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La storia di Maserati in F1

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Ripercorriamo insieme la storia di un grandissimo marchio italiano di corse nel suo percorso nella F1: Maserati.

La Maserati ha origini nei sogni di Alfieri, Ernesto ed Ettore, che fondano “Officine Alfieri Maserati”. Il logo con il tridente, disegnato dal fratello Mario, simboleggia l’unità dei tre fratelli, ispirandosi alla statua di Nettuno a Bologna, presente in piazza Maggiore.

I tre fratelli Maserati, con Alfieri appassionato di corse, portano la competizione nel loro DNA. Dopo essere stato pilota, Alfieri, deluso dalle prestazioni delle vetture esistenti, decide di costruire la sua nel 1921, segnando la nascita della scuderia. La prima vittoria avviene alla fine dell’anno, anche se la vettura utilizzava componenti di diverse aziende locali. Dopo una collaborazione con la Diatto, nel 1930 nasce la Maserati Tipo 26, segnando l’inizio della grande storia Maserati e conquistando la prima vittoria al Gran Premio di Tripoli con Borzacchini al volante.

La sua storia affronta una svolta nel tragico 1932 con la morte di Alfieri Maserati, causata da un’operazione rischiosa per salvare l’unico rene rimastogli dopo un incidente nel 1927. Bindo Maserati prende il comando, guidando il successo con la Tipo V5. Tazio Nuvolari contribuisce con vittorie nel 1933. Nonostante il successo economico, la concorrenza tedesca pone sfide, portando i fratelli a cedere la scuderia a Adolfo Orsi nel 1933.

Dopo sei anni di guerra, la Maserati risorge vincendo a Nizza. A Modena, l’ingegnere Alberto Massimino si unisce, rubato a Enzo Ferrari. I fratelli lasciano la società per fondare l’OSCA, concentrata sul design di auto stradali e partecipante a eventi come la Mille Miglia, la Targa Florio e quattro GP di Formula 1. Nonostante il successo, il patron Orsi affronta problemi con la ribellione degli operai nelle sue acciaierie, creando sfide per la Maserati.

Il debutto in F1

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Nel 1950, la Maserati debutta nella Formula 1, ma i problemi nelle acciaierie impediscono una vettura specifica. Debutto con la Maserati 4CLT nel Trofeo di Richmond a Goodwood, vincendo con Reg Parnell. Non ufficiale al mondiale, ma grande soddisfazione. La cura per i clienti evidenziata dalla partecipazione di 16 Maserati nella prima stagione di F1.

Nel 1952, con il ritiro dell’Alfa Romeo e l’introduzione delle macchine F2, la scuderia italiana sembra favorita al titolo mondiale con Fangio. Un incidente a Monza costa a Fangio l’intera stagione, dando spazio a Ferrari e Ascari. Nel 1953, Fangio si riprende con vittorie al Gran Premio d’Italia e al Gran Premio Città di Modena. La Maserati A6CGM si congeda dalla F1 con rispettabili risultati, mentre a Modena si progetta la macchina del futuro.

Nel Gran Premio d’Argentina, debutta la celebre Maserati 250F. Fangio guida l’auto nelle prime due gare, trionfando a Buenos Aires e Spa-Francorchamps, prima di passare a Mercedes. Stirling Moss subentra come prima guida e vince a Pescara, Goodwood, Oulton e Aintree, ma le vittorie non contano nel mondiale. Nel 1956, dopo il dominio di Fangio e Mercedes nel 1955, le tragedie di Monza e Le Mans portano cambiamenti nel panorama automobilistico. Ferrari e Maserati guidano il mondiale, come previsto.

Nel 1956, Ferrari e Maserati si sfidano. Moss guida la Maserati, mentre l’ex Fangio è con la Ferrari. A Monza, Fangio vince il quarto mondiale grazie a un gesto nobile di Collins, battendo Moss e la Maserati. Una sconfitta temporanea, ma solo questione di tempo.

Nel 1957, la Maserati accoglie Fangio, vincitore di quattro mondiali, che domina con la 250F, vincendo in Argentina, Montecarlo e Francia. Anche se ritira a Silverstone, la vittoria di Moss non basta contro Fangio sulla pista magica del Nurburgring. Partendo con una tattica audace, Fangio supera le Ferrari vincendo la gara e il suo quinto titolo. Nonostante il team festeggi il successo, il titolo costruttori arriva solo l’anno successivo.

Tra il 1997 e il 1999, la Ferrari acquisisce la Maserati, formando una collaborazione. Oggi, questo marchio brilla con modelli stradali di straordinaria bellezza, ma spesso la storia automobilistica italiana si concentra sulla Ferrari, dimenticando il contributo significativo della Maserati. Un costruttore che, sebbene abbia prosperato in un’epoca di sedili in pelle, volanti in legno e carrozzerie distintive, ha comunque segnato la storia dell’automobilismo con la semplicemente bella Maserati 250F.

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