IMG 7980

Max Verstappen – L’ultimo baluardo del ‘fottuto’ buonsenso

Nel weekend di Singapore abbiamo assistito all’ultimo, folle, tentativo di censura a cui Max Verstappen si è, fortunatamente, ribellato.

Max Verstappen colpisce ancora. Le peripezie narrate oggi hanno un’origine lontana. Non (solo) in termini chilometrici, in quanto esse si siano consumate tutte nell’arco di un piccolo paese asiatico, ma temporale.

Da quando, nel 2009, si corse per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti, infatti, fu chiaro a molti come la Formula 1 stesse lentamente diventando uno sport sempre più in mano alla politica e soprattutto, al Dio denaro. E nell’ultimo decennio e mezzo le cose non sono andate migliorando. Oggigiorno siamo arrivati a quota quattro gare in Medio Oriente (allettanti solamente per via dei soldi degli sceicchi) e tre gare negli Stati Uniti per ampliare gli orizzonti dello sport a un pubblico che si è rivelato palesemente inabile di coglierne la vera essenza… In vero stile FOM e Liberty Media, dunque.

Tuttavia, l’ultima goccia entrata in un vaso già ampiamente pieno e che straborda (di critiche) da tempo è arrivata proprio in un piccolo paese asiatico, più precisamente nel weekend del GP di Singapore.

Durante un evento dedicato ai media, Max Verstappen si è lasciato sfuggire una parola di troppo (stando ai piani alti). Un “fottuto” di troppo riferito al precedente weekend di gara, a Baku.

Senza né capo né coda

La guerra mediatica che tutte le istituzioni di questo mondo, FIA compresa, stanno facendo, ha oramai toccato l’assurdo. Sentirsi infatti in dovere di punire un pilota 26enne pluricampione del mondo per aver utilizzato un linguaggio apparentemente inappropriato ha dell’assurdo. Se secondo il diretto interessato quella era la più appropriata per descrivere quella situazione Max dovrebbe avere tutto il diritto di pronunciarla (finché non duole a qualcuno).

Invece no, siamo arrivati al limite della censura. Una politica di censura in assoluta controtendenza con la linea che ha sempre tenuto la Formula 1: una linea di libertà. Anche perché senno avremmo dovuto dare un daspo a Montoya che ha definito Schumacher (non l’ultimo arrivato insomma) o cieco o scemo. Una politica, per non divagare, di censura, portata avanti da persone che stanno ponendo i propri interessi (meramente economici, intendiamoci) davanti a quelli di chi dovrebbero in realtà rappresentare, quindi noi tifosi. Si parla, dunque, di una mancanza di rispetto enorme.

Qualche settimana fa, proprio su questo spazio, scrissi un pezzo che andava contro Verstappen per la sua foga esagerata. E sono parole che tutt’oggi rivendico e riscriverei. Tuttavia, nonostante Max abbia dei modi di fare bruschi (tipicamente nordici) che possono lecitamente risultare in antipatie, in questa occasione la ragione è dalla sua parte.

IMG 7981
Verstappen boicotta la conferenza stampa ufficiale FIA e risponde ai giornalisti fuori dalla stanza predisposta

L’aver boicottato la conferenza stampa il sabato dopo le qualifiche per poi rispondere a tutti i giornalisti fuori dalla sala ufficiale FIA è stata la miglior risposta gesti passivo-aggressiva che si potesse dare, nonché un momento iconico per la storia di questo sport. Perché vi era la chiara necessità di andare contro una Federazione che cerca di rinnovarsi, andando però in una direzione chiaramente sbagliata. E ha agito chi, più di tutti in questo momento, può, e forse deve, permetterselo. Nessuno dice che è sbagliato essere inclusivi e rispettosi, attenzione. Ma nessuno a sua volta deve permettersi di censurare e punire con delle ore di lavori socialmente utili un banalissimo “fottuto”. Perché serve del fottuto buonsenso.

Perché, come cantava De Gregori, “La storia siamo noi, nessuno si senta offeso”. Perché, che ci piaccia o no, è Max Verstappen che per un motivo o per un altro è già nella storia di questo sport, e non dei dirigenti mercenari.

Rispondi