere il naso ai tifosi. Tra questi rientra anche la mancata investigazione di Verstappen in seguito alla sua manovra difensiva su Hamilton.

 

Dinamica dell’incidente

La lotta tra i due contendenti al titolo si infiamma al 48° giro. Hamilton prova a passare Verstappen all’esterno di curva 4, percorrendo tale curva al fianco della Red Bull dell’olandese; tuttavia, in frenata, Verstappen allarga molto la traiettoria (quasi non considerando Hamilton), costringendo entrambi ad uscire di pista. L’incidente è stato notato dagli steward ma alla fine si è deciso di non indagare; ciò ha permesso a Verstappen di mantenere il comando della gara fino al 59° giro, quando Hamilton ha sferrato l’attacco decisivo nello stesso punto precedente. Questa volta però l’inglese ha portato a casa un sorpasso strepitoso che gli ha consentito di transitare per primo sotto la bandiera a scacchi.

Lewis Hamilton trionfante al termine del GP del Brasile

Nella storia della Formula 1 ci sono molti precedenti simili a questo episodio, alcuni dei quali si sono conclusi con una penalità ai danni del pilota responsabile dell’incidente; generalmente, ad eventi di questo genere hanno sempre fatto seguito cinque secondi di penalità da scontare a fine gara. Non è questo il caso di Verstappen, in quanto i commissari hanno giudicato regolare la manovra e, pertanto, hanno deciso di non investigare l’olandese.

Al termine del Gran Premio Michael Masi, direttore di gara della Formula 1, ha spiegato ai microfoni di the-race.com il motivo della decisione adottata nei confronti di Verstappen. L’australiano ha sottolineato che la decisione di non indagare Verstappen rientra nel principio di maggiore flessibilità abbracciato dalla FIA in queste situazioni; principio condiviso da entrambe le fazioni interessate in questo episodio, in particolare dalla Red Bull, ferma sostenitrice della filosofia del “lasciamoli correre“.

 

Telecamera di bordo e telemetria

Ma non è tutto. Masi ha altresì spiegato che la decisione di non investigare Verstappen è avvenuta senza osservare la telecamera di bordo dell’olandese. I commissari, infatti, hanno subito notato l’incidente e hanno cominciato ad investigare utilizzando solamente la diretta televisiva, che in quel momento si avvaleva della ripresa aerea. Impossibile utilizzare la telecamera di bordo di Verstappen, che avrebbe fornito ulteriori dettagli, ma che in quel momento era rivolta verso il pilota. Questa ripresa, così come altre angolazioni non disponibili dal vivo, saranno fruibili in un secondo momento. “Ne abbiamo richiesto l’accesso ma ancora non lo abbiamo ottenuto” ha specificato Masi.

Poiché l’incidente non ha dato luogo ad un’indagine completa, i commissari non hanno nemmeno esaminato la telemetria dell’auto di Verstappen, che avrebbe fornito informazioni preziose circa la velocità di ingresso dell’olandese, il punto di frenata e gli input dello sterzo. Anche la radio non è stata esaminata, in quanto queste informazioni sono disponibili soltanto durante un’indagine che, nel caso di Verstappen, non è avvenuta.

 

Rispondi