Un problema tecnico ha impedito ai piloti e al team manager di partecipare alla riunione online obbligatoria. I commissari hanno deciso di non procedere con azioni disciplinari verso la Williams.
Un episodio insolito ha coinvolto la Williams durante il venerdì ad Austin, ma si è risolto senza conseguenze per i piloti coinvolti. Sia Alexander Albon che Franco Colapinto, insieme al team manager della scuderia, non sono riusciti a partecipare a una riunione online obbligatoria dei piloti, violando così l’Articolo 20.1 del regolamento sportivo. Tuttavia, i commissari hanno deciso di non dare penalità, ritenendo che la situazione fosse dovuta a circostanze fuori dal controllo del team.

Secondo quanto riportato dai commissari, il problema è stato causato da un errore tecnico durante il tentativo di connessione alla riunione. “I commissari hanno ascoltato il pilota della vettura 23 (Alexander Albon), il pilota della vettura 43 (Franco Colapinto) e il rappresentante del team”, si legge nel rapporto ufficiale. Il team manager ha spiegato che la squadra aveva tentato di accedere alla videoconferenza, ma il tentativo è stato respinto dal software utilizzato per la riunione.

Penalità o meno?
Dopo il fallimento del tentativo iniziale, i piloti hanno cercato di partecipare alla riunione tramite i loro telefoni cellulari. “I piloti hanno tentato di accedere utilizzando i loro telefoni, ma solo uno è riuscito a collegarsi, partecipando alla riunione a metà del suo svolgimento”. Si legge ancora nel rapporto dei commissari. A conferma dell’imprevisto, Williams ha fornito una stampa del messaggio di errore ricevuto dal fornitore del software. Questo ha convinto i commissari della genuinità del tentativo.
I commissari, ritenendo che il team avesse fatto il possibile per partecipare alla riunione, hanno infine stabilito che non era necessaria alcuna penalità. “I piloti e il team manager hanno concordato di incontrare il Direttore di Gara per ottenere le informazioni trasmesse durante la riunione. Pertanto, i commissari non prenderanno ulteriori provvedimenti”, hanno concluso.

