Lando Norris McLaren Miami

Lando Norris, 110 GP per entrare nell’Olimpo dei vittoriosi della F1

Dopo cinque anni dal debutto in Formula 1, Lando Norris conquista finalmente il suo primo trionfo

What a journey, direbbero gli anglofoni. Un percorso, quello di Lando Norris, arrivato alla sua conclusione domenica, nelle strade cittadine di Miami. La prima vittoria in Formula 1 non è mai facile da ottenere, soprattutto se non hai a disposizione una vettura competitiva. Un punto di cui la McLaren è perfettamente conscia, così come delle sirene che vedrebbero il proprio pilota tra le scelte di Helmut Marko. Un trionfo quasi inaspettato, visto il risultato delle qualifiche del sabato.

Eppure, Norris ci ha sempre creduto, anche quando le cose sembravano difficili. Un match point, usando il gergo tennistico, da non fallire assolutamente, almeno non questa volta, evitando il replay di Sochi 2020. Quando i pianeti si allineano, succede sempre qualcosa di eccezionale e, stavolta, a piazzare la navicella spaziale sul gradino più alto del podio è stato proprio lui.

Lando Norris, vincitore del GP di Miami 2024
Lando Norris viene festeggiato dai meccanici McLaren

Il viaggio di Lando Norris

Un viaggio partito da lontano e diretto da papà Adam che, quasi come fosse il comandante del volo, ha indicato la strada maestra. Un uomo, un mentore, capace di lasciare i suoi affari lavorativi per poter seguire la carriera del figlio. Quel percorso, iniziato dai kart e conclusosi, in un certo senso, a Miami, lascia in eredità al giovane Lando tante cose. Simbolicamente, per il nativo di Bristol, è ora di volare da solo.

Per prima cosa, il numero quattro della McLaren ha imparato il significato della parola resilienza. Quella ricerca della prima vittoria in Formula 1 lo ha plasmato, creandogli una sorta di corazza protettiva. Quando tutti ti chiamano “Lando NoWins” (tradotto, Lando zero vittorie) devi fare finta di niente, ascoltare e poi dimenticare in fretta. Una pressione troppo grande da sopportare, tanto da creargli dei turbinii nella mente.

Però, passo dopo passo, Lando Norris è riuscito a ricostruire quella fiducia necessaria per poter andare avanti. E poco importa dei commenti sui social o delle voci riecheggianti nel paddock. Poi, quel numero 110 sarà lo stimolo giusto per non fermarsi. Una cifra speciale, trasformatasi da ossessione ad apripista della felicità. Dopo Miami, il viaggio andrà spedito in “business class”.

Dopo cinque anni dal debutto in Formula 1, Lando Norris conquista finalmente il suo primo trionfo: vivi il viaggio attraverso questo articolo.

La prima volta non si scorda mai

Lando Norris è un vincitore di Gran Premi. Sì, avete capito bene.

Adesso può orgogliosamente considerarsi parte di quel gruppo di grandi Leggende. Da Senna a Schumacher, passando per Prost, Lauda; per non citare Vettel, Hamilton e Verstappen… giusto per citarne alcuni; giusto qualche nome ecco.

Chissà cosa deve aver pensato Lando. “Sono lì, sono con loro“.

Emozioni. Palpitazioni. Brividi.

Ora Lando ha conquistato la tanto agognata prima vittoria; qualcosa che resterà impressa per sempre, che nessuno gli potrà portare via.

Immaginiamo la scena; in parte l’abbiamo vista.

Norris percorre ripetutamente il circuito di Miami, giro dopo giro. Di giri iniziano a mancarne sempre meno. Lo sappiamo noi spettatori, lo sa il team, lo sa il suo ingegnere che fa il conto alla rovescia. Lo sa Verstappen dietro, lo sa Lando.

Un conto alla rovescia è sempre esaltante, avete presente quello a capodanno? Ecco, se quello è veloce, quello che sentiva all’orecchio Lando è stato molto più lungo, molto più angosciante. Cuore a mille, respiro affannato.

Consapevolezza.

Consapevolezza di esserci vicino stavolta, dannatamente vicino. La prima vittoria in carriera è sempre più vicina, giro dopo giro.

Tutto quello per cui ha lavorato da quando era poco più di un ragazzino si sta avverando. E niente di meno è riuscito a tenere dietro l’amico Max, con una vettura per giunta inferiore. Mica male insomma.

Pensieri su pensieri.

Ora più che mai, però, è vietato fare errori. C’è troppo in ballo.

Il suo ingegnere gli sussurra “ultimo giro“.

Fondamentale restare concentrati, freddi.

Le curve iniziano a diminuire; ne mancano quattro, tre, due, una.

Bandiera a scacchi.

You did it“. “Ce l’hai fatta“, gli urla l’ingegnere.

Felicità, soddisfazione, liberazione.

Sono grida di gioia quelle che escono da Lando.

Dopo il traguardo diversi piloti gli si affiancano e lo applaudano. Il primo su tutti è Lewis Hamilton. Leggenda e connazionale di Norris. Torna a vincere un pilota inglese. Gli altri piloti non tardano a congratularsi.

Parcheggia la sua McLaren, realizza un attimo tra sé e sé.

Scende dalla monoposto ed esulta con il pubblico.

Via il casco e si lancia, letteralmente, dalla sua squadra. L’ha fatto anche per loro, è anche una loro vittoria.

Zack Brown lo abbraccia, lo coccola. Il suo pupillo dopo anni ce l’ha fatta. Orgoglio, quasi paterno in un certo senso.

Il podio, le lacrime, la festa, gli abbracci. La telefonata appena finita la gara alla famiglia, “vi voglio bene, grazie“. Perché alla fine, sotto la tuta ed il casco è un giovane ragazzo che ha ottenuto la sua prima vittoria nella massima categoria del motorsport. Dopo tutto, sotto l’armatura da eroi tutti e venti i piloti sono umani.

Tutte queste cose le abbiamo potute vedere e ci siamo anche, magari, commossi, da spettatori.

Quello, però, che ha sentito e provato Lando lo sa solo lui ed è bellissimo così. Noi possiamo immaginarlo; possiamo immaginarlo da amanti di questo sport spettacolare; perché sì, regala emozioni.

A prescindere dalle simpatie e dal tifo, quando un pilota vince per la prima volta è sempre magico; sempre denso di emozioni.

Dopo tutto, la prima volta non si scorda mai.

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