Alex Albon nel suo box durante il GP del Giappone

Albon supporta un cambio radicale delle qualifiche

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Albon sostiene che ci possa essere una soluzione per le problematiche viste durante le qualifiche e propone la sua idea.

Alexander Albon, pilota della Williams, sostiene che ci possano essere delle soluzioni per gli screzi a cui spesso si assiste durante le qualifiche in Formula 1. Dopo il Gran Premio di Cina e gli avvenimenti visti durante le qualifiche, propone la sua idea ai microfoni: introdurre lo split-qualifying in F1, così da poter prevenire questi “giochetti” per le posizioni in griglia.

Non è la prima volta che la Formula 1 si interfaccia con questi contrasti che avvengono durante le sessioni delle qualifiche. Ma un momento preciso è stato ben inquadrato dai riflettori durante il Gran Premio a Shanghai. È stato notato che Nico Hulkenberg, pilota della Haas, ha accelerato nella sezione lenta della pit-lane; è stato quindi richiamato e ripreso dagli steward della FIA.

Il pilota Albon ha quindi fatto partire un team radio in cui evidenziava l’accaduto. “L’ho detto per assicurarmi che Nico Hulkenberg non fosse uscito davanti a me. Normalmente, Kevin Magnussen e Nico Hulkenberg amano tirare fuori i gomiti, quindi era più solo per tenerli sotto controllo.”

Alexander Albon ha però ammesso che queste cose accadono e continueranno accadere. Dopotutto si cerca di ottenere le massime prestazioni in un singolo giro, quindi gli errori sono ammissibili.Accadrà ancora e sta accadendo sempre di più. Sapete che abbiamo questo tempo delta minimo ora e Suzuka e qui in Cina, tutti lo stanno eseguendo al minimo cercando di essere il più lento possibile.”

Alex Albon sulla sua FW46, pilota della Williams, durante le qualifiche del Gran Premio del Giappone 2024, in pit-lane.
Alex Albon, pilota della Williams, in pit-lane durante le qualifiche del Gran Premio del Giappone 2024

“Sono sempre stato appassionato l’idea di fare le spit-qualifying”

Il pilota Alexander Albon, spiega il perché di questi frequenti screzi durante la qualifiche. Dichiara quindi che ottenere una posizione ottimale alla coda della pit-lane, successivamente in pista, è un equilibrio difficile da conquistare. Ed è proprio la conquista di questo equilibrio che crea “una sorta di gioco” tra i team.

Aggiunge inoltre un punto di vista riguardo la posizione dei box del suo team. “Crea solo un po’ di confusione. Ma è ok. Non mi dispiace perché siamo circa nel mezzo, quindi possiamo essere un po’ selettivi quando usciamo.”

Parlando invece dei top team, aggiunge. “Ovviamente, per una squadra di alto livello, è un problema più grande, ma saranno comunque veloci, quindi non importa”, con un pizzico di ironia.

La soluzione proposta nel pilota sarebbero proprio le qualifiche divise, riconoscendo così il numero di vetture come problematica. “Sono sempre stato appassionato l’idea di fare una qualifica suddivisa. Q1 in due gruppi e ci saremmo sbarazzati dell’Austria, la questione Red Bull Ring.” Sottolineando così che la problematica si riscontra maggiormente nei circuiti di dimensioni ridotte.

“Quando le piste sono abbastanza grandi, non credo che ne abbiamo bisogno, come Silverstone o Spa, per esempio”

“Si potrebbe rendere il Q1 più breve e tutti hanno lo stesso tempo come Q2 e basta uscire e fare il giro ma forse questa è un’idea stupida.”

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