La possibile introduzione di un sistema a charter potrebbe mettere in forte difficoltà il team PREMA al debutto nella categoria
Ormai lo sappiamo, il team PREMA debutterà in Indycar a partire dalla prossima stagione portando il numero di auto da 27 a 29. Questo, oltre a portare molti benefici alla categoria, porta alcuni problemi.
Infatti, alcuni circuiti attualmente in calendario, ad esempio Toronto, non hanno più di 27 piazzole di sosta ai box a disposizione.
Cos è un charter?
Si parla da tempo che l’Indycar stia formulando un sistema di charter con i team, un charter sarebbe un sistema di accesso sicuro alla gara. Secondo Marshall Pruett, l’Indycar entro fine mese prevede di rilasciare 25 charter ai team attuali. Oltre a questo, intende mettere un limite di 27 auto sulla sua griglia di partenza nella maggior parte delle sue gare.
Con 27 auto a tempo pieno nel 2024 e una forte probabilità che quel numero si protragga nel 2025, PREMA sarebbe la 28a e la 29a iscritta, lasciando le sue auto e le due ultime entrate di Chip Ganassi Racing a competere regolarmente per il 26° e il 27° posto di partenza.
Senza charter, PREMA dovrà affrontare una battaglia in salita per superare le auto di Ganassi. Il CEO di PREMA Indycar Piers Phillips si sta impegnando a cercare un venditore una volta che i charter saranno stati emessi.
Prema cerca soluzioni
Sempre secondo Pruett, si dice che PREMA abbia offerto $ 1 milione per charter, questo sarebbe il primo tentativo noto di acquisto. Il proprietario di un team che ha ricevuto una richiesta e un’offerta, e ha chiesto di non essere identificato, ha ritenuto che il numero dovesse essere almeno 10 volte superiore a quello proposto.
Alcuni team Indycar hanno espresso privatamente frustrazione, in relazione agli sforzi di PREMA nel reclutare personale all’interno del paddock, ma Phillips ha respinto tali accuse.
“Posso dirvi categoricamente che la mia bussola morale punta a nord e non farei una cosa del genere a nessun altro, abbiamo ricevuto interesse a livello globale, non solo dalla Indycar, ma anche dalla F1, dalla F2, dalla NASCAR, dalla LMDH, da ogni tipo di società di ingegneria.”
“Non abbiamo bisogno di contattare le persone. Come potete immaginare, molti dei contatti che abbiamo ricevuto sono stati cancellati perché non porteranno l’energia che voglio all’organizzazione. Ma non abbiamo contattato personale di nessuna squadra, ve lo posso assicurare, al 100%.”
In attesa di un annuncio ufficiale, queste supposizioni potrebbero creare non poche difficoltà al team itlaiano.

