Il Rally di Finlandia è stato un vero e proprio rollercoaster, anche di emozioni. E ora Ogier può puntare al nono titolo mondiale!
Che Rally di Finlandia! È stata una vera e propria “Montana Rusa” (come disse il pipita Higuain) non solo per i salti ma anche in termini di emozioni. Kalle Rovanperä vede la vittoria scivolargli dalle mani, mentre Sébastien Ogier si lancia verso un’insperata corsa mondiale. Ecco il Post-Rally!
Rally1
Vincere il rally di casa sembrava cosa fatta, e invece la maledizione ha colpito ancora. Kalle Rovanperä è andato ad un passo dal vincere il suo rally, quello che si corre dove è nato, ad Jyväskylä. Ed invece, come per tanti campioni del Motorsport, la casa è diventata “stregata”. Questa volta fa ancora più male perché l’incidente è arrivato all’ultima curva della penultima speciale, dopo un rally perfetto e dominato in lungo e in largo con il solito fare da Kalle, senza sudore. Una roccia sulla carreggiata ha tradito il campionicino finlandese, che essendo Part-Time ha tutto il tempo per rialzarsi. Fa e farà male per tanto tempo, almeno fino a quando non riuscirà ad issarsi finalmente sul gradino più basso del podio davanti ai suoi concittadini. Quel giorno, come per Senna in Brasile e Leclerc a Monaco, la festa sarà grande.

Chi può festeggiare è invece Sébastien Ogier, che cercava delle risposte e, forse, le ha trovate. Le cose stanno così: alla vigilia della gara l’asso francese ha indicato la Finlandia come test dal quale trarre le giuste conclusioni sulla fatidica domanda: finirà l’anno Full-Time? La risposta è stata che il buon Seb c’è ancora, in ogni condizione e su ogni superficie. Ed ha vinto, dopo 11 anni dall’ultima volta, un rally nel quale mancava da ben 3 anni, dimostrandosi l’unico a poter impensierire il principe di Jyväskylä Rovanperä. “It seems like I have no other option” ha detto a fine gara Ogier. Non sembra esserci altra opzione che tentare l’impresa di agguantare il nono titolo. 27 punti di differenza da Neuville sono tanti. Ma stiamo pur sempre parlando di Ogier.

Chi rischia di scendere dal carro dei pretendenti alla corona, sono Elfyn Evans e Ott Tänak. Entrambi tornano a casa con uno zero, molto pesante, arrivato in situazioni diverse ma che li allontana in egual modo dall’obiettivo. Tänak, in un eccesso di foga in curva che gli abbiamo visto troppo spesso quest’anno, va a sbattere pesantemente contro un albero già nella SS3 del venerdì, tornando quello di inizio stagione e vanificando così una tarda primavera-inzio estate dove era riuscito a riportarsi a 7 punti dal compagno di squadra.
Evans, invece, patisce problemi al differenziale al sabato e alla domenica finisce fuori strada nella stessa speciale del compagno Rovanperä. Zero punti anche per lui e la sensazione che non ci sia più nulla da fare c’è. La performance quest’anno tarda ad arrivare, e i numeri non sono più dalla sua parte. Con Ogier primo delle Toyota e probabile Full-Time, si prospetta un finale da gregario per il povero Elfyn. Quanto a Neuville, il belga termina a podio e si tiene fuori dai guai. È stato il più veloce? Assolutamente no. È stato il più intelligente? Forse. Fortunato? Anche, perché ha piovuto quando avrebbe dovuto pulire strada. Il campionato va sempre di più verso casa sua, sempre che non arrivi Ogier a rovinare la festa.
Altre prestazioni degne di nota sono quelle di Adrien Fourmaux e Sami Pajari. Il primo, vuoi o non vuoi, è sempre lì. La Puma non è la vettura più veloce ma Adrien non lo sa e fa risultato lo stesso, sancendo definitivamente la sua maturazione a top driver. Sta letteralmente portandosi in spalla M-Sport da vero leader, e in Finlandia aggiunge un altro podio in bacheca. Manca solo la vittoria.
4° posto invece per Pajari, alla prima tra i grandi. Se Sesks ci ha messo 22 speciali per vincere la prima, Sami ne impiega solo 9 e già al venerdì scrive il suo nome nell’albo degli Stage Winners. Km dopo km la confidenza cresce e, alla fine, l’errore del venerdì mattina è la sola cosa che lo separa da un podio in casa al debutto con la Yaris Rally1. Talento ce n’è, e ora sta a Toyota coltivarlo al meglio. Bravo bravo!

Male, invece, Katsuta, Lappi e Munster. Se per quest’ultimo può esserci la scusante dell’esperienza, per i primi due non ci sono scuse. Sono stati sì sfortunati, ma anche poco intelligenti e i loro seppur piccoli errori li hanno condannati. Ok, Taka ha vinto la Power Stage e Lappi il Super Sunday. E quindi? Uno vive da anni in Finlandia, l’altro è…finlandese. Ci si poteva aspettare di più da loro? Assolutamente sì, senza se e senza ma.
Rally2

Vince, di nuovo, Oliver Solberg. E vince con un rally alla Solberg, davanti dall’inizio alla fine e sempre con quei canonici 30 secondi di distacco che si prende al venerdì e difficilmente concede. C’è poco da dire, se non che questa volta il livello degli avversari non era troppo alto. Fatto sta che ha vinto il terzo rally della stagione e ora è a 111 punti, con ancora un solo rally da far valere per il campionato. Basterà? Vedremo, anche se la situazione è ottima.
L’unico ad impensierirlo è stato…Jari-Matti Latvala. “Gallina vecchia fa buon brodo” scriveva Valentino Rossi su una t-shirt anni fa. E così è stato. Alla prima volta su una Yaris Rally2, e alla prima assoluta nel WRC-2, il buon Jari-Matti ha concluso secondo vincendo tre speciali, mostrando che il manico c’è ancora. La classe non è acqua, e l’ha dimostrato. E poi la sua passione smisurata per il rally e il sorriso dopo ogni prova sono contagiosi.

3° Lauri Joona, il primo dei “normali” se così possiamo chiamarli. Non ha fatto nulla di troppo speciale se non andare abbastanza veloce da prendersi il podio e un 4° posto provvisorio nel mondiale che sancisce però il fatto che d’ora in poi un’occhiata anche a lui dobbiamo darla.
4° Mikko Heikkilä, sempre in agguato quando si tratta di fare bene su terreni affini a piloti nordici, e 5° Nikolay Gryazin che però non ha fatto segnare punti in questo evento. Stava facendo molto bene, invece, Robert Virves, fermato sulla Ouninpohja dal cofano motore che si è alzato, facendogli perdere molto tempo. Peccato, perché sta crescendo tanto.
C’è poco da dire sugli altri, se non che i soliti Georg Linnamäe, Josh McErlean e Roope Korhonen sono sempre lì. In Top-10 anche Yohan Rossel, che anche lui come Gryazin ha deciso di non far valere il risultato della Finlandia. A punti quindi altri due finnici, Teemu Asunmaa e Benjamin Korhola.
Menzione (non) d’onore per Emil Lindholm, letteralmente scomparso dai radar del WRC-2 dopo che l’anno scorso è stato addirittura accostato ad un sedile Hyundai in Rally1. Involuzione incredibile così come quella di Pierre-Louis Loubet, che sta andando avanti con disastri su disastri. Male, malissimo.
Junior WRC

L’australiano Taylor Gill vince il suo primo rally nel Junior WRC e si riavvicina in classifica generale a Romet Jürgenson. L’estone, il favorito alla vigilia, ha buttato via con un banale errore un rally che era partito molto bene e che probabilmente lo avrebbe visto dominare.
Ora mantiene soltanto 8 punti di vantaggio su Gill, che ha raccolto volentieri le redini della corsa battagliando in lungo e in largo con il turco Ali Türkkan spuntandola di soli 2.1 secondi. Ora manca la tappa in Grecia, dove si decideranno le sorti del campionato che, a questo punto, si giocano Jürgenson e Gill.
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