Per la prima volta in stagione la Ferrari si è comportata da terza forza. Leclerc ha limitato i danni con il quarto posto finale, ma cosa non ha funzionato? Scopriamolo insieme.
Tutti si aspettavano una Ferrari seconda forza in quel di Shangai, così com’è stato nelle prime quattro gare stagionali. In Cina invece, non solo la scuderia di Maranello si è preso il distacco più importante dal Bahrain, ma è stata addirittura battuta dalla McLaren di Lando Norris.
Il pilota britannico, a cui manca probabilmente un po’ di freddezza in più per fare il grande salto, si dimostra ancora una volta uno dei migliori piloti per quanto riguarda la capacità di “fare passo” in gara. Senza particolari pressioni, Norris è riuscito a chiudere in seconda posizione e a mettersi alle spalle anche la Red Bull di uno sfortunato – ma non solo – Sergio Perez.

Ferrari ha sofferto, questa volta anche in gara, nel portare in temperatura le gomme. Ma non solo: a Shangai è mancata anche la performance su gomma dura. La SF-24 non è stata mai messa in grado di far funzionare gli pneumatici nella giusta finestra d’esercizio. Il risultato è ben sintetizzato da un team radio di Charles Leclerc, che durante l’ultimo stint si è aperto con Xavi per tirar fuori uno sconsolato “siamo così lenti”.
Con la media meglio che con la hard
Leclerc parte nel traffico, di conseguenza non abbiamo una vera e propria considerazione del passo che il monegasco è riuscito a mostrare con gomma media. Evidente però la difficoltà di Leclerc ad accendere gli pneumatici più medi: il 16 riesce a pareggiare i tempi di Norris solo al 7° giro.

La performance con le medie non è mancata: ricordiamo che, a causa della deludente qualifica, Leclerc partiva sesto. Inoltre, le scaramucce con Sainz al via, gli hanno fatto perdere la posizione a favore di Russell e di conseguenza altri secondi preziosi. Alla fine del primo stint il distacco medio su Norris è di circa 2 decimi a favore del 4 della McLaren.

Il vero “disastro” Ferrari c’è stato sicuramente con le gomme hard. Dopo la Safety Car, Leclerc si ritrova in terza posizione alle spalle di Max Verstappen e Lando Norris. Così facendo, gli effetti della qualifica sono stati praticamente annullati. Se Leclerc avesse avuto più passo, sarebbe rimasto lì con Norris.
Invece Leclerc fatica, e molto, a portare in temperatura gli pneumatici. Ci vogliono altri 9 giri, in cui perde la bellezza di circa 6 decimi al giro da Norris, prima di accendere le hard. Con il britannico a 5 secondi, le speranze di podio sono andate a farsi benedire.

Mandate in temperatura le gomme, tuttavia, la situazione non è migliorata poi così tanto. Sulle hard è mancata la performance pura. Il grip. Il distacco dal solo Norris, considerando il solo stint finale, è di quasi 4 decimi al giro. Tanti. Troppi.

Conclusioni: assetto sbagliato per Ferrari? Si poteva fare di più?
Non avremo mai la controprova, ma l’impressione è che si sia andati ancora una volta troppo conservativi dopo la sprint al fine di proteggere gli pneumatici. Questa volta, seppur di degrado non sia parlato, l’energia era così ridotta da non riuscire ad accendere le gomme. Inoltre, Ferrari è stato uno dei pochi team a presentarsi con un carico aerodinamico ridotto, scaricando e difendendosi bene nel terzo settore. Carico aerodinamico che è stato di vitale importanza per McLaren, che si aspettava di soffrire ed esce da Shangai con il miglior weekend stagionale. La coperta è corta, nonostante la “finestra” sia ancora piccola. Urgono aggiornamenti, ma a Miami anche il meteo – con temperature più alte – potrebbe dare una mano a Ferrari.

