“Il tempio della velocità”: è questo il soprannome con cui tutti gli appassionati di motori conoscono l’Autodromo Internazionale di Monza. Il circuito è una delle piste storiche della F1: l’autodromo, infatti, a partire dal 1950 ha ospitato tutte le edizioni del GP d’Italia (ad eccezione dell’anno 1980 dove il GP si corse ad Imola). Il tracciato italiano, inoltre, è il terzo tracciato permanente più antico del mondo dopo quello di Brooklands ed Indianapolis.
I lavori per la sua costruzione iniziarono il 15 Maggio del 1922 e la sua inaugurazione avvenne nel settembre dello stesso anno. La configurazione originale della pista prevedeva un anello ovale di 4,5 km e una pista di 5,5 compresa di sette curve: le prime edizioni del GP prevedevano infatti l’utilizzo separato o contemporaneo di entrambe le configurazioni.
Le modifiche alla pista nel corso degli anni
Al 1935, con il circuito Florio, abbiamo l’introduzione delle prime chicanes: un intervento significativo in rispostaai tragici incidenti del 1928 e del 1933. Nel 1939 ci fu invece l’eliminazione dell’anello ovale e la sostituzione della Curva Sud con le “Curve del Porfido”. Queste ultime vennero poi sostituite nel 1955 da quella che è conosciuta da tutti gli appassionati come la “Curva Parabolica”; venne ,inoltre, riprogettato un anello ovale di 4,2 km che fece ritornare il tracciato ad avere una lunghezza totale di 10 km.
L’anello ovale persistette fino al 1971 in quanto le velocità medie stavano gradualmente aumentando fino ai 240 km/h. Vennero apposte ulteriori chicane e, nel 1976, tre varianti sul rettilineo dei box e sulle curve della Roggia e Ascari (intitolata al pilota che perse la vita sul circuito brianzolo). Gli interventi sul tracciato proseguirono fino al 2014: in particolare ci fu la diminuzione del raggio delle due curve di Lesmo e il rifacimento della variante sul rettilineo dei box.
Il giro ideale di Monza… e qualche statistica
Il tracciato odierno presenta 11 curve con molte zone tecniche per i piloti. Alla fine del rettilineo troviamo la Variante Goodyear (o prima variante) dove si passa in brevissimo tempo dall’ottava alla seconda marcia. All’uscita arriviamo sulla Curva Grande per arrivare poi alla seconda variante, quella della Roggia: si passa da ottava a terza marcia. E’ il momento delle Lesmo: quarta marcia per la prima, quinta per la seconda. Secondo rettilineo per arrivare alla variante Ascari in quarta marcia. Il terzo e ultimo rettilineo porta alla curva 11, la Parabolica da percorrere in quinta marcia per arrivare con tanta velocità sul rettilineo principale.
Quella di Monza è una pista a basso carico aerodinamico. La velocità media attuale di un singolo giro si aggira tra i 260 e i 270 km/h; con l’apertura del DRS le vetture possono raggiungere anche i 350 km/h sui rettilinei (da qui il soprannome “il tempio della velocità”). Il record assoluto sul giro secco lo detiene dal 2020 Lewis Hamilton in 1:18”887. I piloti con il maggior numero di vittorie sul circuito di Monza sono lo stesso Hamilton e Schumacher con cinque ciascuno e Nelson Piquet con quattro.

