La fine del mondiale sancisce l’inizio di numerose lotte politiche in ottica stagioni prossime e il team austriaco è già al centro di numerose polemiche.
Come da prassi per ogni week-end finale della stagione, nei giorni scorsi la F1 commission si è riunita per discutere dei temi più salienti in ottica mondiale 2024 e 2025.
A prendere banco sono stati argomenti come la modifica delle sprint race e l’eliminazione totale delle termocoperte; sebbene ad alimentare il malcontento dei team è ben altro.

Sembrerebbe passato sotto traccia, infatti, la tangibile preoccupazione delle squadre verso la recente stretta collaborazione fra Red Bull e Alpha Tauri (futura Racing Bulls).
Un radicale cambio di trend
Durante il periodo in cui la squadra correva sotto il nome di “Toro Rosso”, il team principal Franz Tost ha sempre tenuto particolarmente ad affermare l’indipendenza del team di Faenza, ma ultimamente questo intento sembra essere diventato di minore importanza.
Sembrerebbe , infatti, che a Faenza si vogliano acquistare quante più componenti possibili dalla “casa madre” per poter fare un sostanzioso passo in avanti in ottica mondiale.
Il rischio sarebbe quello di vedere in pista una sorta di copia carbone in stile RP20 nel 2020.

Per arginare questo rischio, si pensa di introdurre l’obbligo per le squadre di munirsi di gallerie del vento di proprietà e indipendenti ( Red Bull e Alpha Tauri attualmente la condividono).
Il peso politico di Horner

Se non si fosse capito, a spingere molto per questa collaborazione è lo stesso dirigente olandese. Oltre all’indiscrezione sul fatto che lui possa aver partecipato attivamente alla rebrand del team si dice , infatti, che egli voglia principalmente usare il team italiano come cartellone pubblicitario su ruote: probabilmente la strategia di marketing più costosa della storia.
ambizioso, perfezionista e in cerca di migliorarsi costantemente.

