Finale molto deludente per Ferrai nella 6h di Imola svoltasi nella giornata di ieri. La maggior parte della colpa può essere attribuita al muretto del team di Maranello. Questo perché gli uomini del cavallino hanno ritardato l’entrata al box per le loro vetture. Infatti, Porsche e Toyota avevano montato le gomme wet fin dall’inizio della pioggia. Le tre Ferrari, invece, erano rimaste in pista con le slick. La situazione poi è andata peggiorando per via della pioggia che aumentava.
Il primo a parlare è stato Giuliano Salvi, Ingegnere-Manager di gara per Ferrari. A seguire Antonello Coletta, capo del reparto Endurance di Ferrari.
Le parole di Salvi
Salvi che inizia dicendo: “Le informazioni che avevamo si sono rivelate chiaramente sbagliate perché secondo il meteo doveva venire a piovere molto prima. Quando sono cominciate a scendere le prime gocce non pensavamo che potesse intensificarsi così tanto e, parlando coi piloti, pareva che la parte critica fosse solo il terzo settore, mentre nei primi due si potesse continuare tranquillamente con le slick”.
“In quel momento ormai non credevamo più alle previsioni del radar, ma sembrava che la situazione fosse gestibile. Abbiamo detto ai piloti di prendersi cura delle gomme nella prima parte di gara in previsione di una eventuale pioggia, per questo siamo riusciti a fare tre stint con gli stessi pneumatici”.
“Ci siamo fidati troppo delle previsioni, senza guardare bene cosa accadeva intorno a noi. Purtroppo non è andata bene e va detto che bisognerà rivedere la nostra catena di comunicazioni. E’ stato chiaramente un errore, non c’è molto da aggiungere, se non che ci siamo basati su uno scenario sbagliato”.
Quindi, la grande motivazione per questo fallimento, secondo Salvi, è la mancata fiducia in quello che succedeva all’esterno. Troppa, invece, nelle previsioni, che si sono rivelate errate.

Alcune colpe sono da attribuire anche ai piloti. Prendiamo in considerazione James Calado. L’inglese, attraverso un team radio, si è mostrato positivo sulle condizioni della pista. Quest’ultimo ha detto, in un breve team radio: “Cambiare gomme? Per me no, si guida bene”. Alla fine, l’affermazione di Calado, guardando i tempi, si è rivelata sbagliata. Infatti, Porsche e Toyota giravano tra li 8 e i 10 secondi più veloce di Ferrari.
A proposito Salvi dice: “James ci ha dato il suo punto di vista e sappiamo che il pilota a volte capisce meglio cosa sta succedendo. Non penso che si debba puntare il dito contro qualcosa o qualcuno, siamo un gruppo unito che è stato capace di vincere all’esordio a Le Mans lo scorso anno, mentre oggi siamo stati sconfitti e lo ammettiamo”.
“Il secondo errore, che ancora non è chiaro, è perché non sia stata adottata la strategia diversificata tra le vetture; dobbiamo rivedere tutte le procedure, analizzare con calma a casa ogni cosa e capire tutto prima di Spa. Si vince e si perde assieme, l’importante è che ognuno ora si metta ad analizzare i dettagli per migliorare, siamo tutti sulla stessa barca”.
Secondo errore di Ferrari, secondo Salvi, è la mancata strategia diversificata. Quest’ultima, invece, fatta mentre la pista si asciugava. Su questa scelta Salvi si dice soddisfatto, elogiando anche passo e gestione gomme delle Ferrari.
Continuando, l’uomo del cavallino, dice: “Quando la pista ha iniziato ad asciugarsi penso che siamo stati bravi nella strategia, tant’è che abbiamo recuperato posizioni nel finale. Prima no, ma a quel punto la situazione era ormai compromessa. Fin da lunedì mattina ci metteremo a studiare cosa possiamo migliorare per tornare più forti a Spa, sono sicuro al 100% che sarà così”.
“Dal punto di vista del set-up siamo andati molto bene, gestendo ottimamente il consumo delle gomme. Anche questo ci ha tratti in inganno perché i piloti erano contenti e c’era la possibilità di andare avanti con le medesime coperture. L’errore c’è stato e lo ammettiamo, non vogliamo nasconderci”.
“Dopo il Qatar comunque siamo riusciti a lavorare molto bene sulla macchina sviluppandola al meglio, qui si è visto bene sull’asciutto quando è stato necessario spingere. Anche ciò fa male perché c’erano tutte le possibilità di fare bene”.
Le parole di Coletta
Antonello Coletta, come Salvi, è molto deluso dal risultato della fara. Su questo il capo Endurance di Ferrari dice: “Il risultato non è stato quello atteso, dopo aver dimostrato nei giorni precedenti il grande potenziale delle nostre 499P. La gara, quando è arrivata la pioggia, è stata condizionata dall’errore di non aver differenziato le strategie tra le tre vetture che fino a quel momento erano state protagoniste”.
“La delusione si unisce al rammarico di non aver regalato la meritata gioia ai tantissimi Tifosi giunti a Imola che, ancora una volta, hanno dimostrato il loro grande affetto per la Ferrari e la passione per il nostro impegno nella top class dell’endurance”.
Non mancano i complimenti che, in questo caso, sono per la Ferrari #83. Coletta infatti conclude dicendo: “Tra le note positive, senza dubbio, voglio sottolineare il successo tra i team indipendenti di AF Corse, il primo ottenuto dalla 499P #83 alla seconda partecipazione iridata”.

