Steiner risponde a Toto Wolff: Mick, senti che accuse!

Steiner risponde a Toto Wolff: Mick, senti che accuse!

23 Aprile 2023 0 Di Giuseppe Ruffo

Lo scontro fra i due team principal anima la pausa pre Baku. In casa Haas l’ombra di Schumacher pesa ancora tanto.

Le parole di Toto Wolff sul trattamento riservato da Steiner al suo terzo pilota Mick Schumacker non sono passate per nulla sotto traccia, tanto che il team principal Haas ha deciso di controbattere usando la sua famosissima ironia pungente.

“Quello che devo dire a Toto è che se mio padre fosse stato nel paddock, non avrebbe avuto il coraggio di dirmi quello che mi ha detto. Non è stato facile gestire la situazione di Mick a causa di tutta la pressione che c’era per il suo cognome. Ha avuto gravi incidenti e non è stato facile da gestire per la squadra, ci sono stati molti danni”, ha detto Steiner in un’intervista a Sky Sports.

Lo scontro fra i due team principal anima la pausa pre Baku. In casa Haas l'ombra di Schumacher pesa ancora tanto.

“Dovevamo gestire il budget in modo diverso e non è stato facile. La Formula 1 ha margini di errore molto sottili e se non dimostri di avere la stoffa necessaria allora non meriti di guidare una monoposto.”

” Ci hanno fatto pressione per tenere Mick e hanno incolpato la squadra per le sue brutte prestazioni, cosa che non credo sia vera. Chi sceglie i piloti sono i team,e finora nessun pilota può scegliere prima la macchina che vuole guidare” ha poi insistito.

Steiner ha spiegato che è erroneo dire che lui non si sia curato del benessere di Schumacker, in quanto lui lo ha trattato come qualsiasi altro driver passato sotto la sua guida.

Lo scontro fra i due team principal anima la pausa pre Baku. In casa Haas l'ombra di Schumacher pesa ancora tanto.

Non ha senso dire che non mi sono preso abbastanza cura di Schumacher. Quando è riuscito a portare a termine ottime performance nessuno me ne ha riconosciuto il merito; per cui allo stesso modo le brutte prestazioni non sono imputabili alla mia persona. Non mi sarei mai aspettato che mi conferissero la colpa quando Mick ha avuto incidenti, il pilota è quello che deve segnare punti e non danneggiare la vettura.”

“La responsabilità del team è quella di dargli la macchina migliore possibile, perfettamente identica a quella del corrispettivo compagno di squadra”. ha concluso l’italo americano.

Più passa il tempo è piu stiamo realmente capendo quanto in casa Haas i rapporti erano incrinati.

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